Spagna Campione, le pagelle dell’Europeo

Spagna Campione, le pagelle dell’Europeo

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#4 – Pau Gasol: 10

Si può non dare il massimo dei voti ad un giocatore così dominante come Pau? Praticamente inarrestabile in attacco, in post, dalla media e addirittura in certe occasioni da 3 punti (ricordiamo il 6 su 7 contro la Polonia) e difensivamente un muro invalicabile. Medie altissime di punti e rimbalzi, ricordiamo anche che non era al top della condizione fisica a causa di un problema al polpaccio (il medico spagnolo gli aveva detto di giocare 5 minuti massimo contro la Polonia). Eccezionale Pau Gasol, che giocando così, fa la differenza in Europa, in NBA, ovunque.

#5 – Rudy Fernandez: 7

L’europeo di Rudy Fernandez è caratterizzato dalle precarie condizioni fisiche. Nelle prime partite gioca bene finché il dolore è minimo ed è importante nel momento in cui la compagine spagnola cerca di trovare la giusta chimica di squadra, poi cala vistosamente, tormentato dai dolori alla schiena. Nonostante tutto, la stella del Real Madrid, decide di rimanere in squadra e giocare sul dolore, limitando il proprio arsenale offensivo ma dimostrando una grandissima tenacia e grinta, apprezzata non poco dal pubblico spagnolo. Sfodera la migliore prestazione proprio in finale contro la Lituania, dove poi nel terzo quarto è costretto ad uscire dopo essersi schiantato contro un blocco lituano.

#6 – Sergio Rodriguez: 8,5

“El Chacho” è un direttore d’orchestra fantastico, capace di guidare la squadra nei momenti di difficoltà, senza paura di prendersi grosse responsabilità. Coach Scariolo lo fa partire dalla panchina, ma nei momenti chiave Rodriguez è sempre in campo ad insegnare pallacanestro. Il Pick and Roll tra lui e Gasol è letale per qualsiasi squadra, da insegnare nei libri di basket, e nessuna di queste sono riuscite a trovare un metodo per arginarlo. Il playmaker del Madrid è autentico leader e condottiero della Spagna.

#7 – Guillermo Hernangomez: 6

“Willy” Hernangomez, segnatevi questo nome, perché ne sentiremo riparlare sicuramente. In questo Eurobasket è praticamente spettatore, calcando il parquet per pochi minuti, ma quando è interpellato non fa mai brutta figura e dimostra di avere parecchio talento. La Spagna e Coach Scariolo, che portandolo qua dimostra la fiducia in lui, sperano in un futuro (breve) di fare affidamento sul neo Centro del Real Madrid.

#8 – Pau Ribas: 7

Il neoacquisto del Barcelona di Xavi Pascual, è fisso nello starting five spagnolo, dimostrando di starci alla grande. Regge benissimo la pressione di una competizione europea da titolare, è affidabile nel tiro da fuori quando viene chiamato in causa, e difende benissimo, dando il 100%. Piccola nota negativa, il fallo contro la Germania in cui rischia, regalando 3 liberi ai tedeschi, di condannare ed eliminare la Spagna.

#9 – Felipe Reyes: 7,5

Il capitano del Real Madrid e della Spagna, è leader in campo e nello spogliatoio. Grinta e volontà da vendere, gioca sempre al limite delle regole (anche oltre spesso) accettando sempre botte e sportellate sotto canestro. Probabilmente, all’età di 35 anni, vive la sua miglior stagione di sempre, migliorando tantissimo al tiro, affidabile ai tiri liberi, rimbalzi e difesa sempre al massimo, marchio di fabbrica della casa.

#10 – Victor Claver: 7+

Prima parte dell’Europeo praticamente inesistente per l’ex Portland Trail Blazers. Dalla fase eliminatoria in poi è un vero fattore, soprattutto nella sua metà campo. Coach Scariolo, nei momenti decisivi non ne fa mai a meno. Nettamente tra i migliori difensori di Eurobasket, vero fattore anche a rimbalzo, dimostrando anche intelligenza nella metà campo offensiva. Il neo acquisto del Kuban, è il vero protagonista che non ti aspetti. I 3 liberi regalati a Batum nell’overtime contro la Francia – per fortuna di Claver e di tutta la Spagna verranno poi sbagliati dal neo Hornet – sul +3 gli costano quasi un voto in meno.

#11 – Fernando San Emeterio: 6

Il neo-giocatore del Valencia, porta la sua esperienza a disposizione della squadra, ma vede il campo pochissimo, quasi mai. Scariolo l’ha voluto con se per la sua esperienza per concludere il roster spagnolo.

#12 – Sergio Llull: 8

Grinta e cuore per la guardia del Real Madrid. Sembra avere sempre la situazione sotto controllo, sa prendersi le responsabilità e non ha mai paura di prendersi tiri importanti. Metà campo difensiva veramente notevole, soprattutto in semifinale, dove annulla un certo Tony Parker. Sicuramente la migliore annata della sua carriera, dove ha praticamente vinto tutto compreso questo Eurobasket da vero protagonista.

#13 – Pablo Aguilar: 6

Il giocatore del Gran Canaria non vede mai il campo, e serve solamente a completare il roster. Giusto premio comunque per Aguilar, che si vede premiare una grande stagione in liga Endesa.

#14 – Nikola Mirotic: 7

L’Europeo del giocatore dei Bulls parte tutto in salita, tra prestazioni in campo non buonissime, e fatti fuori dal campo (vedi il fatto della bandiera della Serbia). Sale di livello con il passare delle partite, risultando molto importante nella fase ad eliminazione diretta. Fondamentale contro la Grecia, molto importante sia in semifinale contro la Francia, che in finale contro la Lituania con il suo tiro da fuori che costringe i lunghi a giocare fuori dall’area. L’impressione è che lo rivedremo sempre più spesso tra i protagonisti di questa squadra.

#15 – Guillem Vives: 6

Il catalano classe ’93 è come San Emeterio, giocatore complementare che serve a terminare il roster. Non riesce a guadagnarsi lo spazio, ma l’età e il talento sono dalla sua parte. Avrà occasione di rifarsi sicuramente.

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