Mondiali MaxiBasket 2015, Il Diario del Solfro/5 – Frattaglie…

Mondiali MaxiBasket 2015, Il Diario del Solfro/5 – Frattaglie…

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Non c’è la faccio a starmi zitto, così mi cimento con la tastiera del telefonino, con le imprecazioni ogni volta che mi si accavallano le lettere, come una volta mi si incastravano i tasti della Olivetti e vi butto lì delle spigolature a casaccio.

Giornata di riposo, che significa allenamento alle 18 e Social Party alle 20.

Siamo nel mezzo di una penisola, un’ora a Est l’Atlantico e un’ora e mezzo ad Ovest il Golfo del Mexico: the Gulf. Sull’Atlantico la meta potrebbe essere Cocoa Beach, il paradiso locale dei surfisti e, a pochi km Cape Canaveral e la storia dei lanci spaziali. A Ovest Tampa Bay e l’acqua più calda del mar dei Caraibi. Visto il tempo a disposizione optiamo per l’Est e durante il tagitto abbiamo modo di notare che il lindore lungo le strade di comunicazione prosegue anche fuori dalle grandi citta: non c’è una bottiglia, un sacchetto di plastica, una cartaccia, ‘na pantegana a bordo asfalto, un riccio posterizzato (esistono i ricci in Florida?), una biscia ridotta a cintura… niente, solo l’asfalto e l’erba che somiglia ad un materasso, é alta come un materasso e morbida come un materasso, tanto che si ha la tentazione di buttarcisi a pesce e concedersi una pennichella.

Qualche miglio più avanti scopriamo una delle ragioni di tutta questa pulizia: un’auto dello Sheriff, lampeggianti in funzione, procede a passo d’uomo scortando una dozzina di detenuti in casacca a righe bianche e nere (nessun richiamo a squadre italiane di calcio, per carità! ); sopra la tuta da carcerato indossano pettorine catarinfrangenti e portano un bastone afferra oggetti in una mano e un sacco della spazzatura nell’altra, procedono in linea coprendo tutto il tratto di verde, dalle corsie del traffico fino al bordo del terreno incolto e lo ripuliscono da ogni sporcizia.

Cocoa Beach è una tavola da biliardo, dopo aver debitamente salutato il più fornito negozio di materiale per surfisti del mondo, motto: “ne abbiamo almeno uno di tutto”, sbuchiamo sulla spiaggia; solita torretta da Baywatch, stavolta fornita di ombrelloni ad uso gratuito, doccia gratuita, paghi il noleggio solo se vuoi una tavola da surf o da bodysurf.

Esattamente come da noi, dove ti vengono a rompere le scatole e chiedere soldi anche si ti fermi e posi un asciugamano negli ultimi 5 metri di spiaggia prima dell’acqua.

Le onde comunque sono alte due metri e ci si può divertire a farsi trasportare fino a riva, dove una decina di metri dopo la spiaggia c’è un bar da battaglia e da tirar tardi la sera mangiando magari un piatto di “Rasta Pasta”, accozzaglia di “farfalle” cotte fino a diventare tropicali, verdure grigliate a pezzetti e gamberetti alla piastra con un goccio di quella che spero sia panna; ho visto mangiato di peggio nella vita ed i gamberetti sono veramente super.

Siccome siamo bravi ragazzi facciamo una puntata a Cape Canaveral, ma lo vediamo solo da fuori, per paura di far tardi all’adunata per l’allenmento; arriviamo un’ora prima, giusto in tempo per sentirci dire che il campo c’è l’abbiamo solo di lì a 20 minuti o mai più. Depositato il costume da bagno stipiamo maglietta e calzoncini in borsa e partiamo di gran carriera.

Partita con l’Italia Bologna: mentre arriviamo al campo scopriamo che non giocheremo contro la Croazia, come sapevamo, ma il derby che pensavamo di affrontare in semifinale: la FIMBA non vuole avere due squadre dello stesso paese sul podio e quindi spariglia prima, solo che, per non innervosirci, ha gentilmente aspettato l’ultimo momento per dircelo.

La partita va male, troverete i resoconti in altre pagine, stiamo li e recuperiamo anche rimettendo in gioco verso la fine, ma un paio di tiri nostri che escono, come in tutta la gara, ed un paio che entrano a loro ed ecco che alla fine siamo sotto di 5 punti.

Lotteremo per il quinto posto invece che per le medaglie, lo faremo per noi, per quel che abbiamo investito in termini di tempo e di fatica per venire qui, per quel che ci aspettiamo da noi stessi, che è solo il massimo possibile in ogni situazione, e pazienza se le medaglie stavolta non arriveranno: vorrà dire che ai prossimi Mondiali a Montecatini nel 2017 partiremo di rincorsa.

Eh sì, perché durante il Social Party di ieri sera hanno comunicato che la prossima puntata di questa storia sarà in Italia, Toscana; Montecatini/Lucca/Pistoia, quindi per una volta saranno gli altri a dover spendere per la trasferta! Non c’é pietà per i vinti e così il giorno successivo alla debacle con Italia BO, cui va riconosciuto il merito di aver giocato letteralmente col coltello tra i denti e di aver giustamente forzato ed approfittato di una nostra giornata storta, invece di un turno di riposo ci toccheranno due partite a fila: la prima contro la Repubblica Cieka. Più che contro una squadra però, giochiamo contro la delusione per la sconfitta patita, ma sapete com’è? Dicono che se cadi da cavallo devi súbito rimontare in groppa e lo sport ha questo di bello: qualsiasi sia il risultato che hai appena raggiunto, diventa immediatamente acqua passata; hai davanti altri risultati da conseguire, altro lavoro da fare, sogni da realizzare, limiti da superare e pochissimo tempo per guardarti indietro. Quindi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo vinto.

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