Nazionale Femminile, Capobianco: “Dobbiamo vincere questa partita”

Nazionale Femminile, Capobianco: “Dobbiamo vincere questa partita”

Inizia stasera a Lucca il ritiro per la Nazionale in vista della partita di sabato contro la Gran Bretagna: le dichiarazioni, in esclusiva, del c.t. azzurro

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Chi pensa ad Andrea Capobianco soltanto come commissario tecnico della Nazionale di basket femminile, probabilmente non ha mai avuto l’onore ed il piacere di parlare con lui. Onore e piacere che quest’oggi ho avuto io, e che mi hanno fatto conoscere un uomo profondamente innamorato del suo lavoro, che porta avanti ben saldo su valori di assoluto fondamento.
Così, anche un’intervista strutturata, come quella che avevo avuto cura di preparare, si è trasformata in una fantastica esperienza di basket parlato, a trecentosessanta gradi.

Mentre si avvicina all’inizio di uno dei raduni più importanti della sua carriera, c’è tanta energia nella sua voce, ma non solo. C’è anche tanto altro. Tutto ciò che coach Capobianco ha potuto vivere e maturare in questo suo primo anno da commissario tecnico: “Sicuramente oggi c’è più consapevolezza di alcune situazioni vissute del basket femminile, che in questo anno ho avuto la possibilità di conoscere più approfonditamente. E c’è anche tantissimo entusiasmo. Un entusiasmo maturo, consapevole di quanto vissuto e di quanto conosciuto in tutti questi mesi: ho avuto, infatti, la possibilità di confrontarmi con ragazze straordinarie, che hanno una grande disponibilità al lavoro e che hanno una grande voglia di superarsi e di migliorarsi sempre. Questo mi ha reso e mi rende entusiasta, nonostante tutte quelle difficoltà e quegli imprevisti che in un anno possono esserci e che possono affievolire lo slancio iniziale.

Difficoltà ed imprevisti, che nello specifico, hanno il nome di Marzia Tagliamento e di Giulia Gatti: quando si parla di queste due sue ragazze la sua voce si addolcisce, come a volerle mandare una carezza. “Siamo perfettamente consapevoli che nello sport gli infortuni siano all’ordine del giorno, ma dispiace molto. Dispiace umanamente per le ragazze, perché è sempre difficile dover fare i conti con degli infortuni che ti tengano lontani dai campi di gioco, e dispiace per le atlete, che hanno sempre indossato la maglia della Nazionale con grande voglia e grande impegno. Marzia, ad esempio, ha esordito in Nazionale maggiore con me, durante la partita con gli Stati Uniti dello scorso anno, scendendo in campo con la faccia giusta e con lo spirito giusto. A giugno, poi, ha anche svolto un importante lavoro di miglioramento fatto con la Nazionale sperimentale, che è stato di grande rilevanza per curare tutti quei dettagli che si ha la possibilità di perfezionare alla fine del campionato. Giulia è stata tra le protagoniste di queste prime quattro partite del girone di qualificazione: senza di lei, ci verrà a mancare la sua capacità di pressare la palla e di cambiare ritmo al gioco.

Ci sono parole dolci ed importanti anche per Jennifer Nadalin, che a maggio ha deciso di lasciare l’Italia e la Nazionale, e che “è stata importante in questo gruppo sia a livello tecnico che umano: ha dato sicuramente tanto alla nostra causa, portando il suo mattone per costruire questo fortino, che sono le quattro vittorie nel girone. Senza di lei sicuramente qualcosa non ci sarà. Ma il gruppo c’è, è forte e saprà dare tutto il suo contributo.
Un gruppo costruito da coach Capobianco in questi tredici mesi di gestione tecnica, che ha potuto riabbracciare l’importantissimo ritorno di Chicca Macchi, e che nel tempo e nelle convocazioni ha mostrato uno zoccolo duro che è rimasto costante nel tempo. “Le partite ufficiali, come questa, non sono le occasioni per fare formazione o per fare sperimentazioni. Il gruppo storico è questo, ma ogni giocatrice ha davanti a sé una porta scorrevole che può aprirsi o chiudersi: oggi ne è rimasta fuori qualcuna per motivi tattici o strategici, e qualcun’altra ne è subentrata. Io e i miei collaboratori, Giovanni Lucchesi e Antonio Bocchino, guardiamo con molto interesse tutte le ragazze, alcune anche molto giovani, che si stanno mettendo in luce non solo nel campionato di Serie A1, ma anche in quello di A2, dove militano giocatrici di assoluto valore, che noi teniamo nel massimo della nostra considerazione.

Strategia e tattica, che serviranno per affrontare un avversario davvero insidioso. “La Gran Bretagna è una signora squadra, lo sappiamo bene, e ricordiamo la fatica fatta un anno fa a Manchester. C’è anche qualche giocatrice importante tornata nella loro Nazionale e questo significa che dovremo tirare fuori tutte le nostre migliori qualità.” Una delle quali è sicuramente la difesa: nelle quattro partite ufficiali giocate dalla Nazionale italiana, con Capobianco in panchina, le Azzurre non hanno mai subìto più di 56 punti. “È un aspetto molto importante”, sottolinea il c.t., “perché anche nei momenti di difficoltà offensiva, nei quali abbiamo avuto qualche problema a segnare dei canestri, ci siamo appoggiati su una difesa assolutamente solida, che ci ha permesso di non subire mai break decisivi. Anche contro la Gran Bretagna dovremo ripartire da una buona fase difensiva, per cercare di dare maggior fluidità all’attacco, dove ci servirà il talento di ogni giocatrice. E non parlo solo di talento in relazione ai punti segnati, ma parlo di capacità nel passare la palla e capacità di fare un lavoro importante anche lontano dal pallone. Ognuna delle nostre giocatrici è in grado di portarci diversi aspetti del proprio talento e noi dovremo essere bravi affinché ognuna di loro possa renderlo funzionale al massimo nel nostro gioco, mettendolo pienamente a disposizione della squadra.” Ci tiene molto a sottolineare il suo concetto di talento, che si discosta da quanto si può comunemente pensare. “Il talento oggi è un termine assolutamente abusato. Posso parlare ad ampio raggio, avendo avuto esperienze anche nell’ambito maschile, ed affermare come troppe volte ci si fermi al numero di canestri segnati e di punti siglati: il talento, invece, è qualcosa di molto più grande, che non può fermarsi ai valori statistici. Ci sono giocatori e giocatrici di grandissimo talento, che permettono ai loro compagni e alle loro compagne di produrre gioco, ma questo a volte, purtroppo, non viene visto.

Quella contro la Gran Bretagna sarà sicuramente una partita fondamentale, non solo per il futuro della Nazionale, ma anche per quello del movimento del basket femminile italiano: Capobianco, però, non si ferma solo alla partita di sabato, ma guarda al futuro su più ampio raggio. “Noi dobbiamo vincere questa partita, è chiaro, per andare agli Europei ma anche per far crescere ulteriormente il basket femminile in Italia. Con la Federazione stiamo facendo un lavoro molto attento per cercare di portare avanti tutti gli aspetti che possano valorizzare il movimento: ci stiamo concentrando molto sui centri tecnici federali, perché le giovani giocatrici sono il nostro futuro. Credo che ogni ragazza abbia bisogno di un percorso formativo, che vada oltre l’esperienza con il proprio club, e che non deve mai sfociare in una specializzazione precoce che rischia di creare dei problemi. Le vittorie della Nazionale devono essere sicuramente un esempio e un richiamo per tutto il movimento femminile in Italia, ma c’è un lavoro importantissimo che va svolto ogni giorno e che mi porta a viaggiare in tutto il Paese per portare la mia esperienza in ogni singola regione e in ogni singola città. Ogni giocatore, ogni allenatore, ogni addetto ai lavori è responsabile, nella sua misura, allo sviluppo e al mantenimento del nostro movimento: quando all’inizio della mia esperienza allenavo all’aperto lo ero già nel mio piccolo, ma ora, chiaramente lo sono molto di più e sono consapevole di quanto ogni aspetto sia importante per raggiungere il nostro obiettivo di migliorare il basket femminile. Le partite come questa che ci attende sabato non devono però farci pensare solo all’obiettivo, ma a come poterlo raggiungere con il lavoro di ogni giorno.” Coach Capobianco ha le idee molto chiare, e nelle sue parole c’è tutta la passione e l’entusiasmo di chi vive il basket profondamente, con la lucidità maturata in tutta la sua esperienza. “Noi dobbiamo sempre avere gli occhi ben aperti nel quotidiano, pensando sempre al futuro, e sapendo che il futuro potrà esistere solo se nel quotidiano ci sarà grande lavoro e grande valore.” Lavoro e valore che attendono le ragazze della Nazionale in questi giorni di preparazione alla partita di sabato contro la Gran Bretagna, a Lucca, in un PalaTagliate che si annuncia assolutamente bollente.

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