Belinelli al veleno contro Sacchetti

Belinelli al veleno contro Sacchetti

La guardia degli Spurs replica alle dichiarazioni del CT della nazionale.

di Andrea Fabbian

Polemica mai finita tra Meo Sacchetti e gli italiani in NBA: dopo la querelle con Danilo Gallinari si arricchisce di una nuova pagina anche la polemica con Marco Belinelli che dalle colonne della Gazzetta dello Sport replica alle accuse neanche troppo velate del CT.

“Alcune parole di Sacchetti mi hanno dato fastidio, veramente fastidio” . Questa dichiarazione di Beli si riferisce a una polemica iniziata a fine Agosto quando Meo Sacchetti aveva definito Melli e Datome, disponibili ad andare in nazionale, come “persone giuste” e modelli di altruismo e spirito di gruppo.

Questa polemica ha subito diviso l’opinione pubblica della palla a spicchi tra chi, come Alessandro Gentile, difendeva l’amico e compagno e chi accusava il bolognese di non avere a cuore la nazionale e di pensare solo al proprio tornaconto e conto in banca; antifona già sentita dopo la rinuncia di Danilo Gallinari.

Belinelli ha voluto dire la sua, spiegando alla Gazzetta dello Sport la sua versione: “Ci sono polemiche uscite dopo la mia rinuncia che mi hanno infastidito. Con Sacchetti, Brunamonti e il presidente Petrucci sono stato sincero fin dal primo giorno, dicendo che per me sarebbe stato molto difficile esserci. Ho incontrato di persona Meo e ne abbiamo parlato, mi sono confrontato con lui prima ancora di sentire Popovich o Messina. Dire o far capire che ci sono persone che non pensano alla Nazionale o che della Nazionale se ne fregano è una delle cose che mi ha dato fastidio. Se ci fossero dei problemi, preferirei che Meo me ne parlasse a voce, dicendo il nome delle persone a cui fa riferimento, senza parlare in generale. Detta così mi ha dato veramente fastidio”.

Belinelli ha spiegato poi che la sua rinuncia è dettata dallo stesso motivo che ha spinto gran parte degli NBA a rinunciare: la vicinanza con l’inizio dei training camp, problema posto anche da Datome in tempi non sospetti, malgrado non giochi in NBA. Nel caso del Beli infatti il training camp di San Antonio inizia il 24 Settembre, solo 7 giorni dopo la seconda partita di nazionale; questo costringerebbe il trentaduenne a un tour de force non esente da rischi. Ecco le sue dichiarazioni: “Per me la Nazionale è importantissima: ci sono sempre andato volentieri e trovo giusto che i giocatori diano importanza alla propria nazionale. Ma questa finestra Fiba, così vicina all’inizio della stagione Nba, rende per tanti le cose difficili o quasi impossibili, e lo dimostra il fatto che l’80% dei giocatori Nba non ci andrà per le mie stesse ragioni. Le partite dell’Italia sono troppo vicine al training camp degli Spurs: devo arrivarci in condizioni ottime e senza rischiare. Andare in Nazionale adesso è troppo rischioso per me, un ragazzo di 32 anni che si è allenato tutta l’estate e vuole lottare per poter avere un ruolo importante nella propria squadra, da titolare o dalla panchina”

Marco poi ha puntualizzato che spera che questo non sia un addio all’azzurro, ma solo una pausa: “Non andare in Nazionale mi manca. Direi che mi fa star male, ma non vorrei passare per quello che esagera. Io all’Italia ho sempre detto sì, e i rapporti che ho stretto con giocatori, allenatori, Petrucci e la Federazione sono tutti molto veri. Per questo ci tengo a ribadire che non è un addio e voglio stare col gruppo: per far sentire che non è una rinuncia definitiva, ma un arrivederci al Mondiale”.

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