La difficile scelta di Pianigiani: i perchè sugli esclusi

La difficile scelta di Pianigiani: i perchè sugli esclusi

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Ieri c’è stato il Cut Day della Nazionale, dove Coach Simone Pianigiani, prima di partire alla volta di Berlino, ha effettuato gli ultimi tagli alla rosa azzurra. Ci sono stati pochi dubbi riguardo alle ultime defezioni forzati per raggiungere il numero pieno di dodici giocatori. A farne le spese sono stati Giuseppe Poeta, il suo nuovo compagno di squadra a Trento Davide Pascolo e Riccardo Cervi, oltre alla già dichiarata ineleggibilità nel roster causa infortunio di Luca Vitali. Andiamo ad esaminare caso per caso i giocatori esclusi dalla rosa finale per l’Europeo, riflettendo sia sugli aspetti negativi che ne hanno condizionato l’esclusione ma anche sulle innegabili qualità che questi avrebbero portato alla causa azzurra in caso di conferma. GIUSEPPE POETA – PLAYMAKER – DOLOMITI ENERGIA TRENTO Per onestà intellettuale bisogna ammettere che pochi (anche tra la nostra redazione) avrebbero scommesso su una sua convocazione nel roster definitivo per EuroBasket 2015 Un po’ per insicurezza sul reale apporto che avrebbe potuto dare Peppe, vista anche la sua assenza dal campionato italiano durata due anni, un po’ per l’incombente l’incombente soglia dei trent’anni, e un po’ perché  il reparto con più bisogno di carne fresca fosse quello sottocanestro. Nonostante questo (e grazie anche alla dipartita di un pariruolo come Vitali, il nome di O’ Guastatore è rimasto vivo fino all’ultimo verdetto, dove coach Pianigiani ha dovuto decidere se portare un senatore dell’ultimo ciclo azzurro come Poeta o uno dei più giovani e talentuosi tiratori che dispone il panorama italiano. L’ha spuntata all’ultimo Amedeo Della Valle, che affronterà la prossima manifestazione iridata con un ignorantissimo “00” in petto, in riferimento allo sponsor Barilla e all’analoga farina. La selezione azzurra, citando un parere condiviso da molti addetti al settore, avrebbe avuto bisogno di Giuseppe più fuori che dentro il campo. Nonostante non sia ancora propriamente un vecchio, è un senatore dotato di grande carisma, un uomo da spogliatoio che avrebbe fatto da collante generazionale tra gli NBA (mai tutti assieme dall’Europeo di 4 anni fa) e il gruppo formatosi dopo quella spedizione in Lituania. Oltre alle sue doti di mediatore da spogliatoio, Poeta è un valido giocatore on court, che in diverse circostanze e con meno concorrenza avrebbe potuto giocare i suoi 10/15 minuti di grinta e qualità. Poeta è un iniezione di ordine in attacco e di palle rubate in difesa, il suo gioco offensivo prevale nell’uso di schemi classici quali i giochi con i lunghi o i penetra e scarica. In difesa non eccelle nell’uno contro uno ma sa rendersi utile sulle linee di passaggio. Non ha un tiro così affidabile (nemmeno Hackett e il Cincia, eh) ma arrivati a un certo punto del roster (dall’ottavo posto in su) è necessario portare alla causa specialisti, cosa che Peppe non è. E’ un solido, ottimo e rispettabilissimo professionista ma probabilmente la scelta di portare ADV a Berlino ha il suo perché.   RICCARDO CERVI – CENTRO – SIDIGAS AVELLINO A differenza di Poeta, Riccardino sembrava avesse più possibilità di far parte del roster azzurro per gli Europei. Sfida per la presenza nella squadra vinta dal suo pariruolo Marco Cusin, e anche di un bel tragitto vista la stima che ha del Cuso coach Pianigiani. Offensivamente parlando, erano due giocatori destinati a creare spazi attraverso intangibles quali blocchi e tagli, con un ridottissimo consumo di palla e una forte responsabilità a rimbalzo (visto il “vicino di banco” che poteva essere un Bargnani, particolarmente allergico alle carambole). Cervi è quel tipo di giocatore, blocchi, rimbalzi, post-up sporadici. Un giocatore silenzioso in attacco e tremendamente intimidatorio in difesa, dove può stoppare palloni con le pale da elicottero che lui chiama braccia e una stazza Marjanovicciana. Cusin, d’altro canto, possiede più qualità tecnica del centro in forza ad Avellino. E’ un pick ‘n roller migliore, ha un tiro consistente dal post basso e dalla piccola distanza, e non è male in lunetta. Un altro dubbio attanaglia la figura di Riccardo, il fattore infortuni. La vicenda con Milano, con cui non ha passato le visite mediche, ha intaccato la credibilità fisica di un giocatore già notoriamente injury prone. Vista la concomitanza di un altro infortunato cronico come il Mago, Pianigiani ha fatto il conto che sarebbe stato meglio portare un giocatore senza ombre fisiche come Marco Cusin.   DAVIDE PASCOLO – ALA GRANDE – DOLOMITI ENERGIA TRENTO L’anno scorso debuttò in Nazionale nella sua Trento dopo un’annata eccezionale con l’Aquila che ne ha determinato la promozione. Oggi Dada si ritrova escluso dal roster definitivo della Nazionale, consapevole che portare il suo “rivale” sia la scelta migliore per il cammino azzurro. Il lungo friulano, che esordì in serie A con l’allora Snaidero Udine, è certamente uno dei lunghi più in luce della serie A italiana. La sua caratteristica più famosa è quella meccanica di tiro a due mani dietro la testa, che abbinata a doti di tiro sempre notevoli per un giocatore della sua stazza, ne ingrandiscono il mito. Dada non è un “mozzarellone solo tiro”, tutt’altro: sa battersi come un leone a rimbalzo e in post basso, è il prototipo di ala grande come Dio comanda e tutto ciò è abbinato a grandi doti di leadership, almeno nel contesto del club. Pianigiani con l’esclusione di Dada in favore di PolonAir, ha guardato innanzitutto alle prove disputate in Estate (e Pascolo non ha avuto il minutaggio affidato ad Achille) ma anche ai valori tattici e atletici. In quest’ultima categoria non c’è paragone, e Achille ha una dimensione in più del giocatore di Trento. Può sia giocare da stretch four (fondamentale in questo senso il miglioramento radicale al tiro di Achille) sia da 4 atletico, e questo suo essere sia concavo che convesso gli permette di giocare con qualsiasi altro lungo della squadra, qualità che a Pascolo manca. Essendo due ragazzi di 24 anni, sicuro come l’oro li rivedremo (anche assieme) nelle prossime spedizioni azzurre, ma per ora, tocca ad Achille.

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