Momenti di Basket/1 – Dopo la calda estate, qualche buon “lampo d’azzurro”

Momenti di Basket/1 – Dopo la calda estate, qualche buon “lampo d’azzurro”

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Desidero prima di tutto ringraziare gli Amici di Basketinside per la stima e la fiducia che mi hanno mostrato aprendo il loro Sito per accogliere qualche mio pensiero sullo sport che pratico o seguo da oltre 60 anni: la PALLACANESTRO.

Si, ho detto Pallacanestro e non Basket, in quanto reputo quest’ultimo non l’evoluzione del primo, ma un suo mal riuscito…….derivato, capace di far regredire la qualità tecnica, di sperperare ingenti risorse e di produrre, ormai da anni, l’ammaina bandiera di tante Società blasonate ed oggi, l’autoretrocessione di tante realtà.

Di questa provocazione (ma mica tanto), potremo parlare e confrontarci in seguito, in questa prima occasione priorità assoluta agli azzurri reduci dalla vittoria di Trento.

La Pallacanestro Italiana sta vivendo, forse, l’estate più travagliata della sua “storia centenaria”, oppressa ed afflitta da rinunce ed autoretrocessioni (oltre 40) che hanno imposto la revisione del numero dei campionati ed un continuo rimescolamento dei relativi gironi.

Il ritorno di Gianni Petrucci al timone della Federbasket è stata la scelta più opportuna, data l’esperienza, il lungo corso e la passione per la pallacanestro sempre mostrata dal Presidente.

Il momento, come detto, è certamente difficilissimo e le stesse Leghe sono in difficoltà nel proporre e collaborare ad una complessiva riforma dell’intero Sistema ed al momento hanno solo potuto confermare Renzi (A) ed eleggere Coldebella (Lega Gold & Silver) gestendo l’ordinaria amministrazione rivolta alla composizione dei Campionati.

In questo scenario sempre più plumbeo, le nubi sono state squarciate da alcuni bellissimi lampi di azzurro che hanno colorato d’oro l’under 20 maschile e di uno scillintante argento le coetanee del femminile.

Arcobaleni che seguono quello ancora più intenso che la scorsa estate ha qualificato la Nazionale maggiore agli Europei di Libuana, un appuntamento che oggi riveste una importanza fondamentale per il Movimento ed un viatico per il lavoro che attende Gianni Petrucci.

Le Nazionali sono un motivo aggregante e trainante in ogni sport di squadra, ma per il nostro basket la Formazione di Pianigiani rappresenta qualche cosa di più e forse la “cartina di tornasole” per vedere se la caduta si è arrestata e se le nubi cominciano a diradarsi per lasciare posto al solo Azzurro.

I segnali positivi ci sono tutti ed inducono all’ottimismo, anche al di la del piazzamento finale di Azzurra a Lubiana.

L’elemento assolutamente importante è l’emersione di tanti giovani, come da tempo non si registrava; una “novità” che sembra ridare fiato ai vivai e chiede a “gran voce” il passo ai troppi stranieri.

Pianigiani è giovane lui stesso, come giovani sono i 4 NBA, ben lontani dalla trentina ed ancora più imberbi gli Hachett, i Cinciarini, i Gentile, i Melli, i Polonara ed ora i Della Valle, i Tessitori e gli Imbrò, fermandoci a quelli già affermati e felicemente emergenti.

Azzurra può schierare anche Travis Diener, un valore aggiunto certamente, ma anche un “elemento” che per me annebbia la crescita e l’attesa esplosione dei nostri ragazzi.

Un maggiore “ Made in Italy” nei campionati di vertice è l’unica e sola condizione per “convincere” (od imporre) un ulteriore taglio al numero degli stranieri e stimolare la rinascita dei “ dialettali” vivai.

La Federazione e Petrucci in primis si trovano dinanzi ad un bivio e la scelte non potranno che determinare il rilancio del basket o rimandarne l’auspicata resurrezione.

Per ottenere questo risultato, lasciando da parte Campionati e Gironi (maschile in sofferenza e femminile in forte affanno), una saggia ed importante decisione potrebbe riguardare i Settori Giovanili, per dare seguito, utilizzare e valorizzare i risultati proprio delle nostre splendide Under.

Aboliamo i “Formati”, cancelliamo la infelice (un eufemismo) “Norma proteggi Under” (20 o 22 fa lo stesso) e rivediamo l’utilità o meno dei passaportati, eventualmente, ricondotti nel numero massimo di Giocatori non nati in Italia.

Se Riforma deve essere, riforma sia e nessun settore del nostro basket ne rimanga fuori, anzi si abbia un occhio di riguardo allo stesso Minibasket, alla qualificazione dei Tecnici ed alla crescita degli stessi Arbitri.

Dalla Lituania (Under 20 maschile) e dalla Francia (Under 20 femminile) sono apparsi 2 bellissimi arcobaleni, attendiamo ora che anche il cielo di Lubiana si colori di un forte Azzurro Italia.

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