Mondiali Maxibasket, Dario da Salonicco di Marco Solfrini #6

Mondiali Maxibasket, Dario da Salonicco di Marco Solfrini #6

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Giorno di riposo; bella parola, da assaporare dopo il baccanale organizzato di ieri sera, la programmazione del torneo ha pensato bene di evitare qualsiasi partita, per lasciare squadre ed accompagnatori liberi di smaltire ciucche, gioie e delusioni della serata precedente… e il fato ha pensato bene di proporci l’unico giorno, da quando siamo arrivati, semi nuvoloso, quindi saltano alcuni programmi di mare ad oltranza.

Uno di questi, a cui sono scampato per lo spirito di gruppo che ci caratterizza, era una giornata al mare con partenza al mattino in pullman, e rientro in serata dopo due spiagge visitate, organizzato in convenzione con la FIMBA.

L’accenno alle due spiagge, ma soprattutto la convenzione con la FIMBA, avrebbero dovuto mettermi in allarme, ma mi ero iscritto comunque.

Poi un mio compagno di squadra mi ha avvisato della trappola, due ore e mezzo di pullman, spiaggia per tre ore, recupero ustionati e trasbordo in Villaggio vacanze attrezzato per pranzo con vendita di pentole ed aspirapolvere, l’accoppiata merceologica non è delle migliori, ma i polli capitano una volta sola, scarico nella spiaggia del Villaggio per altre tre ore e rientro in albergo.

Sentitamente ringrazio ed immediatamente disdico la partecipazione, me la caverò con un round di pesi nella palestra dell’albergo e scarico muscolare, dei pochi muscoli che mi restano, in piscina.

Qualcuno noleggia un’auto per andare nelle spiagge a qualche chilometro da qua: Salonicco ha creato una banchina che percorre tutto il lungomare e non ha spiagge di alcun tipo, anche perché il via vai di petroliere e cargo di vario genere è continuo e non ha un sistema di trattamento delle acque fognarie: un bagno qui in città può farti uscire sicuro di sopravvivere dappertutto… o pronto per un ricovero da Epatite B.

Qualcuno approfitta della tregua nella battaglia per scrivere a casa le ultime lettere, piene di buone intenzioni, di raccomandazioni sul resto della vita senza di lui, di conferme dell’amore che ha per chi è rimasto in Italia, prima di gettarsi nuovamente nella pugna, sprezzante del pericolo e urlante di rabbia agonistica… stò esagerando? Vabbeh dai, mi son fatto un po’ prendere la mano.

All’ora di pranzo comincia a serpeggiare tra i riposandi un frammento di informazione: a meno di 2 chilometri dall’albergo ci sono dei campi da basket all’aperto, recintati e ad accesso libero, siamo senza partite, domani cominciamo il giro delle finali … fare 2 + 2 ed arrivare all’ovvia conclusione è un unico pensiero.

Infatti arriva la conferma: allenamento alle 18,30, per tutti.

I campi sono cintati e non possiamo fare come a Natal: parcheggiarci dentro delle auto noleggiate all’uopo.

Nemmeno la mancanza di palloni può essere invocata: siamo a Salonicco, qualcuno che gioca al campetto lo trovi sempre e gli possiamo chiedere gentilmente in prestito il pallone per un’oretta, se poi non ce lo prestasse, glielo requisiremmo.

Quindi ci tocca e alle 18 ci mettiamo per strada: una più o meno dolente processione che si snoda sul lungomare, ma in fondo a nessuno dispiace veramente e Bucci, in bicicletta e tenendo serrato il gregge come un bravo cane da pastore, non deve fare troppa fatica a tenerci raggruppati e svegli.

Ripasso degli schemi e poi il “coup de teatre”: come organizzare una zona match-up in 20 minuti, con un gruppo di giocatori che sta assieme da 5 giorni, 3 allenamenti e 3 partite, berciando con quelli che non intuiscono al volo cosa devono fare e come devono muoversi, in un meccanismo che vedono magari per la terza volta in carriera.

Questo ai corsi P.A.O. (periodici corsi di aggiornamento per gli allenatori) non lo vedrete mai nel programma, eppure le ultime tre ripetizioni della difesa si svolgono fluentemente, tra scambi di difensore, richiami e recuperi… non garantiamo che domani l’esecuzione sarà altrettanto lineare, ma un’idea di cosa vogliamo fare e del perché lo faremo ce l’abbiamo e già questo è sufficiente.

Serata tranquilla, la quiete prima della tempesta agonistica che caratterizzerà le prossime partite: da adesso in poi l’eliminazione dal giro medaglie è diretta, basta una sconfitta domani con la Croazia per noi o col Montenegro (Campione Europeo l’anno scorso) per la Over 40, e possiamo dire addio alle speranze di podio. Quindi anche il vostro relatore chiude qui e va a meditare con gli altri.

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