Mondiali Maxibasket, Diario da Salonicco di Marco Solfrini #2

Mondiali Maxibasket, Diario da Salonicco di Marco Solfrini #2

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Le 6,30, mi sveglio, dopo lo svenimento di ieri sera alle 10,30, protrattosi fin’ora e vedo il mio compagno di stanza armeggiare con il telefonino, sarà mica rimasto sveglio da ieri sera?
Poi faccio mente locale: lui è un Over 40 , oggi alle 9.00 ha la prima partita del girone, quindi sveglia alle 6,30, colazione semi abbondante e partenza per il campo … bene, così impara ad avere 15 anni di meno!!
Mi rigiro e mi riaddormento senza nessun rimorso, noi oggi riposiamo fino alle 12,00, ora in cui faremo allenamento con la Over 40, appena reduce dall’incontro con la Germania.
Mattinata tranquilla: piscina e conversazioni leggere, tranne per i tre Over 50 di corvee al commento della partita degli altri, poi la botta.
Arriva una telefonata che ci comunica la ferale notizia: la Over 40 ha perso contro la Germania! Risultato finale: 67 a 75, ora il loro campionato si è trasformato di colpo da una corsa a cronometro alla tappa dello Stelvio al Giro.
Arriva il pullman con i reduci da Caporetto, poche frasi disegnano il quadro della situazione: percentuali al tiro disastrose nella seconda parte della partita, contropiedi subiti, comprensione ancora da raggiungere tra allenatore e giocatori ed all’interno della squadra.
Una serie di circostanze che portano ora a fronteggiare una situazione pericolosa nel medio lungo termine… ed un Bucci incavolato nel breve termine, che prevede allenamento, tecnico tattico, anche per loro.
Il viaggio in pullman per arrivare alla palestra è un po’ complicato, il che non aiuta a far sbollire Bucci, quindi, una volta che la squadra Colombiana Femminile Over 50 ci ha lasciato campo libero, i primi 15 minuti a bordo campo per gli Over 40 sono da striscio e busso.
Noi, facce di pietra, temprati a queste sfuriate dopo quasi dieci anni, proseguiamo nel nostro ripasso degli schemi di attacco e di difesa.
Ciliegina sulla torta: due tipi di difesa sul “blocco e giro”: ROSSO, di contenimento, conservativo; BLU, con raddoppio, aggressivo.
Già l’abbinamento del colore con la tattico non è il massimo: uno si aspetterebbe il rosso abbinato all’aggressività ed il blu alla calma, ma tant’è, nel basket la democrazia si ferma fuori dalle linee laterali del campo, quindi da oggi il rosso rilassa ed il blu stimola.
Però, a fine allenamento, Carera ci vuol mettere del suo e getta il seme del dubbio in molti di noi chiedendo :- Coach, allora … col rosso raddoppio e col blu contengo?-:
Viene sommerso da scarpe, calze ed asciugamani, ma intanto il tarlo dell’incertezza ha cominciato il suo lavoro, tanto più che a chiamare il tipo di difesa in base allo svolgersi degli eventi, difesa che coinvolge tutto il quintetto, sarà proprio il pivot,
Già ci pensiamo: partire in quattro per raddoppi ed anticipi e vedere il pivot avversario segnare tranquillamente da sotto, perché per Flavio quell’azione era conservativa; quindi mi faccio l’appunto mentale: prima di ogni partita, chiedere conferma della difesa sul “pick and roll”, anche a costo di sembrare lo scemo del villaggio.
Un’ora di basket camminato, qualche tiro in libertà, qualche esercizio di condizionamento fisico, stretching e finalmente è scomparsa quella cappa di compressione e di pesantezza che mi trascinavo da ieri.
Cicale ed uccellini tornano a cantare, il cielo è azzurro, i colori più vividi, perfino il traffico sembra una goliardica sfida, più che un rischioso chaos e davanti agli occhi c’è un intero pomeriggio di relax, prima della cerimonia di Apertura dei Mondiali.
A pochi minuti dalle 6 ci mettiamo in pista: la location della manifestazione sarà la “Nik Galis Arena”: casa dell’Aris Salonicco, la stessa squadra dove Mario Boni ha giocato per 2 anni vincendo Coppa Korac e Coppa di Grecia, ma soprattutto battendo nei derby cittadini il Paok.
Adesso Boni gioca con noi, e avere un componente della squadra che viene indicato ed osannato a vista dagli addetti all’organizzazione è di grande aiuto, se hai bisogno di un posticino all’ombra o di poter passare oltre le transenne, per procurarti una bottiglia d’acqua.
Sfilata, giro di campo, soliti discorsi di circostanza dei capi/burocrati della FIMBA e poi la manifestazione ha un colpo d’ala: niente balli folcloristici o orchestre paesane, ma un paio di numeri di danza moderna e circensi che elettrizzano e donano qualche brivido alla semi addormentata platea, di atleti.
Fà sempre bene vedere qualcuno che lavora al top della condizione fisica per ottenere uno spettacolo degno di attenzione: ci ricorda quello che eravamo e quello che, in fondo al cuore e fatte le debite proporzioni, sentiamo di essere ancora oggi.
Spettacolo divertente, vecchie amicizie e conoscenze rinnovate, domani tocca noi!
E che Dio ce la mandi … ‘bona!

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