Mondiali Maxibasket, Diario da Salonicco di Marco Solfrini #8

Mondiali Maxibasket, Diario da Salonicco di Marco Solfrini #8

Commenta per primo!

Giorno assolato su Salonicco, giorno di riposo e recupero per noi, giorno di tensione e semifinale per la Over 40.

Far arrivare le 17,30 sarà una cosa lunga, tanto più che metà della Ove 50 scompare verso le spiagge della penisola Calcidica, giustamente intenzionata a sfruttare al massimo la giornata libera, e per la over 40 la permanenza ad oltranza in piscina è sconsigliata, onde non arrivare rosolati dal sole alla partita di stasera.

Quindi traccheggiamenti tra le stanze e la hall dell’albergo, un giretto in centro a caccia di souvenir e la preghiera che queste ore passino presto e si cominci a giocare: meglio, molto meglio la durezza, la concentrazione, l’impegno richiesti dal gioco che la macerazione dell’attesa.

Alla fine il pullman ci carica, perché gli Over 50 rimasti a Salonicco non si perderebbero per nulla al mondo l’occasione di assistere alla partita dei ragazzetti e, all’occorrenza, sbeffeggiarli senza pietà.

In pullman il silenzio è diffuso, l’aria condizionata accesa … quasi quasi mi schiaccio un pisolino.

La palestra dove si giocherà non è tra le più vicine alla città, così ci vuole un po’ per arrivare, ma è una di quelle belle, in un Campus universitario privato: parquet da sogno, aria condizionata anche qui e la sensazione che in Italia, una trentina di anni fa, qualcuno ha clamorosamente sbagliato tutto riguardo al lascito romano della “mens sana in corpore sano”.

Gli Ucraini sono grossi, non grassi, sembrano anche appena scodellati negli “anta” e pieni di voglia di arrivare in finale per il primo posto; ma anche i nostri hanno il sacro fuoco dentro, la sconfitta con la Germania che ancora brucia, tanto per restare in tema, e la coscienza di essere in grado di uscire da situazioni brutte, se non impossibili, con la difesa e la rabbia agonistica.

La partita và a strappi, con le due squadre che si alternano nel tentativo di conquistare un margine di vantaggio gestibile, ognuna subito rintuzzata dalla reazione dell’altra, ma sul finire del secondo quarto gli Ucraini sembrano essere più stanchi dei nostri e guadagniamo 6 punti di vantaggio. Rientro dopo la pausa lunga e gli avversari sembrano rigenerati: che nascondano un baccello di Cocoon in panchina?

Si ricomincia con sorpassi e contro sorpassi, ma a 2,40 minuti dalla fine siamo sotto di 7punti, Ponzoni, da bravo presidente, si alza, scende le scale delle tribune e… và nella hall d’ingresso a soffrire in silenzio, sbucando solo a dare un’occhiata quando un boato particolare gli segnala che è successo qualcosa di eclatante.

Il boato deriva dalla presenza massiccia di Ucraini a sostegno della propria squadra, poi scopriremo che tra loro c’è anche un ministro, non si sa se Primo o semplicemente piazzato.

Di nuovo, gli Ucraini accusano la stanchezza e la loro manovra d’attacco, anche grazie ad una difesa Italiana molto aggressiva, se prima era lineare e fluida, ora diventa frammentaria e legata alle iniziative individuali, ma siamo comunque sotto di 3 punti a 12 secondi dalla fine.

Rimessa dal fondo, Corvo fa una galoppata e segna un canestro da sotto a 6 secondi dalla fine.

Ma… mah … ma è impazzito? Mi giro verso Montecchi che con molta calma mi spiega, forse non è sbagliato: ha fatto un tiro molto veloce, adesso loro devono giocare in attacco e noi possiamo fare fallo, bloccando il tempo.

Succede proprio così, a parte il fatto che per effettuare la rimessa gli Ucraini impiegano qualche secondo in più dei regolamentari ed ammessi 5, palla in campo, fallo immediato: 1 secondo perso e tiri liberi per loro.

Ne realizzano 1 solo, sbagliando il secondo, rimbalzo, apertura, tre palleggi di Donati, sciabolata attraverso 2 terzi del campo a trovare Delli Carri, che sbuca dalle foglie sotto il tabellone avversario, canestro allo scadere e supplementare: Ceccarelli e la tattica Vietcong hanno fatto scuola ancora una volta!!!

Ponzoni non sa più dove stare e opta per il corridoio di accesso alle tribune, dove viene tenuto informato da Mentasti sullo svolgimento del supplementare la cui cronaca è molto semplice: Ucraina: 3, Donati: 8, poi arrotondati in un 10 a 5 di squadra per noi, che chiude la partita sul risultato di 80 a 75.

Fa finire anche la corsa dei nostri avversari verso il primo posto e fa andare di traverso il pranzo al ministro Ucraino che, si è poi saputo da fonti interne, fa parte proprio della squadra!!!

Ecco perché c’erano le guardie del corpo nella zona spogliatoi!

Tutti pensavamo che fosse solo venuto a sostenere la squadra durante una visita di Stato, invece ha giocato e anche realizzato la bomba da 3 che sembrava aver segnato la partita a favore loro.

Dietro sua richiesta, i giocatori dell’est si allenavano assieme da 2 mesi e sembra ci fosse anche un premio in denaro se avessero raggiunto l’oro.

Così, archiviati il Montenegro e l’Ucraina, noi di premi non ne abbiamo e nemmeno ci aspettavamo di averne, ma qualche soddisfazione ce la siamo levata.

In finale ci toccherà la Grecia… speriamo solo in in uno standard minimo di professionalità arbitrale ed in un epilogo diverso da quello brasiliano contro il Brasile due anni fà.

Lì, sotto di 4 punti, ci erano stati scippati gli ultimi 5 tiri liberi, frutto di un fallo scriteriato su tiro da 3 e fallo tecnico ad un giocatore Brasiliano che aveva schernito la nostra panchina, assieme a 3 secondi di gioco che mancavano alla fine della partita…

Ma pensare a quello che è successo può essere utile solo se ne ricaviamo suggerimenti per operare meglio, quindi sarà bene non ripetere l’errore di giocarsela punto a punto fino alla fine contro la squadra di casa…

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy