Mondiali Maxibasket, Diario da Salonicco di Marco Solfrini, ultimo capitolo

Mondiali Maxibasket, Diario da Salonicco di Marco Solfrini, ultimo capitolo

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Beh, la buona notizia è che entrambe le Nazionali Italiane sono sbarcate in finale per il primo posto, accompagnate dalla squadra Over 45 che viaggia in parallelo.
La cattiva notizia è che tutte le partite di finale verranno giocate, per necessità televisive, in contemporanea su campi diversi.
Noi di capo allenatore ne abbiamo uno solo, per di più senza il dono dell’ubiquità, e dovendo giocare alla stessa ora in due Palasport a 20 km di distanza, avremo qualche difficoltà nella direzione delle partite.
Chiediamo di spostare le due finali, in sequenza, nello stesso campo, lasciando nell’altro quelle per il terzo – quarto posto, ma alla fine ci viene risposto picche: la Televisione ha i suoi tempi e modi e vanno rispettati … ma qui in Grecia la Televisione non l’avevano chiusa e poi ridimensionata?
O magari quella che trasmette le nostre partite è una delle TV private che hanno, del tutto casualmente, avuto un boom dopo la chiusura dei programmi di stato.
Resta il fatto che per noi parte subito il Toto-Allenatore: con quale squadra sarà in panchina Bucci? Ognuna delle due rappresentative pretende di essere quella che ha più bisogno di lui, adducendo prima motivi tecnici, poi di attaccamento, per finire anche con capricci e minacce di mollare tutto e andarsene via col pallone, che tanto l’hanno portato loro.
Alle fine, come giusto, sono gli Over 40 ad averla vinta e godersi l’onore e l’onere di Bucci al comando: sono i più giovani, con giocatori che hanno minore esperienza di noi, reduci da un arrivo in finale abbastanza rocambolesco e con la Grecia da affrontare.
Noi, muli di lungo corso e frequentatori di queste manifestazioni da più anni, possiamo anche viaggiare con le nostre gambe, supportati comunque da Umberto Anzini, che di esperienza da capo allenatore ne ha.
Quindi attività mattutine allungate, in cui spalmiamo una colazione centellinata per arrivare leggeri, ma con energie alla partita, un’oretta di relax in piscina, per riandare ancora una volta alle gesta delle semifinali e raccontarci anticipi, tiri e passaggi, botte date e prese.
Poi riposino per le gambe, che cominciano ad essere provate da 5 partite e 2 allenamenti in 7 giorni; eventuale massaggio, e qui Roberto Palazzini, il nostro massaggiatore ufficiale, ha il suo bel daffare a fissare appuntamenti e smanacciare polpacci e cosce sul letto della propria stanza.
Al campo, in tempo per vedere gli USA battuti dai Peruviani per il terzo posto; ahi, ahi, ahi, prevedo che tra due anni, in quel di Orlando e Disney World, dove verranno ospitati i prossimi Mondiali, ci sarà una serie di squadre di casa di tutto rispetto, con tanto di selezioni e allenamenti di preparazione: quando gli Americani vengono punti sul vivo, poi reagiscono massivamente.
Le gambe, dopo la semifinale di ieri, sono imballate e chiuse con il fiocco; per tutti, tranne che per Boni, comincia la partita gettando scompiglio tra le fila degli Sloveni, tira da tre, da due, in contro tempo, subisce falli su falli mandando in bonus i nostri avversari dopo solo 3 minuti ed infila una serie micidiale di tiri liberi che, alla fine della partita, avranno il pregio di farci vincere, ma che fanno allungare i tempi della partita di più della metà.
Sembra la ripetizione della partita della Over 40 contro l’ Ucraina: nessuna delle due squadre riesce a creare un vantaggio che dia tranquillità, un paio di volte finiamo a meno 6, ma ogni volta rientriamo e negli ultimi 2 minuti siamo di nuovo lì, a giocarcela con le ultime energie raschiate dal fondo del barile, un canestro di Montecchi, l’ennesima coppia di tiri liberi di Boni ed ecco maturare il sogno di due anni di attesa, abbiamo vinto l’Oro ai Mondiali di Maxi Basket!
Il custode della Nik Galis Hall ci mette fretta, tutti quei tiri liberi, 26 alla fine per il solo Boni, ci hanno fatto sforare dall’orario di chiusura concordato ed anche lui ha una vita da vivere, così i festeggiamenti sono intensi, ma brevi… e rischiamo di dover aspettare il rientro in albergo per fare la doccia, poi si lascia impietosire e ci apre la porta degli spogliatoi degli arbitri: tre alla volta, almeno la doccia potremo farcela.
Ulteriori festeggiamenti poi alla notizia che anche la Over 40 ha conquistato l’Oro e con meno fatica e stress di noi, sopra dall’ inizio, avanti anche di 20 punti, ha subito un rientro dei Greci a -5, ma il risultato della partita non è mai stato in discussione.
Ulteriore buona notizia: anche la Over 45 ha sconfitto la Lituania e conquistato il primo posto: oggi porta bene, c’è qualche altra rappresentativa nazionale che gioca?
Si! La Under 20 agli Europei di categoria! Hanno vinto anche loro contro la Lituania, quindi segniamoci la data e vediamo di far finire ogni manifestazione che ci veda schierati, in questo giorno.
Riunione di reciproci ringraziamenti in albergo, prima di cena, in cui un Bucci commosso (e non avrei mai creduto di vederlo) ci mette di fronte al fatto che il famoso senso di “appartenenza” di cui s’era parlato all’inizio di questa esperienza, è quello che ci ha fatto superare ogni ostacolo, dall’esordio negativo della Over 40, poi sfociato in una difficile, ma proficua cavalcata, alle difficoltà incontrate proprio nell’ultima partita dalla Over 50, ma affrontate e superate utilizzando lo spirito, la verve di chi ne aveva ancora e … qualche sana e ben dosata legnata.
E’ finita, questi giorni sono volati tra allenamenti, partite, visite al centro cittadino ed ai vari palazzetti per seguire gli uni le gesta degli altri, qualche serata passata in compagnia e sempre quella sensazione di avere le spalle coperte, di potersi affidare agli altri con la stessa maglia: appartenenza appunto, quella che ci spinge ogni volta a tornare in questo gruppo e poter riprovare le stesse emozioni.
Notte corta: alle 8 si parte per l’aeroporto, ci aspettiamo reciprocamente al varco del peso dei bagagli: la Ryan Air non perdona e chi si è lasciato tentare da souvenir e magliette commemorative, ora trema e suda freddo di fronte all’idea della mora da pagare per l’eccesso di peso.
Non siamo gli unici, alle 9 di mattina qui ci sono 30 gradi, ma una Lituana passeggia nella hall dell’aeroporto con addosso un cappotto di pelliccia: quello che indossi non rientra nel conteggio del peso del bagaglio: è un po’ arrossata in viso, boccheggia quel minimo, ma sostiene di aver freddo e di dover salire a bordo vestita in quel modo a causa della salute cagionevole.
Tra i nostri comincia il trasferimento di pesi e volumi dalla valigia che andrà in stiva a quella da cabina e viceversa, nel tentativo di raggiungere la fatidica doppia cifra, invece di 15 punti e 10 rimbalzi, 15 kg in stiva e 10 in cabina.
Santini si è fatto prendere la mano dagli acquisti, oppure ha una famiglia numerosa e si ritrova all’ultima verifica con 4 kg di troppo sul totale.
Memore della Lituana, sfila dalla valigia un accappatoio (un accappatoio?? Ma che se ne fa di un accappatoio in un albergo 5 stelle?) vecchio stile, quindi pesantissimo anche da asciutto, tre paia di calzoncioni da gioco, la ginocchiera con viti e bulloni, un paio di scarpe da basket, due magliette e due calzettoni e si mette tutto addosso.
In questo modo il suo bagaglio a mano, ormai sgonfio come una zampogna appesa al muro, entra nello speciale attrezzo che codifica le dimensioni ammesse delle valigie, lui sbuffando passa il “controllo” e viene accolto dalla standing ovation di tutti i passeggeri in attesa di imbarcarsi:
Paolo Santini 1 – Ryan Air 0!!!!!
La Lituana posa con lui per le foto ricordo dell’evento e finalmente possiamo dichiarare finita davvero questa partecipazione ai Mondiali FIMBA del 2013!!

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