[ESCLUSIVA] – Matteo Soragna: “Bargnani merita più rispetto, Messina e Recalcati sono diversi”

[ESCLUSIVA] – Matteo Soragna: “Bargnani merita più rispetto, Messina e Recalcati sono diversi”

Gli Eroi di Atene 2004 ci dicono la loro sulla Nazionale del presente e del passato: le parole di Matteo Soragna.

Continuiamo questa serie di interviste agli Eroi di Atene 2004 sperando che sia di buon augurio per il Preolimpico di Torino.
E’ il turno di Matteo Soragna che ci parla del suo rapporto con Charlie Recalcati, di Bargnani e della Nazionale di oggi.

Come vedi questa Nazionale? E quale sarà l’avversaria più difficile da affrontare?

Sicuramente siamo una squadra che ha bisogno e voglia di raggiungere un risultato importante perché son tanti anni che glielo chiediamo, i ragazzi sono partiti con questo grande desiderio e ce la metteranno tutta.
Per quel che riguarda le avversarie è chiaro che per vincere il Preolimpico devi battere due squadre forti come la Croazia e la Grecia che hanno grande esperienza e talento. Dovremo essere molto solidi.

C’è qualche giocatore di questa Nazionale in cui ti rivedi?

Oddio, spero per loro che siano molto meglio di me! Mi auguro che ci sia un gruppo come è stato quello nostro nel 2004 che riesca a sacrificarsi l’uno per l’altro per raggiungere un obiettivo che farebbe felici veramente tutti.

Tu conosci molto bene Andrea Bargnani, criticato da molti per essere stato una prima scelta assoluta al Draft NBA che negli ultimi anni, per infortuni vari e non solo, non ha dimostrato il suo vero valore. Credi che questo evento possa essere quello giusto per rinascere?

Innanzitutto bisogna dire che lui è stato scelto con la #1 ormai dieci anni fa. La verità è che quando lui è stato bene fisicamente faceva più di venti punti di media in NBA, la sua grande sfortuna è stata quella di non aver mai inanellato 2 o 3 stagioni di fila stando bene altrimenti avrebbe potuto crescere continuando a fare bene.
E’ stato molto sfortunato, in alcuni casi forse è stata colpa sua, però anche negli ultimi Europei ha segnato tanto.
Fare canestro è il suo mestiere, riuscire ad essere decisivo su entrambi i lati del campo è quello che Andrea vuole fortemente perché come dice lui stesso, è arrivato il momento di vincere qualcosa.
Può dimostrare tanto in questa occasione, ma è un discorso che riguarda la squadra: questi sono treni che passano una volta nella vita, chi per un motivo e chi per l’altro, tutti hanno le loro motivazioni e le loro ambizioni.

Charlie Recalcati ci ha confessato che il giocatore che avrebbe voluto allenare di più nella sua carriera è Matteo Soragna. Per te è lo stesso? Cosa ti ha lasciato l’esperienza in Nazionale con lui?

teo 2Ringrazio tantissimo Charlie perché queste parole mi fanno un sacco piacere. La mia esperienza in Nazionale è legata alla sua poiché quando lui è arrivato mi ha chiamato al primo raduno sperimentale ed io ho terminato la mia esperienza con l’Italia quando lui è andato via.
Mi ha permesso di vincere due medaglie a livello internazionale, l’infortunio di Meneghin mi ha sicuramente aiutato nell’ingresso in Nazionale anche se avrei preferito ci fosse stato Andrea perché è stato un giocatore che ho ammirato ed ammiro tutt’oggi per le qualità che ha.
C’è stato una doppia possibilità di essere allenato da Charlie anche a livello di club e mi avrebbe fatto piacere perché il rapporto che abbiamo è un rapporto di grande trasparenza e fiducia reciproca.
Non ci siamo mai incrociati per un paio di scelte diverse ma ovviamente mi sarebbe piaciuto.

Cosa hanno in comune e di diverso Recalcati e Messina? 

Sono due allenatori completamente diversi, con storie completamente diverse. Charlie è un allenatore che lavora e gestisce in maniera diversa il gruppo, Ettore invece è un allenatore molto, ma molto, esigente che vuole plasmare la squadra, giustamente, per quello che è il suo credo cestistico.

Tornando al Preolimpico, a Torino si respira una bella atmosfera e c’è molto affetto nei confronti degli azzurri. Giocare in casa una competizione così importante ha solo aspetti positivi o può anche mettere pressione di risultati ai giocatori?

matteoNo, credo proprio di no. E’ logico che bisogna cercare di usare la spinta del pubblico nei momenti più importanti e per riuscire a venire fuori nei momenti difficili, però è una manifestazione già talmente ricca di pressione che l’ultima cosa a cui si pensa è se si gioca in casa o in trasferta. La pressione è quella di partecipare al Preolimpico con una posta in palio così importante.

Melli ha vinto il campionato in Germania dimostrando di essere cresciuto molto. E’ lui il lungo italiano più promettente in ottica futura? Può essere determinante già in questo Preolimpico?

Sicuramente quest’anno è cresciuto molto grazie anche a Trinchieri e si è tolto molte soddisfazioni. E’ un giocatore solido, determinato, con grande voglia di fare e che crescerà ancora tanto. Di sicuro può lasciare il segno già in questo Preolimpico perché ha dimostrato di essere già ad alti livelli.

In conclusione, un pronostico per questo Preolimpico?

Mi astengo perché di solito i pronostici non gli azzecco mai! Serbia e Francia hanno dei gironi più semplici del nostro, per noi sarà fondamentale restare concentrati perché abbiamo avversari di grande valore.

Le altre interviste:

Luca Garri
Carlo Recalcati
Massimo Bulleri

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy