Il pagellone del Preolimpico

Il pagellone del Preolimpico

Tutti i voti del torneo Preolimpico di Torino.

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10 – Melli

MVP a mani basse del nostro Preolimpico, Nicolò è ritornato in Nazionale dopo la stagione in terra tedesca e sembra ancora meglio del già ottimo giocatore visto agli scorsi Europei: secondo per valutazione media (12.2) e per rimbalzi a partita (5.2), è l’unico che tira dal campo con più del 50%, ma le sole cifre non rendono l’idea della presenza del biondo barbuto, davvero ovunque sia in attacco che soprattutto in difesa.
Per il futuro di questa Nazionale, lui non può che essere un punto fermo.

9 – Torino

Pubblico sempre vicino a questa Italia, sia nei momenti belli che nelle gare brutte e difficili: i presenti al Pala Alpitour si sono dimostrati calorosi e con i loro cori e applausi hanno spesso aiutato gli Azzurri a non mollare quando le cose si mettevano male.
D’accordo che il nostro girone era il più duro tra i tre, ma sale ancora di più l’amaro in bocca per non aver sfruttato il fattore campo, era un’opportunità che non ricapiterà così a breve.
Menzione d’onore per gli applausi ai giocatori croati a fine gara, così come ai pochi tifosi slavi usciti festeggianti dal palazzetto. Unico neo: i fischi e gli insulti ad Ale Gentile all’uscita dal campo.

8 – Sky

Copertura ineccepibile del Preolimpico con i soliti collegamenti pre-gara, le interviste e gli approfondimenti del dopo partita. Flavio Tranquillo è ormai vox populi il miglior telecronista di basket del Bel Paese e con Davide Pessina come sua validissima spalla forma un’ottima accoppiata, ben coadiuvata da Mamoli, Soragna, Angiolini e Colnago.
La diatriba basket in chiaro/basket sul satellite è infinita; resta la certezza che il prodotto Sky, seppur destinato a pochi eletti, sia sempre di altissimo livello.

 


7 – Hackett

Campione di Grecia bello fresco, Danny Boy ha lasciato definitivamente alle spalle le incomprensioni con Petrucci & co. e si è dedicato amina e corpo alla causa della Nazionale, come solo lui sa fare: Hackett è un giocatore che per restare a questo livello deve andare oltre i suoi limiti, a volte ciò lo fa trascendere nell’errore ma in questo Preolimpico sono decisamente più le volte in cui ha fatto fare un salto di qualità alla squadra.
Con lui in campo, unico play (più o meno) di ruolo a parte i cammei di Peppe Poeta, la squadra girava meglio e in difesa era più attenta. Insostituibile la mano che dà a rimbalzo: 5.2 carambole a partita, per essere sotto ai 2 metri, sono tanta roba.

6 – Gregari

Alcuni di lusso (Aradori, Cusin) e altri novellini (Tonut), i gregari di questa Nazionale hanno fatto il loro dovere, senza esagerare né in positivo né in negativo. Il Cagnone bresciano esce da questo Preolimpico con un degnissimo 6/11 da tre punti e forse l’unico rimpianto di aver sbagliato la tripla più importante, piedi a terra dall’angolo nel finale della gara decisiva di sabato scorso. Cuso in almeno un paio di occasioni s’è alzato dalla panca e ha dato una sferzata di energia alla difesa azzurra, con stoppate e cambi difensivi che hanno messo in crisi gli avversari. Il figlio d’arte Tonut, alla prima esperienza con la maglia azzurra, ha dimostrato una tranquillità invidiabile anche dai più esperti e ogni volta che è stato chiamato in causa non ha per niente deluso le attese. Purtroppo l’apporto che è mancato di più è stato quello dei grandi nomi…

 

5 – Leadership

Come testé dicevamo, sono i leader a essere mancati in questo Preolimpico torinese. Capitan Datome sembrava fiaccato dalle fatiche turche, il Beli è ottimo come secondo violino ma non il massimo come prima punta, Bargnani leader non lo è mai stato in campo, o tantomeno fuori da esso; l’unico vero faro sembrerebbe essere il Gallo, che però non può cantare e portare la croce tutte le volte e che in questo torneo ha mostrato tante luci quante ombre.
Il gruppo di amici è coesissimo, peccato davvero che questa compattezza non si rispecchi nel gioco in attacco, ancora troppo macchinoso per puntare in alto.
E Messina è uno degli allenatori migliori al mondo, ma in un mese abbondante non può far miracoli.

4 – Organizzazione

Se il pubblico è stato inappuntabile e la copertura televisiva minuziosa, tanto non si può dire dell’organizzazione generale del torneo Preolimpico. In giro per Torino l’evento era pressoché invisibile, al di fuori del palazzetto c’erano pochissimi bar o strutture simili nonostante il caldo atomico piemontese, l’unico stand ufficiale dell’Italbasket era all’interno del Pala Alpitour e veniva costantemente preso d’assalto da frotte di appassionati, costretti quindi a lunghe attese per versare i propri denari nelle casse della FIP.
All’interno del palazzetto stesso i settori non erano indicati in maniera ineccepibile, così come ai punti ristoro non era chiarissimo che bisognasse fare lo scontrino prima della fila al bancone.
Piccole cose, che prese tutte insieme ci fanno fare la solita figura barbina.

3 – Mago

Problemi d’infortunio, mesi senza giocare, tutto quello che volete… Però questo Bargnani ha pochissimo di magico.
Nemmeno 18 minuti di media per lui in campo, un po’ per i problemi alla schiena ma soprattutto per la pochezza in difesa, dove sui pick ‘n roll avversari ricorda la famosa gif con John Travolta mettendo in crisi i compagni. In attacco ogni tanto mette un tirello dalla media, ma oltre a quello sembra che non abbia quasi altre soluzioni nell’arsenale.

 


2 – Gentile

Anche per lui stagione costellata da infortunii che ne hanno minato la condizione, ma il punto è un altro: Ale deve capire che in Serie A può caricare a testa bassa 1vs5 e portare a casa il canestro o almeno il fallo, mentre a questi livelli è un giochino che non funziona. È uno dei più avulsi dal gioco di squadra, spesso più per sua volontà che per demeriti di gioco generale; le partite giocate sono state solo quattro e quindi il campione statistico è misero, ma se il suo +/- di -1.2 è sostanzialmente l’unico negativo dell’Italia (l’altro è del Cuso a -0.2) qualcosa vuol dire…
Ci si aspettava una rivalsa dopo il brutto trattamento di palla nel finale dei quarti contro la Lituania, invece gli ultimi due possessi di Ale sono stati forse addirittura peggiori.
Il fallimento non è assolutamente colpa sua, ma la prestazione è di certo gravemente insufficiente.

1 – Eroi da tastiera

Dopotutto bastava pochissimo: se il tiro da 20 metri di Aradori non fosse rimbalzato fuori dal ferro, o se Melli su quel tap-in del pareggio a 6 secondi dal termine avesse subìto fallo e messo il libero supplementare, magari adesso staremmo parlando dei 12 convocabili per Rio.
Ma non è andata così, e dal secondo dopo la sirena del supplementare si sono scatenati i peggio commenti su quello che si sarebbe dovuto fare, sulle colpe dei singoli e sull’incapacità di Tizio e Caio.
Il bar sport su internet è aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, non c’è selezione all’ingresso (purtroppo).

0 – Olimpiadi

Zero Olimpiadi, come ormai da troppi anni a questa parte ci succede. Dovrebbe far riflettere più di una testa, il fatto che le ultime Olimpiadi giocate dall’Italia siano state proprio quelle magiche di Atene 2004.
Ma qui invece sembra che vada sempre tutto bene, che la squadra sia forte e che i risultati arriveranno… Per la legge dei grandi numeri arriveranno sicuramente, ma quando?
Intanto ci tocca vedere dal divano la Croazia che gioca a Rio 2016…

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