Italia – Croazia, le pagelle degli Azzurri

Italia – Croazia, le pagelle degli Azzurri

I nostri voti all’Italia nella gara contro la Croazia.

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Seconda giornata di Preolimpico a Torino, l’Italia batte la Croazia per 67-60 e vola al primo posto del girone, ecco i nostri voti:

Peppe Poeta – SV

Asciugamani roteati e tanti hi-five per lui.

Marco Belinelli – 7

Ancora lui a mettere il primo canestro dal campo degli Azzurri, stavolta con una triplona col fallo. Cerca di far giocare la squadra ma non sempre ci riesce, quando si mette in proprio comunque è poetico.
Quando il gioco si fa duro lui è in prima fila e non le manda a dire a Kruno Simon. Più di una volta cava le castagne dal fuoco al ventiquattresimo secondo, in una serata difficile come questa sono pepite più che caldarroste.
In difesa a volte soffre, ma se ne mette 19 ci può anche stare.

Pietro Aradori – 6

Partita in incognito per lo gnaro, stranamente a secco di punti ma con piccole cose necessarie a costruire una vittoria.

Alessandro Gentile – 6.5

Pronti via, entra per primo dalla panca e spreca due falli nel tentativo di fermare il solito Bogdanovic. Messina gli dà fiducia inserendolo nel quintetto di inizio secondo tempo e Ale ringrazia subito con assist e stoppone sul 44 avversario, che lo mettono decisamente in partita. Da lì in poi è un altro giocatore, decisivo anche lui nelle piccole cose.

Andrea Bargnani – 6

La sua doppia stoppata con successivo recupero su Bilan fa esplodere il palazzetto, una giocata del genere ce la si aspetta da molti ma non da lui. Difensivamente subisce un po’ troppo, in attacco ogni tanto infila un piazzato ma capita più di una volta che non sappia dove andare e si ritrovi a dar fastidio ai suoi.

Danilo Gallinari – 6/7

Troppo spesso viene isolato dai compagni che si attendono la giocata dal cilindro, la quale raramente viene estratta dalla tuba; il Gallo sembra meno sicuro del solito, ma con lui in campo l’Italia ha un +12 di +/-, il migliore di tutta la partita.
Scorrazza nella spazzatura della gara, tirando fuori canestri rubati, falli subiti e rimbalzi importanti.
I suoi ultimi due canestri chiudono i conti e fanno volare l’Italia al primo posto del girone.

Nicolò Melli – 7-

La difesa su Saric è da manuale, semplicemente Dario fa valere la regola secondo cui un ottimo attacco batte un’ottima difesa sette giorni alla settimana.
Si fa trovare pronto sia in attacco che in aiuto difensivo, per i pochi minuti passati in campo. Messina però crede in lui e lo vuole in campo nel finale di gara: scelta ripagata dalla palla rubata del biondo barbudo che lancia la Nazionale alle semifinali del Preolimpico.

Marco Cusin – SV

Comparsata nel primo tempo senza colpo ferire.

Gigi Datome – 6+

0/4 ieri e 0/4 oggi per cominciare, se il Beli è l’Uomo mascherato Gigione pare il Fantasma dell’opera. Impazzisce sui blocchi all’inseguimento di un ottimo Bogdanovic, che nel primo periodo vince a mani basse lo scontro diretto.
Nel terzo quarto pare timoroso, rinuncia a tiri/responsabilità che forse dovrebbe prendersi, ma nell’ultimo periodo infila primo e secondo canestro del Preolimpico che danno una bella carica ai compagni.

Riccardo Cervi – SV

Fa compagnia a Peppe in panchina.

Daniel Hackett – 8

Lavoro a rimbalzo che farebbe impallidire una buona ala grande (6 carambole nel solo primo tempo, 8 alla fine), oltre al solito gioco al limite sia in attacco che in difesa: Danny è un mastino digiuno da giorni e morde avversari e ferro come un dannato.
La sua bomba del +8 verso la fine del terzo periodo fa esplodere panchina e tifosi ed è il colpo del TKO da cui la Croazia non si alzerà più; giusto che la metta lui, vero locomotore dell’Italia ed MVP della gara.

Stefano Tonut – SV

Ancora scampoli di campo per lui, nei quali dimostra mancanza di timore reverenziale. Comunque troppo poco per dare un giudizio.

 

Ettore Messina

Se la Tunisia tenuta a 41 punti non fa notizia, la Croazia ferma a 60 punti col 36% è voce già più interessante.
Il gioco in attacco è troppo statico e ricorda vagamente le versioni peggiori degli ultimi Europei, ma con difesa di squadra e un’incredibile grinta la mano del coach si sente già.
Speriamo che le vittorie diano fiducia e tranquillità, e che il fiero Ettore abbia tempo per lavorare alla chimica di squadra in attacco.

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