Italia – Messico, le pagelle degli Azzurri

Italia – Messico, le pagelle degli Azzurri

I nostri voti all’Italia nella semifinale contro il Messico.

L’Italia batte il Messico e vola in finale con una grande prestazione difensiva e mentale. Ora la finalissima con la Croazia per conquistare le Olimpiadi di Rio, da non sbagliare assolutamente. Ecco i nostri voti agli azzurri:

Andrea Bargnani, 6.5
Segna tre canestri senza errori nel primo tempo, costringe Zamora a tre falli in soli due quarti e ci mette anche un bel po’ di difesa. Nel secondo tempo svolge il compitino, in attacco si comporta da ottimo gregario e poi va in panchina a godersi il meritato riposo. ABBASTANZA MAGO

Danilo Gallinari 7.5
Segna, segna e segna ancora. Quando il gioco si fa duro il Gallo non si tira di certo indietro ed il primo tempo da 15 punti lo dimostra chiaramente. Nella seconda frazione cala un po’ ma ci pensano gli altri a mettere in cassaforte il risultato e a concedergli accese esultanze con l’asciugamano sul collo.  DOMINANTE IN CIABATTE

Stefano Tonut 6+
Entra e regala subito intensità ed un bell’assist a Gentile, pecca dalla lunetta con uno 0/2 ma il suo ruolo lo svolge egregiamente. A partita chiusa si diverte beccandosi gli applausi del pubblico: il futuro è roba sua. MATURO

Nicolò Melli 8.5
Il giocatore che ogni allenatore vorrebbe in squadra: domina silenziosamente e ti fa vincere. Il primo tempo è privo di sbavature e ricco di cose fatte alla perfezione, il secondo è da leader della squadra. MVP dell’incontro a mani basse, e cresciuto esponenzialmente rispetto agli ultimi anni, potrebbe presto diventare il punto forte di questa nazionale. MVP

Marco Belinelli 7
Soffre tanto la difesa degli avversari e chiude il primo tempo senza scuotere la retina e senza dare l’impressione di essere in giornata. Dopo un bel tè caldo (o magari fresco viste le temperature) ricomincia in versione ‘uomo mascherato’ mettendo un solco tra l’Italia ed il Messico che gli avversari non colmeranno più. Trasuda determinazione e concentrazione, sbaglia poco, ed è il miglior assistman della squadra. BATMAN

Luigi Datome: 5.5
Il nostro Capitano è stanco e si vede. Dopo le due partite del girone disputate da comparsa, non cambia registro neanche contro il Messico. In campo è presente, non sbaglia praticamente niente, ma la qualità offensiva continua a risentire della lunga stagione con il Fenerbahce. L’impegno non manca ed il pubblico glielo riconosce ad alta voce. C’E’ SOLO UN CAPITANO

Alessandro Gentile: 5
Forse il peggiore degli azzurri. Nel corso del primo tempo sbaglia un passaggio per lui elementare e non riesce a mettere dentro un lay-up decisamente facile dopo un ottimo rimbalzo offensivo. Non riesce a cambiare registro nella seconda frazione e non impensierisce quasi mai la difesa avversaria, dimostrando la sua (forse) scarsa forma fisica. RIMANDATO ALLA FINALE

Pietro Aradori: 7
Entra in campo e sembra subito concentrato e sul pezzo. Segna un bel canestro in contropiede e con lui in campo la squadra sembra per certi versi girare meglio. Nella ripresa piazza due triple di gran classe ed ha lo sguardo di chi sa di essere in giornata, non facendo rimpiangere la serata negativa di Gentile. ABBAIA E MORDE

Daniel Hackett: 7
Forse il più continuo degli azzurri in queste prime tre gare di Preolimpico. Difende forte, come sempre, e nel secondo quarto manda in tilt la difesa messicana con due/tre movimenti di pregevole fattura. Molto più determinante dell’era Pianigiani, dimostra di gradire il gioco fatto di difesa, contropiede e circolazione di palla veloce. MESSINIANO

Marco Cusin: 6
Messina preferisce per lunghi tratti un quintetto basso e lui trascorre poco tempo sul parquet. Solito e solido lavoro di cui si può fidare ciecamente. OPERAIO

Giuseppe Poeta: 6
Fa sudare la sua chioma bionda per più di 12′ con cambi di passo e sterzate in stile ‘Beppe Poeta’. Molto più utile a questa squadra di quanto in molti pensassero dopo le convocazioni. SEMPLICE E CONCISO

Riccardo Cervi: SV
Entra nel garbage time ma non perde mai il sorriso. OMACCIONE

Ettore Messina: 8.5
Doma l’avversario come fosse un animaletto indifeso: lo studia nei primi due quarti per affossarlo nella ripresa, e ci riesce. Ha creato una Nazionale compatta, che si sacrifica, e decisa, in pochissimo tempo: è lui il nostro vero punto di forza. UN UOMO SOLO, NON SOLO, MA AL COMANDO

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