Italia – Tunisia, le pagelle degli Azzurri

Italia – Tunisia, le pagelle degli Azzurri

I nostri voti all’Italia nella gara contro la Tunisia.

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L’Italia batte la Tunisia per 68-41, ecco i nostri voti agli Azzurri:

Peppe Poeta – 6.5

Pochi minuti per lui sul parquet, quelli che servono a far riposare il titolare treccinato nel ruolo di play. Peppe comunque pressa bene sul portatore di palla avversario e non sporca troppo il foglio, più o meno quello che ci si aspetta da lui.

Marco Belinelli – 7+

Nonostante la frattura dell’osso mascellare è quintetto base per il Beli, che segna il primo canestro della gara; la maschera gli dà noia anche con la complicità del caldo e ciò è evidente quanto il suo ematoma, ma non basta a fermare la sua voglia di agonismo e la mano calda: il suo 3/4 da tre nel primo tempo dà una grande mano a restare avanti nel primo tempo contratto dell’Italia e nel secondo tempo non c’è nemmeno troppo bisogno di lui.

Pietro Aradori – 7

Il cagnaccio da Lograto dà la solita bella mano a rimbalzo e anche in difesa fa a sportellate come non sempre lo si vede fare. Per quel che riguarda i punti non stiamo manco a dirlo, Pietro è un attaccante naturale e mettere la palla nel cesto è il suo pane: piedi a terra da oltre l’arco non sbaglia nemmeno bendato.

Alessandro Gentile – 6/7

A essere maligni si potrebbe dire che è abituato a giocare un po’ da solo dopo l’annata milanese, comunque all’inizio sembra l’uomo più isolato dal gioco degli Azzurri: l’1vs1 è sempre stato il suo pane ma oggi non ha pagato così tanti dividendi come Ale avrebbe voluto, colpa di forzature che anche a Messina non saranno piaciute. Ma l’8-0 di parziale dell’Italia a inizio secondo tempo sprizza in gran parte dalle sue mani tra rimbalzi, canestri e assist.
Resta seduto nel finale per problemi muscolari, speriamo non sia nulla di grave.

Andrea Bargnani – 7+

Da sotto canestro soprattutto all’inizio è un po’ morbido e non è una novità, ma non lo è nemmeno la dolcezza della sua mano dalla media. Rientra dopo l’intervallo lungo con più mordente anche in difesa e subito si nota la differenza tecnica con gli avversari. È il miglior realizzatore della gara, contro Croazia (ed eventualmente più avanti, Grecia) ci sarà bisogno del Mago del secondo tempo.

Danilo Gallinari – 6/7

Percentuali scarse al tiro per il Gallo, che sbaglia anche conclusioni piuttosto comode; i grandi campioni come lui però sanno influire in una gara anche quando la palla non entra, e i 9 rimbalzi in 19 minuti ne sono testimonianza. Non c’è stato bisogno di lui, quando verrà chiamato il suo numero siamo certi che non si tirerà indietro.

Nicolò Melli – 6.5

Quando c’è lui in campo si nota, soprattutto nella metà campo difensiva: sui pick ‘n roll avversari ogni cambio è tenuto ottimamente dall’ex Reggiano, che in aiuto è presentissimo.
In attacco soffre un po’, ma i 3 assist sono una bella perla sullo scout.

Marco Cusin – 6+

Dopo 8 minuti e rotti in campo, il lungo da Pordenone ha più falli che punti a referto (3-2 il conteggio) e questo dovrebbe ostacolare il suo rendimento nel prosieguo della gara; il Cuso però non si lascia abbattere e una volta ritornato in campo dà anche un bel contributo con punti e assist, oltre alla solita presenza sotto i tabelloni in difesa.

Gigi Datome – 6

Voto politico nlla serata da incubo per Gigi, probabilmente figlia delle molteplici fatiche turche.
0 punti con 0/4 per lui, ma non ci sentiremo mai di dare un’insufficienza al capitano.

Riccardo Cervi – 6

Dodicesimo della rotazione, entra a babbo morto ma si fa sentire con un paio di stoppate e presenza sotto entrambi i canestri.

Daniel Hackett – 7

Il neo campione di Grecia è un mastino in difesa, dove più di una volta si sbuccia gomiti e ginocchia per l’onore della causa. La sua grinta è un bel simbolo di quest’Italia, che nonostante il talento medio sa abbassare il culo e spendere i famosi sudore e sangue di Messiniana memoria. Le lacrime, casomai, speriamo saranno di gioia.

Stefano Tonut – 6.5

Il più giovane dei figli d’arte di questa Nazionale sporca le scarpe all’esordio nell’ultimo minuto del primo tempo, giusto in tempo per rubare un pallone che manderà il Beli a segnare al bomba del +5 dell’intervallo. Rientra quando il tabellone recita qualcosa di simile al +30 e ci mette l’intensità della matricola, condita anche da un bel canestro in palleggio arresto e tiro.

 

Ettore Messina

Avversari tenuti a 41 punti e il 23% dal campo, la mano di Ettore si sente soprattutto quando la palla è in mano agli altri.
La Tunisia non poteva e non doveva essere una squadra di cui aver paura, e dopo un primo tempo in cui l’Italia ha giocato contratta, nell’intervallo menti e muscoli si sono sciolti fino al +27 finale; non possiamo sapere cosa Messina abbia detto ai suoi negli spogliatoi, ma che siano tremati i muri o che si siano bisbigliate parole dolci, siamo sicuri che abbia avuto un peso nel prosieguo della gara.

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