Parla papà “Pilo” Nocioni: “Andres gioca così perché sente quella maglia nell’anima”

La vittoria dell’Argentina sul Brasile dopo due overtime ha lasciato il segno. Una vittoria che, prima ancora dell’eroico “Chapu” Andres Nocioni, ha riempito di orgoglio Papà Pilo.

Commenta per primo!

La vittoria dell’Argentina sul Brasile dopo due overtime ha lasciato il segno. Una vittoria da prima pagina, una vittoria che ha fatto e farà ancora parlare tanto comunque vada per l’albiceleste, ma soprattutto una vittoria che, prima ancora dell’eroico “Chapu” Andres Nocioni – top scorer con 37 punti e mattatore assoluto con la tripla che ha mandato tutti al primo overtime – ha riempito di orgoglio Papà Pilo. Intervistato dai colleghi di Basquet Plus, quello che forse è il più euforico genitore dell’Argentina esprime gioia, emozioni, e ricostruisce momento per momento una delle serate da ricordare nella sua vita di spettatore…e di padre.

“Che cosa mi è venuto in mente quando ha gettato la tripla? Toccando il ferro pensavo che non sarebbe entrata. Ma il basket è testa o croce, e poi dentro di me sapevo che sarebbe dovuta entrare: fin dal primo momento della partita ha tirato con giudizio e in modo efficace”.

Poi arriva la difesa dai critici: “Tutti dicono che era una serata di grazia, e non poteva sbagliare: io dico invece che con l’età migliori sempre di più. E badate che non ho mai lodato troppo mio figlio. A vederlo in campo sembra che abbia la forma di un 25enne: dinamico, esplosivo, combattente, mi inquieta il fatto che a 37 anni giochi ancora a questi livelli”.

Ma oltre alla preparazione, quanto conta la mentalità per rimanere a questi livelli, quanto le origini, e quella cultura che solo la famiglia può trasmettere? “Per quanto mi riguarda ho solo il merito di averlo sempre incoraggiato a vivere e amare questo sport. Oggi il Real Madrid lo ha pregato di restare ancora un anno, e nonostante giochi ancora tanto non ha mai detto di no alla nazionale: se la sente, la porta dentro, gioca per i tifosi e vuole dimostrargli tutto quello che ha e che può dare”.

E il futuro? Per ora papà Pilo resterà comodo sulla poltrona di Galvez Santa Fe. Niente viaggi, in attesa di altre emozioni: “Le gare sono tutte molto fisiche, la squadra atleticamente paga sempre qualcosa, ma il loro talento e il loro attaccamento alla maglia non hanno pari. La medaglia è difficile, ma se arrivasse sarebbe una tappa memorabile per il basket argentino”.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy