Rio 2016, fin. 3°/4° posto – Applausi per l’Australia, ma la Spagna ha il bronzo al collo

In attesa della finalissima di stasera, la Spagna rispetta il pronostico e supera una mai doma Australia nel match per il bronzo

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Australia – Spagna 88-89 (17-23; 38-40; 64-67)  

Canto del cigno per la generazione di fenomeni spagnola alla Carioca Arena 1, con l’occasione di cogliere la terza medaglia olimpica consecutiva dopo i due argenti di Pechino 2008 e Londra 2012, in entrambe le circostanze sottomessa a Team USA. L’Australia, squadra rivelazione e paese dalla scuola cestistica non certo paragonabile a quella iberica, gioca la quarta finale 3°/4° posto della sua storia, nella speranza di un esito diverso, viste le precedenti tre debacle (contro gli Stati Uniti a Seoul ’88 e contro la Lituania ad Atlanta ’96 e Sidney ’00).

Parte forte la Spagna, che evidenzia una maggiore intensità in entrambe le metà campo nei primi minuti del match. Gli australiani fanno fatica a contenere il talento di Mirotic e Gasol, incisivi sia nei giochi a due che nelle iniziative personali, e non riescono a sviluppare il loro classico gioco di penetra e scarica con i vari Mills, Dellavedova e Ingles. Il play ex Cavaliers, innervosito dall’imbuto che la difesa avversaria gli crea attorno, commette due falli veloci (ancorché sospetti) ed è costretto alla panchina, e così anche Bogut (in pesante affanno difensivo) e Rubio nelle fila spagnole. La Spagna cerca di giocare con il cronometro, a questo punto del torneo più per necessità che per lucida pazienza, e molto spesso conclude i possessi con una forzatura. Questo, abbinato alle sferzate di Patty Mills, tiene agganciati gli ”Aussie” alla partita, nonostante l’alto numero di palle perse.
Pau il catalano vuole dire addio alle furie rosse con una medaglia, a 36 anni è ancora lì a tuffarsi sul parquet e i compagni hanno l’obbligo morale di emularlo ed è proprio l’altro senatore Navarro a correre in contropiede per il canestro del massimo vantaggio sul 32-23 a metà secondo periodo, più tardi allungato da cinque punti consecutivi dello stesso Gasol, ma l’Australia ha un moto d’orgoglio e con grande fisicità più la sapienza di Andersen piazza un parziale di 10-0 e ricuce lo strappo fino all’incoraggiante -2 di fine primo tempo (38-40).

Pronti, via e i due playmaker titolari si iscrivono alla contesa: Rubio e Dellavedova si sfidano a colpi di assist, tuffi e attacchi al ferro. L’Australia controlla i tabelloni e Mills dimostra le sue doti di grande agonista rispondendo a suon di giocate ad effetto alle pennellate di Gasol, incarnando l’irriducibile spirito guerriero dei ”Boomers”. La partita vive il suo momento più esaltante anche se è un basket a tratti episodico, che culmina col botta e risposta Broekhoff – Mirotic che conduce al 64-67 di fine terzo periodo.
Mills imperversa, Motum è il protagonista che non t’aspetti e la truppa di coach Lemanis non vuole saperne di lasciar andare i più quotati avversari. Le squadre sono sfinite, ogni azione andata a buon fine ha connotati eroici mentre diventano ordinari tiri sul primo ferro e scelte poco giudiziose. In questa avvincente ”fanghiglia” meglio si trova chi al suo interno vi ha costruito una carriera: Mills e Dellavedova esempi di caparbietà e sana follia cercano di trascinare nelle sabbie mobili i purissimi talenti spagnoli. Pau Gasol in fade away incanta, Mills e Baynes riportano più volte avanti l’Australia. Si va punto a punto fino all’interno dell’ultimo minuto con i giocatori che portano i segni della battaglia: due liberi di Andersen valgono il +1 con 35 secondi da giocare, Gasol fa lo stesso per il nuovo vantaggio ma Baynes prova a far saltare il banco con un semi-gancio che dal centro del pitturato. La Spagna ha il possesso per la vittoria e si guadagna un viaggio in lunetta con Rodriguez che è glaciale nell’esecuzione dei due tiri. Con 5 secondi da giocare gli oceanici hanno il possesso per il bronzo, ma pasticciano e cedono con l’onore delle armi.

 

MVP Basketinside.com: Saluto regale alla maglia della nazionale da parte di Pau Gasol, autore di una prova stile europeo 2015, ovvero sia dominante in tutti i sensi. Nome indelebile sulla storia del basket.

Australia: Mills 30, Bogut 2, Ingles 4, Dellavedova 6, Baynes 6, Broekhoff 13, Goulding ne, Lisch, Andersen 15, Motum 12, Bairstow ne, Martin. All. Lemanis.   

Spagna: Rubio 3, Llull 2, Fernandez 10, Mirotic 14, Gasol 31 (11 rimbalzi), Rodriguez 11, Navarro 3, Reyes 7, Hernangomez 2, Claver 6, Calderon ne, Abrines ne. All. Scariolo.

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