Rio 2016, Gir. B: l’Argentina rischia nel finale, ma supera una tenace Croazia

Rio 2016, Gir. B: l’Argentina rischia nel finale, ma supera una tenace Croazia

Argentina-Croazia 90-82

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Grazie a una superba prestazione nei quarti centrali, l’Argentina batte la Croazia: tanto merito però alla squadra di Aza Petrovic, che non molla sino alla fine e da -19 rientra sino a -4, per poi capitolare nel minuto finale e cedere 90-82.

Buona partenza per la formazione croata che manda a referto ogni giocatore del quintetto base, ultimo Ukic per il 5-11. Il trio slavo formato da Simon, Bogdanovic e Saric entra sempre più in partita, ma l’albiceleste tiene botta grazie a un sontuoso Luis Scola: l’esperto lungo porta a scuola i pariruolo avversari, segnando praticamente in ogni modo. Da fuori, in post, di mestiere, su rimbalzo offensivo: 13 punti e 4 rimbalzi che sono la principale motivazione per cui la squadra di Hernandez è ancora in partita sul 22 pari con un quarto alle spalle.

Il ’95 esterno del San Lorenzo Gabriel Deck firma il primo mini-break sudamericano con due belle giocate: la panchina argentina è un fattore nella partita e va a segno anche con Laprovittola, Delia e Delfino (33-28), dall’altra parte mentre Bogdanovic (evidentemente gasato dal duello con Ginobili) continua a creare pericoli si sblocca  anche un fin lì timido Hezonja con la tripla del 33-31. La conferma che la partita, grazie alle seconde linee dell’Argentina, è definitivamente girata arriva però in pochissimo tempo, quando Laprovittola spara due grandissime bombe per il +8 (39-31). Non ci sta la Croazia che mette un break di 0-7: tripla di Babic, due punti di Bilan, conclude Hezonja con la schiacciata accompagnata da faccia cattiva su Deck. L’Argentina però riprende presto il filo del discorso e risponde con un 5-0 chiuso dal jumper di Delfino, per andare al riposo lungo sul 46-40.

Ancora meglio l’albiceleste alla ripresa del gioco: Campazzo porta i suoi sul +12 (52-40), mentre la Croazia pare poco lucida e nervosa, come dimostrano i due tecnici in pochi minuti a Simon e Bilan. Disastrosa la situazione per la squadra slava e Petrovic deve chiedere timeout dopo un’imbarazzante stoppata di Acuna su Simon, che lancia in contropiede Ginobili per il 58-43. L’Argentina tiene il controllo della partita, con Campazzo a creare e Acuna a fare il lavoro sporco in area, mentre dall’altra parte Saric ed Hezonja provano faticosamente a portare punti alla causa. A differenza dei sudamericani, gli slavi sono però troppo lenti e molli in difesa e il terzo quarto si chiude su un netto 73-54.

L’Argentina, coesa e intensa, espone tutti i limiti della formazione di coach Aza Petrovic. Croazia che, va detto, mostra però notevole resilienza non mollando la presa e siglando uno 0-8 che la porta sino al 75-67, grazie a un canestro di puro talento di Hezonja. Nel momento più delicato viene fuori Ginobili con quattro punti di fila, +12 albiceleste. Il massimo sforzo di Bogdanovic e compagni li porta però a un passo dall’impresa: il grande protagonista è Mario Hezonja, due bombe dalla distanza, ultimo a mollare per i suoi. L’Argentina ha paura, commette una banale infrazione di passi con Campazzo e prende il canestro dell’85-81 da Saric: ma, nel momento decisivo, Simon (disastroso in serata) sbaglia anche la tripla del -1 a 30″ dalla fine. Prima della sirena, coach Petrovic rimedia il suo secondo tecnico e l’espulsione, partita che si conclude a favore della formazione di Hernandez. Ma che sofferenza per l’albiceleste.

ARGENTINA-CROAZIA 90-82 (22-22, 46-40, 73-54)

Argentina: Campazzo 10, Garino 5, Ginobili 13, Nocioni 11, Scola 23; Delfino 7, Delia 2, Deck 4, Laprovittola 13, Acuna 2, Brussino ne, Mainoldi ne.

Croazia: Ukic  2, Simon 8, Bogdanovic 18, Saric 19, Bilan 4; Planinic 7, Hezonja 16, Stipcevic, Sakic, Babic 8, Kruslin ne, Arapovic ne.

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