Rio 2016, il CIO: “Il 3 contro 3 non sarà sport olimpico”

Rio 2016, il CIO: “Il 3 contro 3 non sarà sport olimpico”

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Nonostante una battaglia serrata, con tanto di mediazione ufficiale da parte della FIBA, il basket olimpico registra una doppia sconfitta, a fronte di un arbitrato terminato chiuso poche ore fa dall’Executive Board del Comitato Olimpico Internazionale.

Primo punto il 3 contro 3, che non farà parte delle discipline previste per i prossimi Giochi Olimpici di Rio: nella decisione si legge che “al momento qualsiasi richiesta da parte di Federazioni Internazionali che accresca la complessità dell’evento dal punto dei vista dei costi non può essere considerata”.

Rigettata anche la proposta tesa ad aumentare il numero dei partecipanti (da 12 a 16) con un diverso formato: si era infatti avanzata l’idea di un turno preliminare da quattro gruppi di quattro squadre ciascuno in luogo dei due gruppi da sei attuali.

Il primo obiettivo era accogliere le proteste di numerose Leghe nazionali (fra cui l’NBA), che sottolineavano una lunghezza e una fatica eccessiva dell’impegno olimpico, d’altra parte il nuovo assetto costituiva una sorta di compromesso con chi, tra le varie innovazioni possibili, chiedeva una soluzione simile a quanto fatto nel calcio “calcio”, permettendo la partecipazione ai soli under 23: questa idea, che ha scatenato fortissime polemiche, soprattutto sulle sponde del Nuovo Continente, potrebbe essere riconsiderata in vista dal 2020, fa sapere la FIBA con un comunicato, in cui si rinnova la speranza che il giudizio sul 3 contro 3 possa essere rivisto al più presto. Anche grazie all’impegno della federazione, concentrata sull’organizzazione dei mondiali di specialità previsti per il prossimo anno a Mosca.

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