Road to Rio: La storia del torneo femminile alle Olimpiadi

A pochi giorni dall’inizio della competizione olimpica di Rio ripercorriamo la storia del torneo di basket femminile nelle competizioni olimpiche dal 1976 al 2012

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Diversamente da quanto accaduto per il torneo maschile, introdotto nel 1936, per trovare il primo torneo olimpico femminile di pallacanestro bisogna arrivare al 1976 e alle Olimpiadi di Montreal, proprio nel Canada che è la patria di James Naismith, l’uomo da cui nacque tutto.

Montreal, 1976, l’anno 0 per il basket femminile alle Olimpiadi, con 6 squadre partecipanti e non 12 come avveniva per il torneo maschile. Il primo torneo, dunque, si svolse all’italiana, con unico girone e 5 giornate da disputare tra il 19 e il 26 luglio. Ai nastri di partenza della competizione c’erano Canada, USA, URSS, Bulgaria, Cecoslovacchia e Giappone. Chiaramente tutti gli occhi erano rivolti sulla sfida tra Stati Uniti e Unione Sovietica, come avveniva in quel periodo per molte situazioni che andavano oltre lo sport. Team Usa, però, nella prima gara della storia del basket femminile alle Olimpiadi si fece sorprendere dal poco quotato Giappone, con un clamoroso 84-71 finale per la selezione del Sol Levante. L’URSS, invece, non fallì le sue gare, arrivò imbattuta alla sfida decisiva contro gli Stati uniti e vinse in maniera inequivocabile 112-77 con 32 punti realizzati dal Yuliaka Semenova. La squadra sovietica completò l’opera vincendo tutte e 5 le gare previste e conquistò l’oro, lasciando agli USA la medaglia d’argento e alla Bulgaria il bronzo.

Quattro anni dopo è proprio l’Unione Sovietica ad ospitare i giochi a Mosca. Per via delle tensioni politiche e della Guerra Fredda gli Stati Uniti decidono di disertare la competizione a cinque cerchi e questo, ovviamente, ricade anche sul torneo femminile di basket. La formula contiene a prevedere sei squadre partecipanti, con le conferme di URSS e Bulgaria e la prima partecipazione di Ungheria, Jugoslavia, Cuba e Italia. Rispetto a Montreal, però, il torneo non si conclude con le gare del girone ma si prevedono le finali per il primo e secondo posto (le prime due del girone) e quella per il terzo posto (tra terza e quarta). La partecipazione delle ragazze azzurre è un flop, con le sconfitte in tutte le gare del girone e l’ultimo posto finale. Nel gruppo eliminatorio l’Unione Sovietica fa il vuoto, vincendo tutte le gare e trovando in finale la Bulgaria che di partite ne ha vinte ben 4. Finale per il terzo posto, invece, che si contendono Jugoslavia e Ungheria. Il 30 luglio si svolgono le finali, con la Jugoslavia che sale nel gradino più basso del podio (68-65 il risultato finale contro l’Ungheria) e con l’URSS che si conferma campione grazie ad un eclatante 104-73 sulla Bulgaria.

Nel 1984 i Giochi Olimpici tornano negli Stati Uniti d’America e, ovviamente, non essendo migliorate le condizioni geopolitiche stavolta è l’URSS a disertare la competizione a cinque cerchi. Nel torneo femminile di basket USA e Canada tornano ad essere presenti come nel 1978, si conferma la Jugoslavia che era presente a Mosca e per la prima volta prendono parte al torneo Cina, Australia e Corea del Sud. Si conferma il formato già sperimentato in Russia ed è, come prevedibile, Team USA a vincere il girone con cinque vittorie. A sorpresa la Sud Corea vince tutte le gare, tranne quella con le statunitensi, e si piazza al secondo posto raggiungendo la finale. Canada e Cina si giocano il bronzo, mentre Australia e Jugoslavia restano fuori dalle finali. Se la Cina sorprende 63-57 il Canada e si appende il bronzo al collo nella finale per l’oro gli States danno 30 punti alla Corea del Sud, vincono 85-55 e riescono ad ottenere per la prima volta la medaglia più preziosa della competizione olimpica.

Nel 1988 le Olimpiadi si spostano in Asia, a Seul, e questa è l’occasione per rivedere URSS e USA di nuovo impegnate l’una contro l’altra. E anche nel basket le due compagini sono presenti, in un torneo femminile che viene allargato a 8 squadre e prevede, dopo due gironi eliminatori, le semifinali e le finali. Nel girone A è l’Australia a farla da padrona, con l’Unione Sovietica che si accontenta del secondo posto e Bulgaria e Sud Corea subito fuori. Nel gruppo B gli States dominano e si mettono davanti a Jugoslavia, Cina e Cecoslovacchia. Gli accoppiamenti in semifinale vedono la Jugoslavia battere 57-56 l’Australia e gli USA vendicare le Olimpiadi di Montreal superando con un perentorio 102-88 la compagine sovietica. Per le statunitensi la finale non è semplice ma con un 77-70 viene piegata l’insistenza della Jugoslavia e per la seconda volta consecutiva è oro olimpico. Nella finale di consolazione è l’URSS a prevalere 68-53 sull’Australia.

Le Olimpiadi di Barcellona del 1992 rappresentano certamente un momento storico per la competizione a cinque cerchi poiché non c’è più la dissolta Unione Sovietica e gli stati indipendenti decidono comunque di formare una compagine olimpica unitaria (ad eccezione di Lituania, Lettonia ed Estonia) che porta il nome di Squadra Unificata. Nel gruppo A torna alle Olimpiadi l’Italia che, con tre sconfitte in altrettante partite, ripete il flop di Mosca e chiude ancora all’ultimo posto. Alle semifinali ci vanno Cuba e Squadra Unificata con il Brasile che fa compagnia alla nazionale azzurra fuori dal torneo. Nel gruppo B volano gli Stati Uniti, seguiti a ruota dalla Cina, mentre non c’è spazio per Spagna e Cecoslovacchia tra le migliori quattro. Nelle semifinali la Squadra Unificata ritrova gli Stati Uniti e vince 79-73, raggiungendo la finale con la Cina che demolisce 109-70 Cuba. Per gli States è medaglia di bronzo, mentre la Squadra Unificata supera la Cina 76-66 e porta nuovamente nell’Est Europa la medaglia d’oro.

Nel 1996 le Olimpiadi tornano negli Stati Uniti , ad Atlanta, e il torneo femminile di basket si uniforma a quello maschile, con 12 squadre partecipanti. Il tabellone principale si allunga, sono presenti due gironi da 6 squadre con quattro qualificate. Nel girone A viene inserita l’Italia che, il 21 luglio, vince la sua prima gara della storia nel basket femminile contro la Cina 62-53. La squadra azzurra chiude al terzo posto il raggruppamento e avanza ai quarti di finale, in un gruppo vinto dal Brasile, davanti a Russia, Italia appunto e Giappone. Nel gruppo B, invece, come da pronostico gli Stati Uniti chiudono imbattuti e al primo posto, con Ucraina , Australia e Cuba che completano il quadro delle qualificate. Nei quarti finisce l’avventura dell’Italia, sconfitta 59-50 dall’Ucraina e nella parte alta del tabellone l’altra semifinalista è il Brasile che di sbarazza 101-69 di Cuba. Nella parte bassa l’Australia estromette la Russia, presente per la prima volta alle Olimpiadi da Stato indipendente, e trova le favoritissime statunitensi (108-93 contro il Giappone per Team USA nei quarti di finale). Le semifinale sono partite senza storia, con Brasile vittorioso sull’Ucraina 81-60 e USA che supera agilmente l’Australia 93-71. Quest’ultima si accontenta del terzo posto e della medaglia di bronzo, grazie al 66-56 nella finale di consolazione, mentre il 4 agosto,davanti ad un pubblico di casa in delirio gli Stati Uniti vincono 111-87 contro il Brasile e conquistano per la terza volta l’oro olimpico.

A Sidney, nel 2000, si giocano le prime Olimpiadi del terzo millennio e proprio la nazionale di casa è quella che più ha intenzione di impensierire gli Stati Uniti. Il basket femminile australiano è in forte crescita, il calore del pubblico aiuta e le ragazze allenate da Tom Maher chiudono imbattute il girone A lasciando dietro Francia, Brasile e Slovacchia, con Canada e Senegal subito fuori. Nel gruppo B USA a parte, che giocano decisamente un altro sport, ci sono Russia, Corea del Sud e Polonia. Ai quarti volano l’Australia, 76-48 alla Polonia, e Team USA (58-43 alla Slovacchia. Maggiori difficoltà a raggiungere le semifinali, invece, per il Brasile che batte al fotofinish 68-67 la Russia e la Corea del Sud che supera 68-59 la Francia. Nel penultimo atto della competizione c’è il sentore che Brasile e Corea siano le vittime sacrificali di USA e Australia e questo è confermato dalle vittorie 64-52 degli oceanici con la compagine verdeoro e con gli States che battono 78-65 gli asiatici. Arrivati alle finali, però, quella più interessante è la finale per il bronzo che il Brasile vince 83-74 dopo un supplementare, mentre non c’è storia nella finale per l’oro con gli USA che si bevono 76-54 l’Australia e mettono il quinto oro olimpico nella competizione.

Le Olimpiadi, nel 2004, tornano in Europa, ad Atene, ma le gerarchie nel torneo femminile non cambiano con Stati Uniti e Australia nettamente superiori e il Brasile leggermente dietro. Il girone A è molto più competitivo dal secondo posto in poi, perché l’Australia vince tutte le gare disputate, ma dietro è bagarre con le ragazze in verdeoro al secondo posto, davanti a Russia e Grecia. Nel gruppo B, strapotere USA a parte, chiude al secondo posto la Spagna, con Repubblica Ceca e Nuova Zelanda. Le padrone di casa per loro sfortuna si trovano davanti gli States e vanno fuori con un netto 102-72. Devastante anche l’Australia che nel derby oceanico con la Nuova Zelanda passeggia 94-55. Ottima vittoria anche per la Russia, 70-49 alla Repubblica Ceca, così l’unico quarto equilibrato è Spagna-Brasile con le sudamericane che si impongono 67-63. Nelle semifinali, quasi scontate, gli USA battono 66-62 la Russia, mentre l’Australia si sbarazza del Brasile 88-75. Quasi come un deja vu, così come accaduto a Sidney, il Brasile chiude terzo e Team USA conquista l’ennesima medaglia d’oro con un 74-68 a cui contribuisce Tina Thompson, che mette a referto 18 punti e 3 assist. Ancora una volta, dunque, l’Australia deve accontentarsi dell’argento.

Nel 2008 la competizione olimpica si trasferisce in Cina, a Pechino, e la squadra di casa decide di creare un team molto competitivo per il torneo femminile di basket. Le favorite restano sempre USA e Australia, con Brasile e Russia dietro. Ma già nei gironi arriva la prima sorpresa, con le ragazze verdeoro fuori e gruppo A che si chiude con il passaggio di Australia, Russia, Bielorussia e Sud Corea. Nell’altro girone la Cina lotta e chiude seconda con davanti solo gli USA, vanno avanti anche Spagna e Repubblica Ceca. Nel tabellone a eliminazione diretta la Russia estromette la Spagna e dal suo lato del tabellone c’è Team USA, che vince senza fatica 104-60 con la Corea del Sud. La Cina conferma le buone prestazioni della fase a gironi e conquista le semifinali grazie al 77-62 sulla Bielorussia, mentre l’Australia fa suo il quarto di finale contro la Repubblica Ceca. In semifinale gli States soffrono per tre quarti ma alla fine si impongono 67-52 contro la Russia, con 21 punti di Diana Taurasi. Nell’altra gara l’Australia è troppo superiore alla Cina che regge solo 10 minuti per poi sciogliersi e perdere di 34 punti, 56-90. Finale terzo posto, dunque, tra Cina e Russia che viene decisa a favore della compagine est europea da una americana naturalizzata russa, Becky Hammon. La giocatrice dei San Antonio Silver Stars mette a referto 22 punti e contribuisce al 94-81 finale che lascia a bocca asciutta la nazionale cinese, consegnando il bronzo alla Russia. Nella finale per il primo posto, per la terza volta consecutiva, non c’è speranza per l’Australia che non entra mai in partita, chiude sotto di 27 punti, nonostante i 20 punti e 10 rimbalzi di Lauren Jackson, e conquista l’argento. Oro, ovviamente, per le statunitensi che vincono la medaglia più pregiata alle Olimpiadi per la sesta volta, la quarta consecutiva.

Arriviamo infine a Londra, Inghilterra, per le Olimpiadi giocate nel 2012. Il torneo femminile di basket è caratterizzato dalla prima volta della squadra del Regno Unito che ha una squadra di bassissimo livello e chiude il girone eliminatorio all’ultimo posto con 5 sconfitte consecutive. Nel gruppo delle suddite della Regina è la Francia a dominare, chiudendo imbattute, lasciando alle spalle Australia, Russia e Canada. Fuori ancora una volta il Brasile. Nell’altro gruppo c’è la cenerentola Angola che, insieme alla Croazia, va subito fuori, avanzano invece Stati Uniti, Turchia, Cina e Repubblica Ceca. Ai quarti di finale nella parte alta del tabellone l’Australia vince con la Cina 75-60, mentre gli Stati Uniti non hanno problemi a battere 91-48 il Canada. Nella parte bassa la Francia soffre ma vince 71-68 con la Repubblica Ceca e trova in semifinale la Russia che al fotofinish supera 66-63 la Turchia. Dopo tre finali consecutive USA e Australia si trovano in semifinale e, come al solito, la squadra oceanica non riesce a sfatare il tabù con le statunitensi che volano in finale grazie al 86-73 finale con una grande prestazione di Tina Charles, che mette a referto 14 punti, 10 rimbalzi e 4 assist. Mentre nell’altra semifinale la Francia sfrutta l’ispirazione di Edwige Lawson-Wade, autrice di 18 punti e 5 assist, per piegare la resistenza della Russia 81-64 e andare in finale. L’Australia deve accontentarsi del bronzo, con il 83-74 firmato Lauren Jackson, 25 punti e 11 rimbalzi per lei. La finale per l’oro, invece, conferma le forze in campo e regala la settima medaglia d’oro a Team Usa, grazie al 86-50 sulle transalpine con 21 punti e 11 rimbalzi della 2 volte MVP della WNBA Candace Parker.

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