Scopriamone di più su Josefa Idem, lo sportivo-ministro che ama la politica

Scopriamone di più su Josefa Idem, lo sportivo-ministro che ama la politica

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Le notizie, da un giro pieno di lancette, si sprecano sul nuovo Governo. Raggiunto con un’asfissia che neanche i tempi della Prima Repubblica potevano ricordare, se non quando si fece il “compromesso storico” sotto le pressioni del terrorismo, o nel 1992, con il peso delle stragi di mafia sulla coscienza della sempre meno nostra classe dirigente, la prima “grande coalizione” nella storia della Repubblica si è formata. Con i pregi e i difetti di qualsiasi formula politica. E c’è chi parla di freschezza, gioventù, tante prime volte di cui poter essere fieri. Chi invece spolvera l’archivio dei ricordi, definendo questa uova creatura un autentico governo democristiano, con figure fin troppo esperte, troppo navigate, dunque troppo logore per sostenere il nuovo corso della nuova politica. Ecco allora tutte le domande del caso: dove porterà? Ci sono tutti i tasselli giusti al posto giusto? Compromesso a perdere o a vincere? Le alchimie non sono mancate, pesi e contrappesi si vedono. Ma certo non siamo ai livelli del Manuale Cencelli, quel calcolo diabolico che un funzionario democristiano per regolare la spartizione delle cariche pubbliche in base al peso elettorale di ogni singolo partito o corrente. Qui poi non parliamo di politica, semmai di politica dello sport.

E proprio su quel profilo che di questo Governo può interessarci di più, non c’è giorno in cui non si rivelino scandali, insufficienze, abusi. Non si denunci insomma un’ involuzione generale, che vanifica il lavoro di tanti volenterosi, in quel sottobosco di impegno che i media, alla ricerca dello scoop, spesso dimenticano, e tradisce le attese di chi ci crede: tifosi, appassionati, sportivi autentici.

Anche questo un popolo, che come quello degli studenti, dei lavoratori, dei professionisti in generale, ha bisogno di risposte. Specie se i termini si incrociano, e non è raro.

E senza pregiudizi nè elogi, senza troppo human interest, cerchiamo di scoprire la storia e gli obiettivi del Neo-Ministro dello Sport Josefa Idem. Sportiva eccellente, quasi leggendaria, anche per chi di canoa e pagaia non ne sappia neanche l’abc., ma anche amministratrice in Emilia Romagna, da quasi dieci anni, naturalmente nel campo in cui tanto ha saputo dare all’Italia.

Apparentemente una figura di secondo piano, come tante del PD in questo governo, escludendo Letta, dicono i maligni, la verità è che qui si sta parlando di una che di macchine burocratiche ne sa già qualcosa, ma è soprattutto sportiva vera, vissuta, di successo.

La canoa azzurro-rosa in fondo è stata solo lei. Anche se prima di scegliere l’azzurro, però, “Sefi”, nata a Goch il 23 settembre 1964, ai Giochi di Los Angeles ’84 era comunque salita sul podio da tedesca nel K2 500 metri, e ai Mondiali bulgari di Plovdiv del-l’89 con un bronzo nel K1 500 metri (la sua specialità preferita) e uno nei 5000 metri (specialità abolita). La storia di Sefi dunque era cominciata da walkiria: canoista già a 12 anni a Datteln-Hamm-Kanal, vicino Duisburg, un bacino ideale se hai la tempra da campione. E Sefi mostrò subito la predisposizione a pagaiare: a 17 anni conquistò il primo titolo giovanile, non faticò a entrare nella nazionale tedesca di cui sarebbe diventata la colonna se non avesse scoperto l’Italia per amore.

A Ravenna (Santeramo) la Idem ha trovato la dimensione ideale per costruire una carriera longeva e rara. Anzi unica. Allenamenti a secco, in acqua, eppoi per passione l’assessorato comunale allo sport, dal maggio 2001 al giugno 2007, come esponente dell’Ulivo. Una distrazione piacevole per poter pensare anche oltre. Nell’ottobre 2009 diventa responsabile sport del Partito Democratico dell’Emilia-Romagna.

Quindi Famiglia, canoa, politica. Tre impegni che però la Idem ha dosato alla grande, pagaiando i limiti anagrafici: fino a Londra diminuendo gli impegni da 3 distanze ad una (togliendo via via i 1000 metri e i 200). Sempre presente in otto Olimpiadi, vincerà quella di Sydney 2000 in una domenica di vento tempestoso. Un oro che vale una carriera. Duellava con la storica rivale canadese Caroline Brunet, che le mandava frecciate al veleno, e Sefi rispondeva un anno dopo a Poznan nel 2001 conquistando due titoli mondiali. Segni di superiorità, forza, rabbia. Ai Giochi sfiorò altre due volte il bis s’oro: argento ad Atene 2004, argento (con beffa) a Pechino 2008.

Una sorta di provocatoria immortalità agonistica senza intravederne il declino: neanche nel 2012, quando raggiunse la sua ottava finale ai Giochi, sempre portacolori dell’Aniene del futuro capo dello sport, Giovanni Malagò.

E proprio sui rapporti di stima e di amicizia con Malagò, sperano in tanti, con una forte sinergia istituzionale.

Ma poniamoci alcune domande, sugli strumenti che la Idem avrò a disposizione, e su cosa in concreto potrebbe realizzare.

CHI E’

L’Ufficio per lo Sport, va segnalato, trova un riconoscimento formale in questo Governo, comparendo persino nell’intestazione di un Ministero affine: da semptre inserito nel Ministero per il Turismo e per lo Spettacolo, poi abolito nei primi anni ’90 da un referendum, lo Sport è sempre rimasto al rango di Dipartimento della Presidenza del Consiglio (“Dipartimento per gli affari regionali, turismo e sport”), e ha avuto sempre un ruolo periferico nelle competenze dei Governi: al massimo come delega del Ministro per i beni e le attività culturali, o del Ministero delle Politiche Giovanili, fatta eccezione per il Governo Monti con un Ministero dedicato. Certo, di nomi si parla, e in questo momento l’attenzione va posta su tutto, meno che sulle targhe da smontare e rimontare, o sugli uffici da trasferire: servono i fatti.

pdparma.itCOSA PUO’ FARE

L’Ufficio per lo Sport, sulla base del decreto legge del 18 maggio 2006 n. 181:
-provvede agli adempimenti giuridici ed amministrativi, allo studio, all’istruttoria degli atti concernenti l’assolvimento delle predette funzioni;
-propone, coordina ed attua iniziative normative, amministrative e culturali relative allo sport;
-cura i rapporti internazionali con enti ed istituzioni che hanno competenza in materia di sport, con particolare riguardo all’Unione europea, al Consiglio d’Europa, all’UNESCO e all’Agenzia mondiale antidoping (WADA) e con gli organismi sportivi e gli altri soggetti operanti nel settore dello sport;
-esercita le funzioni di competenza in tema di prevenzione del doping e della violenza nello sport;
-esercita compiti di vigilanza sul Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e, unitamente al Ministero per i beni e le attività culturali in relazione alle rispettive competenze, di vigilanza e di indirizzo sull’Istituto per il Credito Sportivo.

COSA POSSIAMO ATTENDERCI

Due le domande fondamentali che possiamo porci, e a cui proviamo a darci una risposta. Con un pò di ottimismo.

La prima. Com’era da campionessa e come sarà da ministro? In entrambi gli impegni con la stessa disciplina: in canoa lei ci metteva la testa e sarà così anche da ministro. In più da politico lei è fortemente onesta: in questi mesi s’è fatta vedere pochissimo in giro, sta imparando in questo passaggio da campionessa olimpica a parlamentare e ministro. Dallo sport ha ereditato la tensione olimpica: non è facile vincere quel tipo di stress. Non è una neofita ma ora sta spingendo il suo impegno affinché lo sport diventi un grande tema politico che in Italia non è stata ancora percepito per davvero.

Arriviamo allora al dunque: nello sport per riuscire devi esprimerti al massimo, ma in politica è possibile? La Idem vede lo sport come una ruota unica che dai bambini, dall’educazione all’alto livello: non ci saranno contrapposizioni. Legherà il movimento di base a quello di vertice. Ci saranno più risparmi per i problemi sanitari e per i disagi giovanili. Noi finora ci siamo divertiti a fare lo sport al top, per lei sarà un piacere trasmettere questo potente messaggio.

Idem come nessuna? Speriamo di sì.

 

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