Verso il Preolimpico, le sei possibili sedi: Turchia, la forza economica

Verso il Preolimpico, le sei possibili sedi: Turchia, la forza economica

FIBA.com
Comincia oggi una rubrica che ci accompagnerà per una settimana, verso il 19 gennaio, giorno in cui si sapranno le tre sedi dove si giocherà il Torneo Preolimpico (4-10 luglio), che garantirà l’accesso ad altrettante formazioni alle Olimpiadi di Rio de Janeiro in programma dal 5 al 21 agosto. Si giocheranno di sicuro un biglietto per il Brasile le seguenti nazionali: Francia, Grecia, Italia, Serbia, Repubblica Ceca, Canada, Messico, Porto Rico, Angola, Tunisia, Senegal, Filippine, Iran, Giappone e Nuova Zelanda. Alla finestra rimangono altre nazioni che sperano che le sedi scelte siano a loro favorevoli (liberando quindi posti aggiuntivi), come Lettonia, Croazia e Libano. Andiamo quindi a scoprire una per una le possibili sedi del Preolimpico: iniziamo dalla Turchia.   Il cammino della Nazionale nel 2015 La nazionale del Bosforo ha vissuto un 2015 altalenante, alternando grandi prestazioni a vittorie incredibilmente risicate, ma riuscendo alla fine a onorare la partecipazione all’Europeo in terra tedesca. Capitata nel girone di ferro dell’Europeo, è riuscita a classificarsi al quarto posto: tutti abbiamo negli occhi l’esordio contro i nostri Azzurri, dove Bobby Dixon (alias Ali Muhammed) e Semih Erden hanno ripetutamente bucato la nostra difesa. La partita successiva ha visto i ragazzi di coach Ataman soccombere sotto i colpi della Spagna, ma subito dopo è arrivata la (sofferta) vittoria della sicurezza contro la Germania, che ha garantito di fatto l’accesso alla seconda fase; le due restanti gare sono state un’altra pesante sconfitta contro i “cugini” serbi e una risicatissima vittoria dopo un tempo supplementare contro la modesta Islanda. Arrivata quindi ai sedicesimi di finale strappando l’ultimo posto disponibile nel girone (a causa della differenza canestri sfavorevole contro Italia e Spagna), ha dovuto incrociare la terribile Francia, determinata a non farsi fermare nell’impianto di Lille. Dopo un primo quarto dove sono riusciti addirittura a mettere la testa avanti, Ilyasova & Co. non hanno potuto arginare i transalpini, capitolando per 76 a 53, segnando solamente 35 punti nei tre quarti rimanenti. Fuori dall’Eurobasket, alla Federazione rimane come unica possibilità di arrivare all’Olimpiade la scelta della FIBA di accettare la candidatura turca.   La sede scelta per ospitare il Torneo
Wikipedia.org
La sede ufficiale non è ancora stata comunicata dalla Federazione, ma appare scontato che la scelta ricadrà, in caso di assegnazione, su Istanbul. Se la città sul Bosforo appare in larghissimo vantaggio, lo stesso non si può dire per l’arena di gioco. La sede della finale del Mondiale 2010, proprio tra la Turchia e – ovviamente – gli USA, è stata il Sinan Erdem Spor Salonu, casa dell’Anadolu Efes: con una capienza di 16mila spettatori e la denominazione dedicata all’ex presidente del Comitato Olimpico Nazionale, sembra partire in vantaggio. Tuttavia non è da scartare anche la Ülker Sports Arena, che ospita le partite casalinghe del Fenerbahçe di Gigi Datome ed è stata il teatro della finale mondiale femminile nell’estate del 2014: è stata inaugurata appena 4 anni fa, può però contare su una capienza inferiore del Sinan Erdem, limitata a poco meno di 14mila posti a sedere.   Perchè sì La Federazione Turca può contare sull’apporto finanziario di uno sponsor come Turkish Airlines, azienda che sta investendo milioni e milioni di Euro nella pallacanestro: la partnership con Eurolega ne è l’esempio più lampante. Non è difficile ipotizzare che la stessa compagnia aerea sia stata determinante anche nella decisione della Wild Card per il mondiale 2014, ottenuto dalla Turchia dopo un Eurobasket 2013 a dir poco deludente. Inoltre, sembra giunto il momento per una squadra turca di avere finalmente una concreta possibilità di vittoria nel torneo europeo più prestigioso: il Fene ha tutte le carte in regola per arrivare in fondo all’Eurolega, il che può solo dare una ulteriore spinta al movimento cestistico turco. Avendo già organizzato da pochissimo due competizioni mondiali, a quattro anni di distanza uno dall’altro, la Federazione ha sicuramente dato prova dell’organizzazione che può mettere in piedi per un evento internazionale.   Perchè no Proprio il fatto di avere ospitato da poco delle competizioni internazionali di alto livello potrebbe far scoraggiare la FIBA dall’assegnare nuovamente un privilegio alla Turchia, dato che basandosi sui risultati puramente sportivi, la nazionale di Ataman non avrebbe la possibilità di giocarsi la sua chance. Non è sicuramente da sottovalutare l’ambiente politico e sociale intorno alla capitale turca: le tensioni degli ultimi mesi potrebbero far deviare il consenso dell’organo decisionale della Federazione Internazionale, come successo con la riassegnazione di Eurobasket 2015 dopo la delicata situazione in Ucraina.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy