10 giocatori che potrebbero fare il salto di qualità

10 giocatori che potrebbero fare il salto di qualità

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Il mercato ha cambiato molti equilibri e gerarchie delle franchigie NBA, dunque molti giocatori potrebbero avere la possibilità di mettersi in mostra ed esplodere nella prossima stagione. Andiamo a stilare una lista di 10 possibili nomi pronti a fare il salto di qualità.

sbnation.com
– Nick Young (Los Angeles Lakers) Il trasferimento nella natia Los Angeles potrebbe far molto bene alla guardia uscita da USC, soprattutto perché la tenuta di Kobe Bryant non è più titanica. Nell’ultima stagione ha giocato 59 gare in quel di Philadelphia,partendo in quintetto solo 17 volte e segnando 10.6 punti, esattamente ben 6 in meno dell’annata 2011-12, quando giocava a Washington. Andrew Bynum (Cleveland Cavaliers) Dopo un’annata senza toccare campo, anche lui a Philadelphia, il neo Cavalier deve ritornare quello della stagione 2011-12, chiusa a 18 punti e 11 rimbalzi, e magari migliorare ancora in certi aspetti sul parquet. Un ulteriore salto di qualità porterebbe Bynum nell’elite dei centri attuali. – Kyle Singler (Detroit Pistons) Con i molti minuti da 3 che avrà a disposizione, il talento uscito da Duke avrà la possibilità di migliorare le già buone statistiche combinate l’anno passato (9 punti e 4 rimbalzi di media) aggiungendo pericolosità all’attacco dei pistoni.
bleacherreport.com
– Al-Farouq Aminu (New Orleans Pelicans) Il prodotto da Wake Forest è il collante difensivo del quintetto assieme ad Anthony Davis, ed è chiamato ad un ulteriore miglioramento per rendere la franchigia della Louisiana una vera e propria mina vagante ad ovest. – MarShon Brooks (Boston Celtics) Il suo talento, oscurato in quel di Brooklyn l’anno passato, potrebbe avere molto più spazio e minuti nel Massachusetts, ai Celtics (la franchigia che lo scelse con la 25ma chiamata nel 2011, salvo poi girarlo subito ai Nets) dove si potrebbe alternare nello spot di guardia con Avery Bradley. Che non sia l’anno dell’esplosione?
azcentral.com
– Markieff Morris (Phoenix Suns) Sembra essere arrivata l’ora di Markieff, vista la carenza dei Suns nello spot di 4. La scorsa stagione, nel quale ha fatto registrare escursioni importanti oltre i 20 punti, è stata d’aiuto per inserirsi nei meccanismi NBA, annata nella quale Morris ha dimostrato di saperci fare sul parquet (8 punti e 4 rimbalzi in 22′ di utilizzo). – Arnett Moultrie (Philadelphia 76ers) Lo spazio del prodotto di Mississippi State è destinato ad aumentare, e ciò potrebbe portare ad un significativo miglioramento dell’atletico lungo del Queens. Gli 11 minuti di media nella stagione da rookie gli vanno stretti. – DaJuan Blair (Dallas Mavericks) Il reparto lunghi dei Mavs non è propriamente dei più lunghi (l’arrivo di Dalembert non migliora comunque di molto la situazione) e di qualità (Brandan Wright e Bernard James), per questo l’ex Spurs può definitivamente puntare, tenuta fisica permettendo, al ritorno ai vecchi fasti, e perché no, a migliorare i suoi massimi in carriera. Lo spazio c’è, la salute forse. – Larry Sanders (Milwaukee Bucks) Con la partenza di Dalembert, il nativo di Fort Pierce diventa con ogni probabilità il centro titolare in tutto e per tutto, dopo le buone cose mostrate la scorsa stagione, chiusa a quasi 10 punti e 10 rimbalzi di media. Il rinnovo contrattuale è sinonimo di fiducia.
sbnation.com
– Iman Shumpert (New York Knicks) Chiamato al definitivo salto di qualità dopo la stagione statisticamente in calando (quasi 7 punti e 3 rimbalzi di media). Può diventare davvero un’arma importante per New York, ha i mezzi per essere un temibile difensore.

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