18 aprile, data funesta per San Francisco. E se lo diventasse anche per i Warriors?

18 aprile, data funesta per San Francisco. E se lo diventasse anche per i Warriors?

110 anni fa San Francisco veniva scossa da un profondo terremoto, stanotte i Warriors devono giocare gara 2 con uno Steph Curry in forte dubbio.

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18 aprile 1906 Alle 5:12 di mattina la terra trema a San Francisco: una prima scossa più lieve, e poi il disastro. La scala Richter non è ancora stata sviluppata, ma la magnitudo verrà poi stimata essere del 7.8.
L’epicentro è in mare, a nord-ovest del Golden Gate.

18 aprile 2016 Verso la mezzanotte, è Oakland a tremare: una prestazione super di James Harden suggella l’1-1 nella serie tra Warriors e Rockets, il pubblico della Oracle Arena è ammutolito di fronte alla terza sconfitta casalinga stagionale dei propri beniamini.
L’avvisaglia c’era stata due sere prima, quando in gara 1 Steph Curry si era dovuto fermare a causa di una storta alla caviglia, ma nessuno pensava che il danno sarebbe stato di tale ingenza.

 

1906 Il terremoto ha fatto danni e abbattuto decine di edifici, ma il peggio deve ancora arrivare. Scoppiano infatti incendi in tutta la città che gettano la popolazione nel panico più totale; San Francisco viene posta sotto giurisdizione militare e i soldati hanno il permesso di uccidere chiunque compia atti di sciacallaggio.

2016 Il pareggio nella serie fa male ai campioni in carica, ma più che aver perso il fattore campo, a farsi sentire è il contraccolpo psicologico dell’inaspettata sconfitta.
I Warriors sono abbattuti, le loro certezze crollate; anche i media cominciano a prendere in considerazione l’ipotesi che quel meccanismo, che pareva perfetto, si sia preoccupantemente incrinato.

 

1906 – Arrivano i nostri, i vigili del fuoco, ma il loro apporto alla causa non fa che peggiorare le cose: il sistema idrico cittadino non è infatti abbastanza potente per spruzzare acqua su tutti gli incendi, così i pompieri decidono di provare ad arrestare l’avanzata del fuoco facendo saltare in aria le case con la dinamite.
Riescono solo ad aggiungere distruzioni alla distruzione, oltre che a rendere inagibili anche le strade.

2016 – Steve Kerr e il suo staff si sentono crollare la terra sotto ai piedi ma ritengono sia giusto continuare a puntare al massimo su Steph, nonostante sia tutt’altro che al 100%. Curry non si fa pregare e continua a giocare come sa, ma invece dei soliti “splash” si sentono tanti “sdeng”, mentre la fiducia dei Rockets cresce in maniera direttamente proporzionale agli errori dell’MVP.

 

1906 – Il bilancio è catastrofico: 28.000 palazzi crollati e 250.000 senzatetto su una popolazione di 400.000.
I danni ammontano a 350.000 dollari dell’epoca, pari a circa 10.500.000.000 di dollari attuali.

2016 – La squadra che ha vinto più gare in una stagione nella storia NBA e campione in carica, viene eliminata dai Playoffs al primo turno, è l’upset più clamoroso di sempre.
Lo scossone è forte, la dirigenza di Golden State rimette tutto in discussione, nell’estate la squadra viene cambiata e non ritornerà più ai livelli delle stagioni precedenti.
È la fine di un’era, tanto breve quanto rivoluzionaria.

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