Chi prenderà il posto dei Thunder?

Chi prenderà il posto dei Thunder?

Quali tra queste squadre piene di talento si affermerà come contender?

Con l’addio di Kevin Durant, si è chiuso il ciclo degli Oklahoma City Thunder. Un ciclo che non ha portato nulla di veramente concreto alla franchigia, il che può sembrare assurdo, visto il talento che è passato da Oklahoma negli ultimi anni.
Quante altre volte una squadra ha avuto contemporaneamente tre dei migliori cinque talenti di una generazione? Probabilmente mai…eppure i Thunder han raccolto un solo titolo di Conference, e nulla negli ultimi quattro anni.

Aldilà dei risultati poi ottenuti, Oklahoma ha mantenuto lo status di contender per cinque anni. I Thunder sono quindi l’esempio perfetto di una squadra che, pur non essendo situata in una grande città, è riuscita a costruire dal nulla un Super Team, che gli ha garantito le prestazioni di Kevin Durant, Russell Westbrook, James Harden e Serge Ibaka, mettendo OKC sulla mappa del mondo NBA anche da un punto di vista commerciale.

nerdnumbers.com

Come è stato possibile?

I Thunder sono riusciti ad assemblare una contender grazie ad anni di ” tanking “ spregiudicato, che ha permesso loro di scegliere in Top5 per tre anni consecutivi ( quattro, se consideriamo la trade che ha portato Jeff Green a Seattle in cambio di Ray Allen ). Molte squadre han seguito il modello-Thunder negli ultimi anni, e dopo essere state a lottare nelle retrovie per molto tempo, sembrano pronte a fare il decisive salto di qualità. Non ci è dato sapere quali squadre ci riusciranno e diventeranno contender, ma nel frattempo possiamo analizzarne i progetti e vedere quali possono essere i più interessanti.

Chi saranno i prossimi Thunder?

 

MINNESOTA TIMBERWOLVES

Due 1st overall pick consecutive, due Rookie of The Year consecutivi. Con queste premesse, è difficile non essere considerati la squadra più promettente e futuribile del panorama NBA. I Timberwolves sono un cantiere aperto di talenti, e sembrano aver trovato due gemme in Wiggins e Towns; questi ultimi sembrano avere tutto per diventare la nuova coppia di SuperStar emergente.
D’altronde, le cifre parlano per loro:

Andrew Wiggins, 20 anni: 20.7 PPG, 3.6 RPG, 2.0 APG, 0.069 WS per48
Karl-Anthony Towns, 20 anni: 18.3 PPG, 10.5 RPG, 2.0 APG, 0.151 WS per48

il WS per48 ( WinShares per 48 minuti ) è una statistica che misura l’impatto di un giocatore e le ” vittorie ” che questo aggiunge alla squadra ogni 48 minuti. La somma del WS per48 di Wiggins e Towns nell’ultima stagione è stato di 0.220, la somma della coppia Durant-Westbrook alla stessa età era di 0.167.
Certo, le statistiche non sono la bibbia, e in più Towns e Wiggins hanno ancora molto lavoro e molta strada da fare, ma le potenzialità ci sono tutte.

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Per mettere su una squadra da titolo, ovviamente, non basta solo avere due stelle. Di che altro materiale dispongono i Timberwolves?

Il progetto tecnico ha subito una brusca frenata dopo l’improvvisa morte di Flip Saunders prima dell’inizio della scorsa stagione, con la squadra che è stata affidata temporaneamente a Sam Cassell ed ha chiuso con un record di 29 vittorie e 53 sconfitte. Il 26 Aprile i T’Wolves han deciso di affidare il loro futuro a Tom Thibodeau, che ricopre da quel momento il ruolo di presidente delle Basketball Operations. Un ruolo a-la-Doc Rivers quindi, con coach Thib che non solo dovrà allenare e far crescere la squadra, ma dovrà anche prendere importanti decisioni per quanto riguarda la costruzione della stessa.

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La prima scelta importante che dovrà fare sarà quella riguardante il futuro di Ricky Rubio, che non sembra al momento essere coinvolto nel progetto.

Il record di 29-53 ha tuttavia portato a Minnesota la #5 pick assoluta, con cui han scelto Kris Dunn, PG 22enne proveniente da Providence, già pronto a dare il suo contributo e che ha fatto vedere delle cosette interessanti in Summer League:

 

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Il suo ruolo nella prossima stagione dipenderà moltissimo dalla situazione-Rubio, ma probabilmente giocherà minuti importanti fin da subito.

Un altro giocatore che dovrebbe partire è Nikola Pekovic, che anche per via di diversi infortuni ha perso il posto nel progetto di Minnesota.
Per il resto, il roster dei T’Wolves è pieno di ragazzi interessanti, e nessuno sembra essere sul mercato. Su tutti Zach LaVine, campione in b2b dello slam dunk contest, da cui tutti si aspettano giganteschi passi in avanti visto l’infinito potenziale.
Anche Shabazz Muhammad, Gorgui Dieng e Adreian Payne dovrebbero e potrebbero avere minuti, nei quali si giocheranno il loro futuro nella franchigia, e forse nella lega.

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LOS ANGELES LAKERS

Dopo la partita di addio di Kobe Bryant, si è finalmente aperta una nuova era per i Lakers. Le basi per la squadra futura sono già molto solide, e sono state costruite negli scorsi Draft. Julius Randle, Jordan Clarkson, D’Angelo Russell e Brandon Ingram rappresentano il nucleo su cui i Lakers vogliono investire per dare una luce al proprio futuro, che è però al momento ancora un’incognità.
Quale tra queste Rising Star potrebbe, effettivamente, diventare una Star NBA? Presto per dirlo.

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D’Angelo Russell è una Point Guard moderna, che ha iniziato con non poche difficoltà la scorsa stagione ma che ha poi chiuso con dei clamorosi flash di talento. La prestazione da 39 punti e 8 triple contro i Brooklyn Nets ha messo D’Angelo sulla mappa del mondo NBA, con i tifosi dei Lakers che si sono accorti dell’immenso talento di cui D’Angelo dispone e degli infiniti margini di miglioramento che ha. Nelle ultime 24 partite della scorsa stagione, Russell è viaggiato a 15.7 punti, 3.2 assist e 3.1 rimbalzi di media, mostrando segni di miglioramento in quasi tutti i campi del suo gioco. Miglioramenti che tutti si aspettano, ancora più sostanziosi, per quanto riguarda la prossima stagione, nella quale D’Angelo dovrebbe avere il ruolo di giocatore di ” punta ” di questi Lakers.

Brandon Ingram è probabilmente il giocatore più interessante di questi Lakers. Scelto con la #2 nel Draft dello scorso Giugno, Ingram è la classica ala moderna: arti lunghi, mani grandi, atletismo, tiro da fuori. Una sorta di Kevin Durant, anche se il paragone tra i due sembra ancora un’utopia. Ingram è un rookie, e anche se tutti si aspettano molto da lui, difficilmente avrà da subito un ruolo rilevante. Il potenziale è infinito, c’è da vedere se lui e i Lakers saranno in grado di sfruttarlo al meglio.

Jordan Clarkson rappresenta il più grande capolavoro recente della dirigenza dei Lakers: scelto alla 46, Clarkson si è rivelato uno dei migliori giocatori del Draft 2014. Ha chiuso la scorsa stagione, nella quale è stato definitivamente spostato a SG, con 15.5 punti e 4.1 rimbalzi di media, migliorando notevolmente anche le sue cifre da dietro l’arco ( 111 triple segnate con il 34.7% nel 2015-2016 ). Dalle ultime foto che stanno girando sul web, il buon Jordan sembra anche essersi ingrossato fisicamente, e in questa estate ha anche rinnovato con i Lakers per i prossimi 4 anni. Interessante sarà vedere che uso ne farà il nuovo coach, Luke Walton, che potrebbe anche utilizzarlo da 3 in alcune line-up piccole, magari con Ingram da 4.

Julius Randle è riuscito ad esordire finalmente nella scorsa stagione, chiudendo con una doppia doppia di media. Le sue doti fisiche e tecniche sono innegabili, ma ci sono alcuni dubbi su alcune parti del suo gioco, in particolare sull’uso della mano debole e sulla sua fase difensiva.

latimes.com

Come già anticipato, l’allenatore dei Lakers nella prossima stagione sarà Luke Walton, che sostiuirà l’iper-criticato Byron Scott. Walton è alla prima esperienza ufficiale da coach NBA, anche se nella prima parte della scorsa stagione aveva guidato i Warriors ad un record di 39-4, durante l’assenza di coach Kerr. I Lakers sperano che Walton importi a Los Angeles la cultura vincente e innovativa dei Warriors, che ha fatto diventare Golden State il centro del basket mondiale negli ultimi due anni.
Walton ha ovviamente tutto per fare bene, per il resto, saranno i risultati a parlare.

Quest’estate, la dirigenza dei Lakers ha ingaggiato due veterani di tutto rispetto, Timofey Mozgov e Luol Deng, entrambi firmati con dei quadriennali belli pesanti. L’idea di inserire qualche veterano in una squadra cosi giovane è ottima, è la durata dei contratti che lascia un pò di dubbi. I Lakers fra tre anni si troveranno a dover pagare due 33enni ancora 17-18 milioni all’anno, ne varrà la pena? Varranno ancora un minimo quei soldi? Verranno tagliati prima? Come sempre, saranno i risultati a parlare, ma di certo le scelte dei Lakers nella scorsa Free Agency sono quantomeno discutibili.

 

nbafcpradio.com

PHILADELPHIA 76ERS

” Sam Hinkie died for our sins ” – Sam Hinkie è morto per i nostri figli – è la frase che va più di moda in questi ultimi tempi tra i tifosi dei Philadelphia 76ers, ed addirittura Joel Embiid ha omaggiato l’ex-General Manager. Sam Hinkie, che si è dimesso dal ruolo di Gm dei 76ers nello scorso Febbraio, è stato uno dei dirigenti più controversi, criticati e amati della storia recente dell’NBA. Nominato GM nell’estate successiva alla Bynum-trade, trovando dei 76ers spaccati e in una situazione non facile, ha deciso di buttare giù tutto, ed iniziare un processo di tanking aggressivo. ” The Process “, come è stato chiamato negli anni successivi, ha portato a Philadelphia Nerlens Noel, Dario Saric, Joel Embiid, Jahlil Okafor e Ben Simmons.

cloudinary.com

Il talento per costruire qualcosa di interessante c’è, almeno in teoria, ma la pratica è ben diversa. Okafor, Noel e Embiid difficilmente riusciranno a convivere, e quasi sicuramente Phila cercherà di piazzarne uno in cambio di un esterno, preferibilmente di una Point Guard. Chi? Probabilmente quello che riscuoterà più interesse sul mercato – cioè Jahlil Okafor. Okafor, terza scelta assoluta nel Draft 2015, è stato spesso criticato nel corso della sua prima stagione in NBA, sopratutto per via dei suoi problemi fuori dal campo e per alcuni limiti in campo, spesso caratteriali e di intensità. Stiamo sempre parlando di un 20enne che ha chiuso la sua prima stagione con 17.5 punti a partita tirando con il 50% dal campo, in 30 minuti di media; ci sarà da vedere in che modo Jahlil sfrutterà il talento che ha mostrato in queste prime battute di carriera, e se riuscirà a diventare un centro affidabile anche sull’altra metà campo.
Joel Embiid è un giocatore clamorosamente interessante, ma non scende in campo da due anni. Potenzialmente, Embiid è un gigante, con un atletismo fuori dal comune e con delle mani che la maggior parte dei centri si sogna, ma i dubbi sul suo conto sono tantissimi: come già accennato, i suoi problemi fisici sono un bel problema, e ci sono dei dubbi anche sulla sua condotta comportamentale. Ad oggi, Embiid è il più grande punto interrogativo della lega, ed è veramente difficile prevedere cosa ci mostrerà nella sua carriera.
Nerlens Noel è un lungo moderno, atletico, con una wingspan clamorosa e degli ottimi istinti difensivi. Nei suoi primi due anni in NBA ha mostrato di poter diventare un ottimo giocatore di sistema, ma non è da escludere una sua partenza.

csnphilly.com

Ben Simmons è il risultato di ” The Process “. Dopo tre anni, i 76ers hanno finalmente preso il Big Prospect che cercavano. Ben Simmons è un play nel corpo di un centro, pronto a dare il suo contributo da subito ma con ancora dei grandissimi margini di miglioramento; non ha ancora giocato una partita in NBA, per questo è ancora da considerare un punto interrogativo, ma sulla carta dovrebbe essere lui il giocatore designato per guidare i 76ers alla risalita. Un altro dubbio, è quello riguardante il suo ruolo: è un 3, un 4? Visti tutti i lunghi che hanno nel roster i 76ers, giocherà da 3? Nell’NBA attuale, ha senso schierare un 2.10 senza tiro da fuori da Ala Piccola? Tutti dubbi che solo la sua prossima stagione, e le scelte tattiche di coach Brown, potranno chiarire.

I 76ers sono il contesto più amletico e indecifrabile in NBA. Tutto quel talento potrebbe esplodere da un momento all’altro e far tornare Phila ai Play-Off, o implodere e costringere i 76ers a buttare giù tutto, di nuovo, fra qualche anno. Tuttavia, almeno per la prossima stagione, sembrano destinati a rimanere nei bassifondi della lega.

phillyinfluencer.com

MILWAUKEE BUCKS

I Milwaukee Bucks sono una delle squadre con più potenziale in NBA, nonostante abbiano ” tankato ” solo in una stagione, in previsione dell’attesissimo Draft 2014, che ha portato a Milwaukee Jabari Parker. La dirigenza dei Bucks ha fatto un ottimo lavoro nel scegliere bene anche con scelte più basse, portando nel Wisconsin giocatori come Giannis Antetokounmpo e Khris Middleton rispettivamente con una 15° ( Draft 2013 ) e una 39° ( Draft 2012 ) scelta.

journaltime.com

Dopo l’annata di tanking del 2014, i Bucks hanno assunto Jason Kidd e si sono rivelati la sorpresa della stagione 2015, arrivando addirittura a giocarsi i Play-Off da 6° testa di serie. Tuttavia, le scelte della dirigenza di puntare su Michael Carter-Williams ( per cui è stato sacrificato Brandon Knight ) e Greg Monroe han portato ad una nuova stagione senza Play-Off, con i Bucks che han chiuso con un record di 33-49.

Il record deludente della stagione 2015-2016 ha tuttavia portato a Milwaukee Thon Maker ( scelto con la 10° assoluta ), lungo interessantissimo che era addirittura considerato il migliore della sua classe Draft fino a qualche anno fa. Per l’altezza, Maker sembra destinato a diventare un Centro, anche se è ancora piuttosto mingherlino; di certo non sarà titolare già dalla sua prima stagione, ma Maker è realmente un ragazzo con delle grandissime potenzialità, che con delle giuste scelte dello staff dei Bucks potrebbe diventare un titolare NBA di tutto rispetto.

Oltre ai deludenti Monroe e Carter-Williams, il quintetto dei Bucks è composto dai già citati Parker, Middleton e Antetokounmpo, tre ali piccole naturali, che sembrano tuttavia in grado di giocare insieme.
Middleton, usato da Shooting Guard, è fondamentale per il gioco dei Bucks in quanto è l’unico in quintetto con un tiro da fuori affidabile. Middleton ha 24 anni – 25 il 12 Agosto – ed è il più maturo tra i tre, come dimostrano le sue cifre della scorsa stagione: 18.1 punti, 4.2 assist, 3.8 rimbalzi a partita con il 40% da 3 punti.

todaysfastbreak.com

Giannis Antetokounmpo, idolo delle masse nei suoi primi anni nella lega per via del suo nome e della sua storia, è probabilmente il giocatore più interessante nella rosa dei Bucks. Oltre al suo fisico e alle sue doti atletiche fuori dal comune, Giannis sta mostrando tantissimi miglioramenti anche per quanto riguarda il gioco in post e il controllo di palla, tanto da aver giocato molti minuti anche da Point Guard nelle ultime battute della scorsa stagione:

Prime 54 partite, Ala piccola: 15.9 PPG, 7.3 RPG, 2.8 APG
Ultime 26 partite, con minuti da Point Guard: 18.8 PPG, 8.4 RPG, 7.5 APG

L’idea di vedere Giannis stabilmente da Point Guard è molto stuzzicante, ma per il momento ancora impraticabile. Probabilmente si ripartirà dalle ultime partite della scorsa stagione, in cui Giannis giocava da Point Forward, amministrando e portando il pallone ma non al livello di una vera Point Guard di ruolo.

sbnation.com

Jabari Parker è stato uno dei prospetti più attesi degli ultimi anni, essendo stato paragonato spesso a giocatori come Paul Pierce e Carmelo Anthony nel corso della sua carriera liceale e collegiale. Tuttavia, Jabari si sta dimostrando un giocatore ben diverso, molto più interno e molto meno portato a tirare da fuori: nella scorsa stagione Jabari ha infatto segnato solo 9 ( !!! ) triple, tentandone solo 35, dati veramente preoccupanti per un giocatore ” esterno “. Parker, nella scorsa stagione, ha comunque mostrato miglioramenti, soprattutto nel suo gioco in area, che lo hanno portato a segnare 14 punti di media con quasi il 50% dal campo.
Dalle sue potenzialità, è lecito aspettarsi ben di più, ma Jabari è pur sempre un 20enne ed ha ancora grandi margini di miglioramento. Allenandosi sul tiro da fuori e sulla fase difensiva, già dalla prossima stagione potrebbe affermarsi come il leader di questi Bucks, e i commenti positivissimi dei componenti del Team USA che lo hanno visto all’opera negli ultimi giorni sono sicuramente un ottimo indizio.

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