Basketinside Awards: su chi scommettiamo.

Basketinside Awards: su chi scommettiamo.

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Tempo di premi riguardanti la regular season NBA, e noi della Redazione USA di Basketinside, dopo un sondaggio, proviamo ad indicare i nomi dei vincitori. Se il primo dei riconoscimenti è già stato assegnato (Lou Williams come Sixth Man of the Year), gli altri premi sono ancora da assegnare.

ibtimes.com
MVP: Stephen Curry (Golden State Warriors) Il premio più importante, secondo noi, deve essere del figlio di Dell. Stephen Curry ha trascinato gli Warriors a un’ottima stagione, con 23.8 punti, 4.3 rimbalzi e 7.7 assist di media a partita (cifre in calo rispetto la stagione scorsa, ma comunque ottime), il record di triple a segno durante una stagione (286), il miglior record della Lega nonchè la vittoria della Pacific Division dal lontano 1975-76. Stephen Curry è stato il miglior giocatore nella miglior squadra dell’anno. Menzioni per: James Harden (Houston Rockets), Russell Westbrook (Oklahoma City Thunder).
300lbsofsportsknowledge.com
Coach of the Year: Mike Boudenholzer (Atlanta Hawks)          Pensare agli Hawks come primi della classe ad Est dopo un’estate funesta dal punto di vista mediatico (il “Caso Deng” e le dimissioni prima del GM Danny Ferry e poi dell’azionista di maggioranza Bruce Levenson) sarebbe stato utopitisco, ma il lavoro dell’ex assistente di Gregg Popovich è stato fantastico: 60 vittorie (record di franchigia) e un ottima pallacanestro basata sul collettivo, scuola Spurs ma non solo; in una squadra senza stelle ma con ottimi giocatori di pallacanestro, Boudenholzer ha fatto del gioco di squadra il punto di forza, dando un compito preciso ad ogni giocatore e creando di fatto un “sistema” che siamo certi permetterà ai Falchi di mantenere le posizioni alte della classifica anche nei prossimi anni. Menzioni per: Steve Kerr (Golden State Warriors), Jason Kidd (Milwaukee Bucks).
firendlybounce.com
Most Improved Player: Jimmy Butler (Chicago Bulls) Passare da 13.0 punti di media a 20.0, dal 39.7% al 46.2% dal campo sono i valori per i quali secondo noi il premio di “Giocatore più migliorato” lo meriti Jimmy Butler. Al quarto anno nella Lega, l’ex Marquette è stato anche convocato per l’All Star Game, in una squadra che, in attesa del vero Rose, ha trovato in lui il nuovo leader offensivo, oltre che il solito straordinario difensore. Quest’estate dovrà rinnovare il contratto, siamo certi che Coach Thibodeau sia pronto a pagarlo di tasca propria pur di trattenerlo. Menzioni per: Draymond Green (Golden State Warriors), Rudy Gobert (Utah Jazz).
concordmonitor.com
Defensive Player of the Year: Anthony Davis (New Orleans Pelicans) Il premio come miglior difensore dell’anno secondo noi andrà al miglior stoppatore della Lega, Anthony Davis, con 200 tiri bloccati (2.9 a partita). Aldilà delle stoppate, The Brow è il principale leader difensivo (e anche offensivo) di una delle principali rivelazioni del campionato, quei New Orleans Pelicans che hanno ottenuto i Playoffs all’ultima giornata. Menzioni per: Deandre Jordan (Los Angeles Clippers), Andrew Bogut (Golden State Warriors)
sbnation.com
Rookie of the Year: Andrew Wiggins (Minnesota Timberwolves) La scelta sul Rookie dell’anno è ricaduta su Andrew Wiggins. L’ex Jayhawks, dopo un’estate che lo ha visto cambiare casacca dopo la Summer League (da Cleveland a Minnesota, mai una prima scelta assoluta era stata scambiata prima di scendere in campo con la squadra che l’avesse selezionata), ha pian piano trovato ritmo e migliorato mese dopo mese, chiudendo a 16.9 punti di media a partita. Quattro volte (su Cinque) è stato premiato come “Rookie del mese”, e il suo career high lo ha messo a referto proprio contro Lebron James e i Cavaliers (33 punti, 31 gennaio). Nonostante abbia giocato nella peggior squadra dell’NBA quest’anno, il futuro di Andrew e dei Timberwolves pare essere scintillante. Menzioni per: Nikola Mirotic (Chicago Bulls), Nerlens Noel (Philadelphia 76ers).
boston.cbslocal.com
Executive of the Year: Danny Ainge (Boston Celtics) Come cedere le proprie stelle, essere nel bel mezzo di un rebuilding e raggiungere comunque i Playoffs; se Brad Stevens e i Celtics sono i principali attori di questa trama, il regista merita un premio, e quel regista è Danny Ainge. Dal Draft estivo l’ex stella biancoverde ha portato giocatori tenaci e vogliosi di emergere (Smart e Young) e, su consiglio del proprio Coach, ha ceduto le stelle che ambivano lidi più prestigiosi. Lo scambio per Isaiah Thomas (contratto da 25 milioni totali per questa e altre tre stagioni) è un autentico furto con scasso, dalla trade che ha spedito Rondo a Dallas è rimasto solo Crowder, fino adesso ottimo (che dovrà essere trattenuto e rifirmato quest’estate), firmare Turner a 6 milioni complessivi per due anni ha dato ottimi frutti. Quest’estate Ainge dovrà ripetersi (Jerebko, Crowder, Datome e Bass sono in scadenza) e portare a Boston giocatori da Celtics, perché una volta raggiunti i Playoffs è giusto porsi obiettivi ancora più ambiziosi. Menzione per: David Griffin (Cleveland Cavaliers), Gar Forman (Chicago Bulls).    

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