Believeland ha il proprio salvatore: King James

LeBron non resterà solo nella storia delle Finals ma anche nella storia della città di Cleveland

MVP. Non esiste un’altra parola per descrivere la serie finale di LeBron James. Le celebrazioni sono partite, prima traditore poi eroe, in realtà solamente un campione da ammirare e ammirare fino a quando non lacrimano gli occhi per il suo talento immenso.

Believeland. Così ESPN ha intitolato un suo documentario per descrivere quanto Cleveland stesse  aspettando un titolo da una delle tre squadre principali, i Browns (NFL), gli Indians (MLB) e i Cavaliers (ovviamente NBA). L’attesa partì nel 1964, quando i Browns portarono per l’ultima volta in trionfo la città vincendo il SuperBowl contro i Baltimore Colts per 27 a 0. Da li in poi 146 serie di Playoffs per tutte e tre le squadre ma zero titoli vinti.

Nel 1964 la città di Cleveland era una delle più fiorenti di tutti gli Stati Uniti, con una forte economia. Ma come spesso succede dopo i periodi di grande crescita arrivano periodi difficili, di crisi e difficoltà. La gente iniziò ad abbandonare la città che diventò avara di divertimento e accantonata un po’ da tutti sia come meta da visitare che come luogo in cui cercare lavoro. Chi rimase, si legò tantissimo allo sport vivendolo come una possibilità di riscatto sociale, un tentativo di mostrarsi in modo glorioso al resto dell’America. “The Mistake on the Lake” così venne rinominata Cleveland in quegli anni difficili.

Tanta voglia di festeggiare, tanta attesa. Quando LeBron arrivò ai Cavs fu visto come un salvatore, l’uomo in grado di far vincere finalmente quel maledetto titolo alla città. La storia poi la sapete tutti e la si può descrivere ancora in una lunga estenuante attesa.

Anche in queste finali, dopo il ritorno dell’anno scorso del Re, sembrava che la festa dovesse essere, per l’ennesima volta rimandata; sotto 3-1 contro Golden State, i più forti (già campioni lo scorso anno proprio contro i Cavs) e con le spalle al muro.

Ma stavolta no. Cleveland ha ribaltato il suo destino, la gente di Cleveland ha spinto con una forza emotiva unica il suo eroe LeBron e i suoi soldati a vincere l’ultima battaglia sportiva. Gara 7 è dei Cavs: è storia.

Storia perché Cleveland è la prima squadra che rimonta dallo svantaggio di 3 a 1 in finale, storia perché è il primo titolo della franchigia dell’Ohio, storia perché LeBron è riuscito ad essere primo in ognuna delle principali statistiche che descrivono un giocatore nella serie.

Primo in tutto vuol dire: primo in punti segnati nella serie 208, primo nei rimbalzi 79, primo negli assist 62 primo nelle stoppate 16 e primo nelle palle rubate 18. C’è altro da dire? Si: MVP.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy