Bill Russell e il trofeo di MVP

Bill Russell e il trofeo di MVP

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Fonte web partner: www.ciuff.it Qual è il trofeo individuale più ambito in NBA? L’MVP della regular season, potrebbe pensare un profano, in quanto significherebbe avere mantenuto alti livelli di rendimento per l’intera, lunghissima, stagione regolare, ed avere portato il proprio team ad una ottima posizione di classifica. La storia dice, però, che non per forza la posizione di classifica della regular season comporta la vittoria finale al termine dei playoff, da sempre un vero e proprio campionato a parte: per questo motivo, è proprio il titolo di MVP delle finals a rappresentare il riconoscimento individuale più importante per un giocatore NBA, in quanto vincerlo significa quasi certamente fare parte della squadra che conquista il titolo (con la sola eccezione di Jerry West nel 1969, MVP delle finali nonostante la sconfitta dei suoi Lakers proprio contro i Celtics guidati dal protagonista di questo articolo, Bill Russell, in versione allenatore-giocatore). Questo trofeo, dal 14 Febbraio 2009, porta il nome di “Bill Russell NBA Finals Most Valuabe Player Award”, e la storia che Federico Buffa ci racconta nel video a fondo pagina riguarda proprio la nascita di questa nuova denominazione per il precedentemente noto “NBA Finals Most Valuable Player Award”; ma prima di lasciarvi alla visione dello stesso, ritengo sia opportuno raccontare almeno brevemente la figura di Bill Russell. William Felton Russell nasce a Monroe, Lousiana, il 12 Febbraio 1934, in un periodo difficile per gli afroamericani residenti in quella zona degli Stati Uniti, soggetti a continui episodi di razzismo; per questo motivo la famiglia Russell si trasferirà ad Oakland, California, e proprio ad Oakland il giovane Bill muoverà i suoi primi passi sul parquet, con la McClymonds High School. Passato al college, giocherà dal 1952 al 1956 con i San Francisco Dons, conquistando con loro il titolo NCAA: è interessante ricordare come Bill, per la ferma volontà di indossare la maglia della nazionale statunitense e la presenza delle regole dell’epoca che impedivano ai professionisti di vestire la maglia della nazionale americana, si tratterrà a San Francisco un anno in più invece di accedere alla NBA; giocherà per la sua nazionale solo 8 partite, sufficienti a devastare ogni avversario incrociato durante le Olimpiadi di Melbourne 1956 e a conquistare l’oro olimpico. A questo punto, finalmente pronto per il grande salto, Bill entrerà in NBA e darà vita alla sua leggendaria epopea: scelto al Draft 1956 dai St.Louis Hawks con il secondo pick, si trasferirà però immediatamente ai Boston Celtics, dove giocherà per tutte e 13 le stagioni della sua carriera guidandoli all’incredibile ed ineguagliato risultato di 11 titoli NBA (di cui 8 consecutivi, dalla stagione 1958/59 a quella 1965/66), che ne fanno il giocatore più vincente di sempre della pallacanestro americana, a cui va aggiunto il maggior merito che gli ultimi 2 titoli non lo hanno visto solo come giocatore, ma nell’attualmente impensabile ruolo di giocatore-allenatore (allenerà anche, con minor successo, i Seattle Supersonics dal 1973 al 1977 e i Sacramento Kings nella stagione 1987/88). Sono evidentemente innumerevoli i riconoscimenti individuali ricevuto da Russell:  sarà 5 volte NBA Most Valuable Player (1958, 1961, 1962, 1963, 1965), 12 volte NBA All-Star (consecutivamente dal 1958 al 1969), 3 volte All-NBA First Team, 8 volte All-NBA Second Team; sarà poi introdotto nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame e vedrà ritirata la sua casacca numero 6 ad opera dei Boston Celtics. Tra i vari riconoscimenti citati, però, ne ho volutamente tenuto fuori uno, il migliore per evidenziare le qualità di Bill Russell giocatore: 5 volte miglior rimbalzista NBA (1957, 1958, 1959, 1964, 1965), titolo che lui e lo storico rivale Wilt Chamberlain hanno conquistato, alternandosi, dal 1956 al 1969. E’ proprio l’incredibile capacità a rimbalzo, unita a grandi capacità difensive, ad avere costruito la leggenda di Russell: è, nella sua prima stagione NBA, il primo giocatore della storia a mantenere una media di oltre 20 rimbalzi a partita, dato che ripeterà per 10 volte nei suoi 13 anni di carriera; alla fine della stessa avrà collezionato 21.620 rimbalzi (22.5 a partita), secondo di sempre dietro Chamberlain, e sarà al secondo posto anche per il numero di rimbalzi catturati nel singolo incontro (51, contro i 55 del solito Chamberlain). E’ ai playoff, però, vero e proprio territorio di caccia di Russell, che non teme rivali: 4104 rimbalzi catturati (24.9 a partita) ne fanno il recordman assoluto. Inoltre, come già accennato, Russell nelle stagioni dal 1966 al 1969 non sarà solo giocatore dei Boston Celtics, ma anche allenatore, succedendo a Red Auerbach: giusto sottolineare la portata non solo sportiva ma anche socialmente storica di questa scelta, poiché si tratterà del primo allenatore afroamericano dello sport professionistico americano. Tratteggiata la figura di questo pilastro della pallacanestro, vi lascio al promesso video riguardante la nascita del “Bill Russell NBA Finals MVP Award”: buona visione!

Ettore Gentile

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