Bismack Biyombo, be like Dikembe

Bismack Biyombo, be like Dikembe

Scopriamo chi è Bismack Biyombo, centro dei Toronto Raptors, che sta giocando dei Playoffs super, e da dove viene.

Il titolo è chiaramente un provocazione, ma Biyombo, che il ditone lo ha mostrato anche a un certo Dwyane Wade recentemente, si è chiaramente ispirato ad un leggenda sacra del basket africano come Dikembe Mutombo.

Il ditone mostrato dopo una stoppata, a dire “Not in my house” era una tipica esultanza di Dikembe Mutombo, leggenda NBA che non ha bisogno di presentazioni, la quale è stata fatta sua dall’odierno centro dei Toronto Raptors.

Ma da dove viene e chi è Bismack Biyombo? Storia molto affascinante la sua. Biyombo cresce in una poverissima famiglia con 6 fratelli a Lubumbashi, cittadina del sud della Repubblica del Congo.  A 16 anni gioca a basket in Yemen, dove ha l’opportunità di comprarsi per la prima volta un paio di scarpe nuove da pallacanestro. Qui viene notato da Mario Palma, coach dell’Angola al tempo e figura storica del basket africano. Il portoghese subito impressionato dai mezzi fisici e dalla determinazione mostrata in campo da Bismack, segnala il giocatore in Europa, dove il Fuenlabrada decide di credere in lui. Nella stagione 2009-10, il giovane centro proveniente dalla Repubblica del Congo sbarca in Spagna. Fuenlabrada decide di cederlo in prestito per “farsi le ossa” nelle serie minori, per precisione al CB Illescas, squadra affiliata. Biyombo impressiona subito per la sua potenza fisica, per la sua capacità di prendere rimbalzi, difendere l’area ed è senza dubbio tra i giovani più interessati del baloncesto spagnolo. Il 9 gennaio 2011, il Fuenlabrada, che aveva perso Esteban Batista, decide di promuovere Biyombo e di farlo debuttare in ACB. Contro Badalona, nel suo debutto, registra 5 punti, 7 rimbalzi in 13 minuti di gioco, confermando quanto di buono già detto su di lui. In quella stagione, Biyombo mostra le sue grandi abilità di stoppatore, stoppando anche un mostro sacro come Felipe Reyes, nella sua seconda partita tra i “grandi”.

A poche giornate dal termine della stagione 2010-11, Bismack Biyombo sfruttando una clausola sul suo contratto, lascia la squadra per andare a Portland a giocare il Nike Hoop Summit, vetrina prestigiosa per tutti i giovani talenti sotto i 18 anni.

 

Il video qui sopra, mostra che Bismack ha “leggermente” dominato la partita (chiedere a Austin Rivers). Scout impressionati, tutti lo vogliono. C’è da migliorare la fase offensiva, la tecnica, ma con un’aggressività così, a rimbalzo, a stoppare, al centro dell’area, già è materiale pregiato. Ma c’è un buyout da pagare. Il presidente di Fuenlabrada non lo lascerà andare via tanto facilmente, tanto che alla fine Biyombo sbarcherà in NBA, precisamente ai Charlotte Bobcats, ma il lungo del Congo sarà costretto a sborsare circa un milione di dollari, sommati ai 500 mila dollari della franchigia di MJ (massimo consentito ad una squadra NBA), un gran bel sacrificio economico. Il clima in Spagna si era fatto pesantissimo, tanto che il presidente aveva esclamato di essere sicuro di trattenere Biyombo sino al 2014.

L’impatto per Biyombo non è facile, e la pressione non è poca, essendo la settima scelta del Draft NBA. Le prime due stagioni sono avare di soddisfazioni, con cifre decisamente rivedibili, ma la svolta arriva con l’arrivo in panchina di Coach Steve Clifford. Clifford crede in lui, gli concede minuti  sul finire della stagione 2013-14 e soprattutto nella stagione 2014-15, sfruttando anche gli infortuni di Maxiell e Jefferson, l’ex Fuenlabrada conquista spazio e minuti. Cifre che si alzano e consensi in aumento per lui. Nonostante questa ottima stagione, gli Hornets non gli offrono il rinnovo e su di lui vanno i Toronto Raptors. In questa stagione Bismack è stato il cambio di un ottimo Valanciunas, ritagliandosi il suo spazio da riserva e giocando titolare quando il lituano era fuori per infortunio. Raptors che fanno una grandissima stagione, si qualificano secondi in regular season, carichissimi per i Playoffs. Playoffs in cui ti aspetti DeRozan, Lowry e Valanciunas protagonisti. Invece i primi due litigano spesso con il ferro, mentre il lituano è decisivo nella serie contro i Pacers. Serie faticosa in cui l’energia è stata la chiave della rimonta canadese. Buon impatto per Biyombo, ma il bello deve ancora arrivare. Valanciunas si infortuna quasi subito nella serie contro gli Heat, che a loro volta perdono Whiteside. Sconforto in casa Raptors, perché il lungo ex Kaunas è costretto a saltare l’intera serie. Nel momento di massima difficoltà sotto canestro per Toronto, Biyombo esplode letteralmente giocando delle super partite, registrando doppie doppie e giocando con un’energia pazzesca che spazza via chiunque provi a fermarlo sotto canestro. Stoppa chiunque passi sotto canestro ed è una macchina di rimbalzi. Da qui si ritorna al titolo iniziale, quando stoppando Wade, nella decisiva gara 7, gli mostra il ditone esclamando “Not in my house!”.

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La personalità non manca al ragazzo, e soprattutto non dimentica da dove viene. Origini molto povere e umili che gli hanno permesso di comprarsi il primo paia di scarpe nuove a soli 16 anni. Nonostante ciò, il destino è stato benevolo con lui, con tutto il suo impegno, con tutta la sua volontà di sfondare nel mondo della pallacanestro. Ora parla 5 lingue, ha un forte impegno nel sociale, e tutte le estati spedisce materiale per giocare a basket in Africa. Nella notte si è giocata gara 1 delle finali di conference, dove Toronto è stata spazzata via dai Cleveland Cavs, ma Biyombo è stato uno dei pochi a salvarsi, raggiungendo la doppia cifra. Lui ha dimostrato di saper reagire alle difficoltà e di sapersi rialzare, lo sapranno fare anche i Toronto Raptors?

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