Boston Celtics: cuore o cervello?

Boston Celtics: cuore o cervello?

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I Boston Celtics dei Big Three e del titolo, sono cambiati e destinati a cambiare: la scorsa estate hanno perso “He Got Game” Ray Allen, trasferitosi a Miami. Alla fine di questa stagione è stato messo in dubbio il “ritorno” per il prossimo campionato di Kevin Garnett, Paul Pierce (motivi anagrafico- salariali) e Coach Doc RIvers. Quest’ultimo è stato poi riconfermato, ma sugli altri due nulla è certo e i C’s dovranno affrontare comunque, nel giro di un paio di anni, un’imponente e dolorosa (anche emozionalmente) rifondazione che li vedrà perdere quel nucleo che li aveva resi forti e caratteristici nelle passate stagioni. Analizziamo ora i possibili scenari per la franchigia del Massachussets proprio in termini di rinnovamento:

Situazione Salariale
I contratti più pesanti della “payroll” di Boston per la stagione a venire sono, ovviamente, i 15 milioni (non garantiti) di Paul Pierce e i 12 di Kevin Garnett (garantiti).
Gli altri contratti un po’ “pesanti” e che intasano leggermente la possibilità di manovra in Free Agency dei Celtics sono quelli di Brandon Bass (6.5 milioni circa sino al 2015), Courtney Lee e Jason Terry (5 fino al 2015).
Boston attualmente corrisponde quindi 62, 604 milioni di $ garantiti, e si trova in una situazione di Hard Cap (possono acquisire FA solo con exceptions), e, nel caso si decidesse di far tornare Pierce, si troverebbe in Luxury Cap, ovvero con sempre meno manovre per i FA.
Riassumendo, se Pierce e Garnett rimangono, per i C’s sarà praticamente impossibile firmare Free Agents importanti questa stagione.

espn.go.comQuali sono le basi?

Le tre figure che si pensa costituiranno le fondamenta del nuovo corso di Boston sono senza dubbio Doc Rivers, Rajon Rondo e Jeff Green.
Il primo è l’allenatore della franchigia del Massachussets da 7 primavere, ha sempre convinto con le sue indubbie qualità ed è ritenuto dagli addetti ai lavori uno dei migliori allenatori del panorama cestistico americano.
Rondo era già il giocatore al quale erano destinate le chiavi del gioco dei Celtics, ma in Febbraio si è parzialmente rotto un legamento collaterale e quindi Boston ha dovuto fare a meno di lui per la Postseason, ma sul giocatore i dubbi sono pressoché nulli: playmaker di sicuro affidamento e grande livello su cui sicuramente Boston punterà per le prossime stagioni.
Jeff Green è anche lui reduce da problemi fisici (ben peggiori di quelli di Rondo) più anticamente datati: ha perso tutta la stagione 2011-2012 a causa di un’ aneurisma all’aorta, ma i Celtics lo hanno aspettato e rifirmato in estate a 9 milioni a stagione per 4 anni. Green è un giocatore solido, versatile, con punti nelle mani sia dal perimetro che in penetrazione. È inoltre un difensore discreto, può giocare sia da ala piccola che da ala grande.
Non il massimo da cui partire, ma di sicuro un nucleo che da buone garanzie.
Intorno a loro ci sono giocatori affermati (Jason Terry, Brandon Bass) e talento giovane: quel Jordan Crawford che a Washington ha avuto problemi ma indubbiamente di talento, ma soprattutto Jared Sullinger, prospetto da lottery dello scorso Draft le cui quotazioni sono calate in seguito a problemi fisici, e Avery Bradley sono i ragazzi che Doc Rivers proverà a far crescere attorno ai più esperti.

bleacherreport.comScenari Possibili?
Per aprire questa parentesi si deve partire dall’ipotesi che i due “senatori” della squadra o non tornino al Garden anno prossimo in quanto ritirati (Garnett può anche essere amnistiato), o che lo facciano da avversari (attenzione, Garnett ha una no-trade clause); ipotesi possibile ma che va presa con le pinze.

RITIRO:
nel caso i due si ritirassero, i Celtics potrebbero tentare già da questa estate una rifondazione aggiungendo alla squadra qualche Free Agent importante (specialmente in pitturato).
Josh Smith è una possibilità anche se lui si ritiene degno di un “Max contract” ovvero 90 milioni in 5 anni, difficile che Ainge voglia spendere quei soldi per un giocatore si determinante, ma non necessariamente un fuoriclasse.
Anche Al Jefferson potrebbe essere un obiettivo realistico, un ritorno a Boston sarebbe forse l’ideale sia per lui che per la franchigia e darebbe magari più garanzie di continuità e disciplina rispetto a Smith (e non è detto che chiederebbe il massimo salariale).
Altri rumours di Free Agents minori ma comunque importanti riguardano Greg Oden (carriera falcidiata da infortuni, fu scelto prima di Durant dai TrailBlazers), Paul Millsap(altro lungo versatile e dinamico che farebbe bene coppia con Rondo), Jarrett Jack(da prendere con cautela, i Warriors erano il sistema ideale) e Nikola Pekovic.

usatoday.netTRADE:
Per ora si tratta di meri rumors, e infatti la loro affidabilità lascia il tempo che trova ma, per onor di cronaca, si può comunque parlare di scenari possibili.
KG, Pierce, Rivers ai Clippers- Bledsoe, Griffin ai Celtics. Sembra Fantabasket, e probabilmente non è nulla di più: Bledsoe e Griffin hanno dei limiti ma sono giovani e futuribili, trovo difficile che i LA Clippers si privino di loro in cambio di leggende che possono si dare il loro contributo, ma per una, al massimo due, stagioni di alto livello.
Pierce, Bradley a New Orleans- Gordon a Boston. Anche qui le possibilità di riuscita sembrano abbastanza poche, ma i Pellicans potrebbero accettare se decidessero di liberarsi del contrattone di Gordon(più per problemi fisici che per demeriti tecnici) specialmente se riuscissero a scegliere Oladipo nel prossimo Draft. Otterrebbero un veterano esperto e, se deludente, con il contratto in scadenza, e un prospetto di giocatore atletico che difende benissimo dal perimetro.

Ad ogni modo non è un caso se i Celtici sono la franchigia più vincente della storia; la società sa fare bene il suo dovere, l’allenatore è ottimo, il nucleo buono.
È solo questione di tempo, Boston, che sia ora o tra 2-3 anni, riuscirà a rifondare e lo farà sicuramente come si deve, per tornare a vincere.

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