Brooklyn Nets, si vince con i “Fab Five”?

Brooklyn Nets, si vince con i “Fab Five”?

Commenta per primo!

Photo: Brooklyn Nets Official Page on Facebook

Tutto ha inizio nell’Aprile del 2012, quando il famoso rapper americano Jay-Z e il magnate russo Mikhail Prokhorov trasferiscono la franchigia dal New Jersey a Brooklyn, dove viene costruito un palazzo dello sport, il Berkley’s Center, che farebbe invidia a qualsiasi altra opera sportiva. I piani di Prokhorov sono dei più ambiziosi; la squadra non è delle migliori, ma il denaro aiuta la ricostruzione e nella stagione 2012-2013 i Nets presentano una squadra solida, tanto da arrivare ai playoff, perdendo, però, contro i Bulls in una tiratissima gara 7. Un anno di transizione, molto impegnativo prima per Avery Johnson, poi per P.J. Carlesimo, allenatori che hanno pagato la fretta e la fame di vittorie dei proprietari della franchigia.

Dopo l’eliminazione nei playoff, però, qualcosa cambia in quel di Brooklyn. Jason Kidd, dal campo, passa alla panchina, in un ruolo che lo vedrà di nuovo protagonista. Il mercato è mirato a fare una squadra forte, capace di vincere subito, grazie al talento e all’infinita esperienza.

Ai Deron Williams, Joe Johnson, Brook Lopez, che già militavano ai Nets nella scorsa stagione, una trade ha portato in maglia nera Paul Pierce, Kevin Garnett e Jason Terry, in cambio di Kris Humphries, Gerald Wallace, Kris Joseph, MarShon Brooks, Keith Bogans e tre prime scelte dei daft 2014, 2016 e 2018. Una trade che, con altre operazioni di mercato, tende a ripulire il roster da contratti pesanti come quello di Humphries, ma soprattutto rafforza la squadra, con l’intento di arrivare fino in fondo.

Oltre alla trade con Boston, Brooklyn ha messo a segno anche un paio di obiettivi mirati, come la riconferma dei contratto di Andray Blatche, la cessione di C.J. Watson e l’acquisto di Shaun Livingston, che dopo il terribile infortunio, ha disputato una stagione affidabile con la maglia dei Cavs, Bojan Bogdanovic, ala serba, prelevata dal Cajasol di Siviglia e Andrej Kirilenko, che darà il suo solito importante contributo soprattutto in fase difensiva.

Aldilà del quintetto base, quindi, che è sicuramente uno dei migliori in NBA, i Nets hanno nella loro rotazione, anche tanta profondità e punti dalla panchina, ingrediente indispensabile per puntare al gradino più alto.

Altra nota positiva della preseason brooklynese è il draft. Con la 22esima scelta assoluta, infatti, i Nets portano a casa il centro di Duke, Mason Plumlee, che si era messo in mostra con i Blue Devils di coach K (Mike Krzyzewski), ottima riserva per Brook Lopez.

Con tutte queste operazioni di mercato, però, la franchigia si trova in una situazione critica sul fronte della tassazione. Dopo la firma dell’ultimo arrivato, Shaun Livingston, hanno sfondato il tetto salariale dei 100 milioni di dollari, diventando, così, la prima franchigia NBA a raggiungere una vetta di salari così alta. Questo comporta il pagamento nella prossima stagione, di una luxury tax di ben 85.822.233 $.

La speranza della società è quella di recuperare queste spese, magari aggiudicandosi già quest’anno il titolo tanto voluto. Il tempo per vincere, infatti, è molto limitato, vista l’età media della squadra. Per ora a Brooklyn si respira aria di fiducia, sarà il tempo a trarre le conclusioni.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy