Brutte notizie per coach Jerry Sloan: “Dallo scorso autunno soffro di Parkinson e demenza”

Brutte notizie per coach Jerry Sloan: “Dallo scorso autunno soffro di Parkinson e demenza”

Una notizia che non ci voleva, se riguarda una leggenda degli Utah Jazz come coach Jerry Sloan. Questa notte infatti il tecnico, in un’intervista rilasciata al Salt Lake Tribune, ha rivelato di aver contratto il morbo di Parkinson e la demenza a corpi di Lewy.

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Una notizia che non ci voleva, se riguarda una leggenda degli Utah Jazz come coach Jerry Sloan. Questa notte infatti il tecnico, in un’intervista rilasciata al Salt Lake Tribune, ha rivelato di aver contratto il morbo di Parkinson e la demenza a corpi di Lewy.

Al 74enne sono state diagnosticate entrambe le malattie scorso autunno, e ha scelto di parlarne solo perché ormai alcuni sintomi si noteranno pubblicamente d’ora in avanti. “Io non voglio che la gente si senta dispiaciuta o soffra per me”, ha detto Sloan al collega Steve Luhm.

Poche ore fa la franchigia ha rilasciato una dichiarazione sul coach più importante della sua storia: “Jerry Sloan è e sarà sempre un membro amato della famiglia Utah Jazz, e sappiamo che si avvicinerà a questa lotta con la stessa grinta e determinazione che ha dimostrato per entrare nella Hall of Fame come allenatore e giocatore All-Star nella NBA per più di 40 anni”.

2009 Naismith Memorial Basketball Hall of Fame inductee, Sloan è uno degli allenatori più premiati nella storia della NBA. L’ex Jazz e Chicago Bulls è terzo per numero di vittorie in regular season (dopo Don Nelson e Lenny Wilkens), e la sua carriera vanta un record positivo di 418 vittorie in più rispetto alle sconfitte, piazzandosi quinto dietro a Phil Jackson, Gregg Popovich, Pat Riley e Red Auerbach.

Chiusa la carriera da giocatore i Bulls gli offrirono prima un posto da scout e, nella stagione 1977-78, la carica di vice-allenatore, per promuoverlo poi capo allenatore nel 1979. Sono i Bulls di Reggie Theus e Artis Gilmore, sicuramente una squadra dal grande potenziale.

Una stagione mediocre all’esordio fa da prologo ad una buona annata nel 1980-81. La squadra ottiene un record di 45-37 ma, al secondo turno dei play-off, si trova di fronte Larry Bird e i futuri campioni dei Boston Celtics. È troppo per questi Bulls, che finiscono travolti per 4-0.

L’anno seguente Sloan non termina la stagione: viene rimpiazzato dopo 51 partite da Rod Thorn.

Jerry Sloan diventa coach degli Utah Jazz nel 1988, con questa squadra nascono stelle NBA del calibro di Karl Malone e John Stockton, raggiungendo 2 NBA Finals nel 1997 e nel 1998, venendo in entrambi i casi, sconfitto dai Bulls di Michael Jordan.

Il 10 febbraio 2011, dopo 23 anni sulla panchina dei Jazz, Jerry Sloan annuncia le sue dimissioni dalla guida della franchigia di Salt Lake City. Alla base di questa sorprendente decisione ci sarebbero alcune importanti divergenze con la stella della squadra, Deron Williams. In vero stile-Sloan però Jerry non accende polemiche giustificando il ritiro per “mancanza della giusta energia per restare in panchina”. Le dimissioni di Sloan fanno sì che anche il suo vice, Phil Johnson, rinunci alla sua carica (PJ:”Sono arrivato con Jerry e me ne vado con lui”[senza fonte]). Sloan chiude la sua carriera a Salt Lake City con il record di 1221 vinte e 803 perse (è il terzo coach più vincente della lega) e la soddisfazione di aver portato i Jazz a due finali NBA consecutive, perse entrambe contro i Chicago Bulls di Michael Jordan.

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