Bulls 1996 & Warriors 2016: KO da pivelli?

Bulls 1996 & Warriors 2016: KO da pivelli?

L’ennesimo parallelismo tra le 2 strapotenze di ieri e oggi porta alla luce un aspetto curioso: le poche sconfitte conseguite da entrambe sono arrivate, per lo più, contro squadre con le quali non avrebbero dovuto avere problemi.

Commenta per primo!

Se si guarda la stagione NBA in corso, fa certamente strano notare come Curry e soci riescano a prevalere (a volte pure facilmente) contro squadre forti come OKC, Cavs e Spurs, ma abbiano perso contro squadre non esattamente entusiasmanti, vedi Bucks, Pistons, Lakers, Nuggets e rischiando di dover issare la bandiera bianca anche a Philadelphia…

Naturalmente la discussione dell’anno è se batteranno o meno quell’incredibile 72-10 dei Bulls del 1996. Che ci crediate o no, anche tra quelle 10 sconfitte di Chicago, alcune arrivarono contro avversari che avrebbero dovuto lasciarsi agilmente alle spalle. Andando con ordine:

Chicago parte fortissimo ma inciampa contro Orlando e Seattle, i primi guidati da un Penny Hardaway strabiliante che porta sulle spalle i Magic, privi di Shaquille O’Neal per infortunio fino a stagione inoltrata. I secondi con la coppia Payton-Kemp, autentico terrore di qualunque difesa avversaria per il gioco rapido e atletico messo in campo in quegli anni. Altra squadra a mettere in difficoltà Jordan e i suoi, è Indiana, che vince una partita in cui 4 dei propri titolari sono in doppia cifra. Stiamo parlando dei Pacers di Rik Smits, Reggie Miller e Mark Jackson, una squadra arrivata l’anno precedente alle finali di conference… fin qui, sostanzialmente nulla di cui sorprendersi, ma il bello viene adesso.
Chicago va a Denver dove Abdul-Rauf, conosciuto anche in Italia in seguito, ne butta dentro 32 con un primo quarto stellare e nonostante un Jordan da 39, i Nuggets la spuntano.
Altra squadra che quell’anno è in forte difficoltà sono i Phoenix Suns, che tra infortuni, cambi di allenatore e la partenza di Dan Majerle verso Cleveland, troverà a gran fatica la qualificazione alla post season… ma quando arriva Jordan, Charles Barkley si segna sempre la data sul calendario. 35 con 16 rimbalzi, tirando con il 73% dal campo. Vincono i Suns di 10 punti.

Un dato curioso, all’epoca, mostrava come MJ fosse estremamente ispirato quando affrontava una squadra in particolare: i Miami Heat. Effettivamente Jordan fa Jordan, il 23 febbraio 1996, con 31 punti ma dall’altra parte c’è un giocatore che il “calore” ce l’ha per davvero nelle mani: Rex Chapman, tiratore di quelli che sparano senza guardare dove si trova la linea dei 3 punti. Morale, grandinata da 39 con 9/10 da 3 e vince Miami, con i Bulls che non riescono a prevalere nonostante 36 punti negli ultimi 12 minuti.
Altro campo “caldo” quando arrivano i Bulls è il Madison Square Garden ed è qui che subiscono la peggior sconfitta della stagione. Patrick Ewing scatenato con 26 punti e 14 rimbalzi aiutato da Derek Harper, JR Reid, Hubert Davis, John Starks e Charlie Ward tutti in doppia cifra. Jordan segna 32 punti ma perde 7 palloni e al suono della sirena è 72-104 Knicks.
La sconfitta più incredibile però ancora non è arrivata. Il 1996 è il primo anno per i Toronto Raptors in NBA e i Bulls arrivano in Canada per giocare una partita apparentemente facile, almeno sulla carta. Rodman non c’è, sospeso dalla Lega per aver dato una testata a un arbitro durante la partita contro i New Jersey Nets. Jordan ne fa 36 con 9 rimbalzi, Kukoc 23 e Kerr 17, ma la spuntano i Raptors, in vantaggio di 1 punto quando l’attuale coach dei Warriors butta sul ferro la tripla del sorpasso e con il tiro di Jordan, dopo il rimbalzo offensivo, a entrare a canestro, lasciando le mani del numero 23 però palesemente a sirena suonata. I Raptors vincono davanti al proprio pubblico incredulo, con le rotazioni al minimo, ridotti a giocare in 7 ma con un Damon Stoudamire (Rookie of the year proprio quell’anno) che ne piazza 30 con 6 triple e tutti gli altri in doppia cifra (a parte Alvin Robertson in cattiva serata).

I Bulls stanno inseguendo i Celtics del 1986 per vittorie casalinghe, ma quando arrivano gli Hornets di “papà Dell Curry”, la festa finisce. Per la verità, le 2 squadre si sono affrontate anche alla Opening Night allo United Center, dove un Jordan strabiliante scrive 42. Episodio singolare, il terzo quarto di quella partita con MJ a segnarne 19 e l’intera squadra degli Hornets 18. Ma “il passato è passato” e il primo quarto si chiude con una bomba da metà campo di Pete Myers che sembra suonare la carica per Charlotte. Glen Rice, il tiratore scelto della squadra, non riesce a buttare dentro le triple, ma ci pensano Kenny Anderson e Del Curry, quest’ultimo con 19 punti e 2 bombe decisive. Charlotte fa un 3° quarto da 35 punti contro i 22 dei Bulls, che sorpresi di trovarsi a -1 a pochi secondi dal termine, falliscono con Kukoc e successivamente Rodman e Pippen l’appoggio della vittoria. Charlotte diventa la prima, quell’anno, ad espugnare lo United Center. Jordan tutt’altro che silente… a tabellino ne risultano 40 con 11 rimbalzi, ma i 7 di Pippen con 3/11 dal campo sono uno dei motivi della sconfitta interna.
Stagione quasi finita, è tempo di far riposare un minimo i titolari in vista della post season e quindi Jackson riduce il minutaggio a Jordan e altri titolari. Arrivano i Pacers, sempre allo United Center, ai quali invece farebbe comodo una vittoria per posizionarsi 4° nella griglia a Est. Reggie Miller è fuori per una frattura orbitale, ma Larry Brown spreme al massimo i suoi titolari e uomini dalla panchina. Con ben 6 giocatori in doppia cifra, i Pacers agguantano una vittoria di 1 punto diventando insieme a Charlotte l’unica squadra, quell’anno, ad aver battuto Jordan “a casa sua” e unica ad aver sconfitto i Bulls 2 volte.

Volete sapere cosa ne fu di quelle squadre, quell’anno?
Chicago, come noto, chiuse con un bilancio di 72 partite vinte in stagione, rifilando anche 20 o 30 punti di scarto sia alle squadre che furono in qualche modo in grado di batterla, sia ad altre eccellenze della Lega all’epoca, come Utah e San Antonio. A giugno vinsero il titolo, subendo solo 3 battute di arresto durante la post-season. Ma quelle che furono in grado di batterla?

Orlando Magic: Eliminati proprio dai Bulls 4-0 nelle Finali di Conference.
Seattle Supersonics: Sconfitti da Chicago 4-2 alle Finals. 3-0 Bulls, che diventa un 3-2 agguantato da Payton e Kemp, poi Jordan decide che il titolo lo vuole lui ed è “sigaro” per Chicago.
Indiana Pacers: Eliminati ingloriosamente al primo turno dagli Atlanta Hawks dopo un 4° posto ritenuto non all’altezza della squadra che l’anno precedente aveva rischiato di arrivare in Finale.
Denver Nuggets: Non arrivano nemmeno ai playoffs e non riescono successivamente a offrire a Mutombo un nuovo contratto adeguato al giocatore, che volerà ad Atlanta alla corte di Lenny Wilkens.
Phoenix Suns: Mille problemi, tanti dubbi, poca sostanza. Agguantano un 7° posto per i playoffs con il 50% preciso di vittorie ma vengono immediatamente eliminati dagli Spurs per 3-1 al primo turno.
Miami Heat: Incontrano i Bulls al 1° turno e vengono cancellati per 3-0 senza mai impensierire minimamente Jordan e soci.
New York Knicks: Eliminati dai Bulls al secondo turno per 4-1, con Jordan che in gara 1 si ricorda della sconfitta del Madison e ne butta 44 nel canestro avversario.
Toronto Raptors: Primo anno della franchigia, 21 vinte – 61 perse, dei playoffs ovviamente nemmeno il miraggio, ma oltre a battere Chicago, riescono a prevalere anche contro Seattle e Orlando, ovvero 3 delle 4 migliori squadre quell’anno. Agli Dei del Basket piace divertirsi.
Charlotte Hornets: A inizio stagione scambiano Alonzo Mourning con Miami in cambio di Glen Rice e Matt Geiger, poi problemi di infortuni, cambi di allenatore… a Est però c’è troppo traffico e non raggiungono i playoffs.

Di quei leggendari Bulls, in tanti guardano le 72 vittorie, in pochissimi le 10 sconfitte che sono arrivate non sempre in confronti con le più forti del momento ed è la stessa cosa che fino ad oggi è successa ai Warriors… e la stagione ancora non è finita, può succedere di tutto.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy