Cambio di testimone: ecco perché dal 2017/2018 la NBA passa a Nike

Entriamo nei dettagli di un accordo che rivoluzionerà il mondo NBA.

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Conclusasi la stagione 2015/2016, ci troviamo davanti ad un’annata storica per l’NBA che segnerà la fine di un’era durata 10 anni. Adidas e NBA sono ai saluti. Il brand sportivo, infatti, ha dichiarato la sua intenzione di non prolungare il contratto di sponsor tecnico ufficiale in scadenza nel 2017, quale responsabile della linea di abbigliamento NBA e di buona parte del merchandising della lega. Una decisione inaspettata che ha colto i tifosi impreparati. Al momento, Adidas e NBA sono legati da un contratto decennale del valore di 400 milioni di dollari che, però, apparentemente non è riuscito nel suo intento di migliorare la visibilità del marchio tedesco, cercando allo stesso tempo di gonfiare gli incassi della lega sportiva.

Dopo un breve periodo di riflessione, il commissioner NBA Adam Silver ha ufficialmente dichiarato la sua intenzione di firmare un contratto con il marchio sportivo Nike, che legherà il brand statunitense alla NBA per 8 anni: “Nike porterà le divise NBA ad un nuovo livello […] Abbiamo un fantastico rapporto con Adidas […], ma, come mi ha riferito personalmente il CEO, Mark Parker, la pallacanestro è l’anima della Nike.”
I designer della Nike, inoltre, dopo aver ottenuto il consenso di Adam Silver e dei proprietari delle franchigie NBA, hanno optato per l’inserimento degli sponsor sulle nuove divise da gioco. Una decisione che fa sicuramente discutere, ma che, come dichiarato dallo stesso commissioner NBA, è necessaria e porterà nelle casse della lega un bottino di quasi 100 milioni di dollari.
Nonostante non siano ancora stati resi noti i particolari dell’accordo, gli esperti di marketing prevedono che il valore della trattativa sfiorerà il miliardo di dollari. Insomma, cifre da capogiro che serviranno, però, a rivoluzionare le strategie del marketing NBA e che aiuteranno a espandere la sua popolarità a livello internazionale.
Nike aveva già dimostrato il suo interesse ad investire nel basket negli ultimi decenni. Sono parecchi, infatti, i licei e i college che hanno accettato Nike come sponsor tecnico ufficiale, incluse prestigiose squadre collegiali come Duke, Kentucky, North Carolina, Michigan State, Florida e molte altre. Inoltre, Nike era già sponsor ufficiale della nazionale statunitense di pallacanestro, ma anche di altre 19 nazionali di basket. Come se non bastasse, il marchio statunitense si è aggiudicato anche la maggior parte delle superstar NBA a partire dagli anni ’90. Nike sponsorizza ufficialmente un totale di 125 giocatori NBA, tra cui spiccano LeBron James, Dirk Nowitzki, James Harden, Kevin Durant, Anthony Davis, Kobe Bryant e, ovviamente, His Airness, Michael Jordan.

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Chiunque avesse seguito la trattativa attentamente si ricorderà che, nel corso della scorsa stagione, Nike non era l’unica pretendente alla sponsorizzazione NBA. Il marchio sportivo statunitense Under Armour si era fatto avanti prepotentemente, prima di essere “sconfitta” dal colosso Nike. Under Armour è cresciuta a livelli esponenziali in questi ultimi anni, superando in popolarità anche un marchio celebre come Adidas negli Stati Uniti. C’è, però, una semplice motivazione che ha spinto Adam Silver a scartare l’ipotesi Under Armour senza troppi rimpianti: la NFL (lega professionistica di football) rimane di gran lunga la lega sportiva più gettonata negli States e gli alti dirigenti NBA si vedono costretti a puntare sulla popolarità internazionale, organizzando eventi soprattutto in Asia e in Europa. Under Armour, per quanto stia avendo enorme successo negli Stati Uniti, rimane ancora ben lontana dalla popolarità di marchi come Nike e Adidas qui in Europa. In fin dei conti, perciò, chi meglio di un colosso come Nike può portare fama internazionale alla NBA?
Ci sono delle prese di posizione che fanno però discutere. Prima di tutto, Nike ha dichiarato le sue intenzioni di piazzare il classico swoosh nell’angolo in alto a destra delle canotte, eccezion fatta per gli Charlotte Hornets che avranno il logo Jordan. Anche in questo caso, si tratta di una novità per i tifosi NBA, che si erano ormai abituati a divise da gioco “immacolate”. Inoltre, la scelta di avere sponsor pubblicitari sulle divise da gioco non ha certamente fatto piacere a molti tifosi, in quanto verrebbe “profanata” la purezza delle attuali canotte. La NBA, però, ha rincuorato i tifosi rendendo noto che ogni franchigia potrà decidere se mettere in vendita le proprie divise da gioco con o senza sponsorizzazioni.
Sebbene Adidas sia ancora lo sponsor tecnico per la prossima stagione, Nike non è di certo rimasta a guardare in questi ultimi anni e sta già pensando a un restyling di tutte le franchigie NBA, già iniziato la scorsa stagione con gli Atlanta Hawks, che hanno completamente rivoluzionato il logo e le divise da gioco.
Insomma, molti dettagli devono ancora essere rivelati, ma è ormai chiaro che la NBA sta per entrare una nuova era che potrà rilanciare la sua fama mondiale. Verranno adottate diverse strategie di mercato e la lega subirà un restyling senza precedenti. Ora non ci resta che aspettare il risultato finale, sperando che si riesca a trovare il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione.

  • di Gianluca Brambilla
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