Cavaliers, che starting five!

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A Cleveland fanno sul serio, decisamente. Inizialmente si parlava di una squadra giovane e di grandi prospettive, destinata magari a diventare imbattibile in caso di ritorno del figliol prodigo, alias Lebron James. 
Vero, tutto vero, ma i Cavaliers non avevano voglia di aspettare, e hanno messo assieme uno starting five davvero fenomenale, oltretutto giovanissimo, con margini di crescita davvero notevoli, partendo giá da un’ottima base di partenza.
Guardiamoli ad uno ad uno:

1-Irving (playmaker, 1992 – 22.5 punti, 5.9 assist, 3.7 rimbalzi)
2-Waiters (guardia, 1991 – 14.7 punti, 3.0 assist, 2.4 rimbalzi)
3-Bennett (ala, 1993 – 16.1 punti, 8.1 rimbalzi, 1.2 stoppate)
4-Thompson (ala forte, 1991- 11.7 punti, 9.4 rimbalzi, 0.9 stoppate)
5-Bynum (pivot, 1987 – 18.7 punti, 11.8 rimbalzi, 2.0 stoppate)

Le statistiche di Irving, Waiters e Thompson sono relative all’ultima stagione in maglia Cavaliers, quelle di Bennett al college a Nevada Las Vegas, e quelle di Bynum a due stagioni fa, in maglia Lakers, avendo saltato integralmente l’ultima stagione.
Innumerevoli sono i pro di questo starting five, sono tutti giovani, Irving è un fenomeno che non può che migliorare, magari incrementando gli assist e prendendo in mano sempre più le redini della squadra. Oltretutto la sua intesa con Waiter non potrá che migliorare.
Le due forward sono due forze della natura, Bennett è un nuovo Barkley, se riuscirá a interpretare a lungo il ruolo di ala piccola, allora saranno fortune per i Cavs.

La coppia di lunghi è fenomenale, magari servirebbe dalla panchina un’altra ala forte che possa variare il gioco, magari col tiro da tre punti.
I contro invece partono dalle condizioni fisiche di Bynum e delle sue ginocchia, se lui c’è, abbiamo una squadra potenzialmente da semifinale di conference, diciamo subito dopo le prime 4 ovvero Indiana, Brooklyn, New York e Miami, alla pari con i Bulls magari, poi la chimica potrebbe fare il resto.
Altro problema riguarda i caratteri di giocatori così giovani, anche se non sembrano elementi che possano andare in competizione e conseguente scontro, almeno non ancora.
Infine, come detto, la capacitá di Bennett di interpretare il ruolo sará fondamentale.
In conclusione, un presente tutto da godere, e un futuro per sognare, non avranno vinto il titolo prima di LbJ come aveva detto Gilbert, ma le prospettive cominciano ad essere davvero buone. Staremo a vedere!

Sergio Lombardo

  

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