Cavaliers-Thompson, accordo da 82 milioni per cinque anni

Cavaliers-Thompson, accordo da 82 milioni per cinque anni

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La telenovela dell’estate è finita, ad appena cinque giorni dall’inizio della regular season NBA: Tristan Thompson e i Cleveland Cavaliers s’accordano per un quinquiennale da 82 milioni di dollari, totalmente garantiti.

La chiusura della trattativa con Thompson arriva dopo mesi di contrattazioni, strategie, giochi delle parti. Thompson, 24 anni, era stato scelto dai Cavs con la quarta scelta assoluta nel draft del 2011, quello di Kyrie Irving: al contrario del suo compagno di squadra, l’estate scorsa ha rifiutato una danarosa estensione (52 milioni per quattro anni) arrivando al termine del contratto da rookie. Come da regolamento, Thompson è entrato nella offseason da restricted free-agent, per cui i Cavs avrebbero potuto pareggiare ogni foglio d’offerta firmato dall’ala forte di Brampton, Ontario.

E’ stata una trattativa lunghissima, quella tra i Cavs e l’agente del giocatore Rich Paul: quest’ultimo a inizio estate ha preso tempo, con un’offerta da 80 milioni per cinque anni in mano, per poi scoccare tutte le frecce al suo arco. Paul s’è seduto al tavolo delle trattative con tante armi a favore: lo strepitoso rendimento ai Playoff del suo assistito, decisivo dopo l’infortunio di Kevin Love con 9.6 punti e 10.8 rimbalzi, tantissimi offensivi; il legame tra Thompson, Paul e un suo altro cliente, un certo Lebron James; infine la possibilità di firmare la qualifying offer da 6.8 milioni per lasciare Cleveland a zero l’anno successivo, un po’ come fatto da Greg Monroe con Detroit.

Dopo aver ventilato quest’ultima ipotesi, sei settimane dentro l’offseason, Paul è diventato decisamente più attendista. Nel frattempo i rumors sulle cifre richieste da “Double T” si andavano succedendo vorticosamente: prima il massimo salariale da 94 milioni per cinque anni, poi un triennale da 53 milioni. Ma la situazione del canadese non si è mai sbloccata: il primo ottobre è scaduta la deadline per firmare la qualifying offer, data cruciale nelle contrattazioni perchè avrebbe tolto “leverage” a Paul e al suo assistito, indirizzando di fatto le negoziazioni verso una firma a lungo termine coi Cavs.

Stanotte quell’accordo è arrivato: cinque anni a 82 milioni, che curiosamente collocano Tristan Thompson nella stessa fascia economica di Draymond Green. Non un caso perchè a inizio estate molte chiacchere hanno legato a doppio filo gli entourage dei due specialisti, che secondo alcuni avrebbero giocato d’attesa per “studiare” il contratto dell’altro, al fine d’impugnarlo a proprio favore durante le trattative di rinnovo. Con la firma di Thompson intanto i Cleveland Cavaliers raggiungono la cifra record di 115 milioni da sborsare in stipendi per la stagione 2015/2016, il più alto payroll nella storia della NBA: quasi trentuno milioni sopra la tassa di lusso, per la disperazione del sostanzioso portafoglio dell’owner Dan Gilbert.

Gilbert e il GM David Griffin completano un’estate attivissima con le conferme di Kevin Love, Iman Shumpert, James Jones, Matthew Dellavedova; l’arrivo del veterano Richard Jefferson e la novità Sasha Kaun; il ritorno di Mo Williams. Oltre ovviamente alla conferma di Lebron James.

Proprio James, condividendo lo stesso agente di Tristan, è stata una presenza attiva nella free agency di Thompson, sino a portare qualche detrattore a storcere il naso per la sua ingombrante presenza nella trattativa. E probabilmente, secondo molti, sino a condizionare la cifra scritta sul contratto del collega. Lebron ha iniziato il suo lavoro di lobbying sin dalle Eastern Conference Finals dell’anno scorso, suggerendo come Thompson dovesse “restare un Cavalier a vita”; in agosto, a un evento della sua Fondazione a Cedar Point, James ha affermato come Thompson fosse “la priorità numero uno” dopo i rinnovi ufficializzati dai Cavs; infine, durante il camp di ottobre, hanno fatto molto rumore alcune foto su Instagram in cui James rendeva pubblica la mancanza del canadese, amico e compagno di cui Lebron ha imparato a fidarsi sempre più nella stagione del ritorno a casa.

Accontentato King James, i Cavs ora concentrano l’attenzione sull’esordio stagionale del 27 ottobre a Chicago. Thompson, che ha saltato il training camp, torna in un reparto che accanto a Timofey Mozgov ritroverà Kevin Love e Anderson Varejao. Tutti e tre in condizioni fisiche rivedibili: il russo al ritorno dopo l’intervento chirurgico estivo di riparazione al ginocchio, Love dopo l’infortunio alla spalla che l’ha tenuto fuori per quasi tutti i Playoff, Varejao dopo la rottura del tendine d’achille sinistro. Motivo per cui Thompson, che non salta una partita dalla stagione da rookie (striscia aperta di 287 partite di stagione regolare, più venti di playoff, probabilmente destinata a interrompersi), sarà fondamentale. Anche da specialista. Uno specialista da 82 milioni di dollari.

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