Cento di queste stagioni – Chris Andersen

Cento di queste stagioni – Chris Andersen

Nel giorno del suo 38esimo compleanno ripercorriamo insieme la sua migliore stagione in NBA, ovvero quella della conquista del titolo con Miami nel 2013.

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Oggi compie 38 anni un giocatore che non si può definire nient’altro che unico per aspetto fisico e stile di gioco: si parla ovviamente di Chris Andersen, “The Birdman”.

Chris Andersen inizia la sua carriera professionistica come giocatore di basket nel 1999 quando riceve le prime offerte da squadre militanti nel campionato cinese. Dopo essersi distinto nei campionati asiatici e successivamente in D-League, nel 2001 il Birdman viene ingaggiato dai Denver Nuggets, squadra per cui giocherà un totale di 7 stagioni, dando inizio alla sua carriera NBA. Andersen ha giocato nella lega americana per 15 stagioni, se si include la sospensione ricevuta nel 2006 per abuso di sostanze stupefacenti, che lo allontanò dai parquet NBA per ben 2 anni. Ma la stagione che andremo ad analizzare con particolare attenzione sarà quella del 2012/2013 in cui Andersen vinse il titolo NBA con i Miami Heat.

La stagione 2012/2013 di Chris Andersen inizia in un modo diverso rispetto al resto dei giocatori NBA: dopo esser stato tagliato dai Denver Nuggets il 7 Luglio 2012, il Birdman passa 5 mesi tra battute di caccia e palestra, proprio come lui stesso ha raccontato alla stampa americana: “Andavo spesso in palestra per tenere sotto controllo il mio peso, ma, più che altro, andavo a caccia e facevo la classica vita di un ragazzo di campagna.”

Il 21 Gennaio 2013, in seguito alle suppliche di Erik Spoelstra (coach dei Miami Heat), Pat Riley decide di dare una possibilità ad Andersen, proponendogli due contratti da 10 giorni e, solo successivamente, offrendogli di rimanere per il resto della stagione. I fans di Miami dimostrarono il loro affetto per il Birdman che, fin dalle primissime gare, dimostrò a sua volta grinta e (a volte eccessivo) spirito competitivo.

I Miami Heat, campioni NBA in carica, venivano già da un discreto record di 29-13, ma furono trasformati radicalmente dall’arrivo di Chris Andersen. Dopo il suo arrivo, di fatti, Miami ebbe un record di 37-3, compresa la celebre striscia di 27 vittorie di fila. Il Birdman diede equilibrio a una squadra che necessitava un giocatore di forte presenza e fisicità sotto canestro, ma nessuno si aspettava che Andersen avrebbe avuto un tale impatto sugli Heat, così come spiega in un’intervista il suo ex compagno di squadra, Lebron James: “È un giocatore fondamentale per la squadra. Il suo atletismo. La sua grinta. Lui esce dalla panchina e dà tutto ciò che ha. Non importa se gioca 8 minuti o 38, lui dà sempre il massimo.”

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Finita la regular season con il miglior record della lega (66-16), al primo turno dei Playoff Miami si trova davanti i Milwaukee Bucks. La serie si rivela una passeggiata per Lebron e compagni che la chiudono con un secco 4-0. Durante le 4 gare, Andersen mette a referto una media di 8,3 punti a partita.

Al secondo round, Miami si ritrova ad affrontare i Chicago Bulls, la squadra che mise fine alla streak di 27 vittorie durante la stagione regolare. Il Birdman non incide a livello di gioco, ma si fa comunque notare per due mezze zuffe con Joakim Noah e Marco Belinelli. Gli Heat passano 4-1 senza un dispendio di energia troppo elevato.

Alle finali di conference ad Est il Birdman si decide finalmente a spiegare le ali e a prendere il volo. Nel corso delle 7 gare contro gli Indiana Pacers, infatti, Andersen gioca una serie quasi perfetta e mette a referto prestazioni sontuose. Durante la serie tira con l’88% di percentuale dal campo, compresa una gara 1 magistrale da 16 punti con 7/7 al tiro. In gara 5 si spintona con Tyler Hansbrough, ala grande dei Pacers, e viene sospeso per la gara successiva. Miami vincerà la serie in 7 partite.

Durante le finali NBA contro i San Antonio Spurs, Andersen non fa registrare statistiche particolarmente significative, ma ogni volta che esce dalla panchina fa sentire la sua presenza a suon di difesa, grinta e stoppate. Dopo un’immemorabile serie finale, Miami vince per il secondo anno consecutivo e questa volta parte del merito va anche a Chris Andersen, che ha contribuito alla vittoria degli Heat tirando 35/41 durante i Playoff.

Andersen, attualmente, è free agent dopo aver giocato l’ultima stagione per i Memphis Grizzlies, anche se la sua carriera è ormai più vicina alla sua fine che al suo inizio.

Chris Andersen sarà sempre ricordato più per il suo look stravagante che per il suo gioco, ma la sua grinta, passione e competitività non sono di certo passate inosservate.

Tanti auguri Birdman!

 

di Gianluca Brambilla

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