Cento di queste stagioni – Essere Russell Westbrook

Cento di queste stagioni – Essere Russell Westbrook

Nel giorno del suo ventottesimo compleanno, analizziamo la migliore stagione di Russell Westbrook, fuoriclasse di Oklahoma City.

“Cosa significa essere Russell Westbrook?”

A questa domanda si potrebbe rispondere in modi molto diversi, aprendo un dibattito infinito su uno dei giocatori che maggiormente fanno discutere nella NBA. Solista, divisivo, playmaker o guardia, elegante, fuoriclasse, fenomeno, individualista, amato, odiato: Russell Westbrook è un giocatore particolare, e non ci sono mezze misure per definirlo. Bianco o nero, il giudizio che si può avere su di lui è agli antipodi, a seconda che lo si apprezzi o meno.

Westbrook e Durant, per anni a Oklahoma City la coppia è stata decisiva nella buona e nella cattiva sorte per delineare i risultati della squadra. Un rapporto apparentemente molto buono tra le due stelle, che è terminato quando KD ha deciso in estate di raggiungere i Golden State Warriors per dare la caccia a quell’anello finora inseguito senza successo.

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E Westbrook? Al centro di alcuni rumors non concretizzati, ha deciso di rimanere a OKC da unica stella della squadra. Il suo impatto sulla stagione è stato devastante: primo e unico giocatore nella storia a mettere insieme almeno 100 punti, 30 rimbalzi e 30 assist nelle prime tre gare della stagione, inclusa una gara con tripla doppia da 51+13+10: non è fantascienza, ma è la testimonianza della forza di un giocatore da sempre decisivo in tutti i sensi. Playmaker atipico, esplosivo come pochi altri nel suo ruolo, Russell ha dimostrato di non avere patito l’addio dell'(ex?) amico Durant, acquisendo maggiori responsabilità e prendendosi tutte le libertà del caso.

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Del resto, già nella stagione 2014-15, quando KD fu costretto a saltare un buon numero di partite a causa di un infortunio, Westbrook dimostrò di essere un giocatore completo e desideroso di portare la propria squadra ai playoff. Mesi leggendari, in cui il numero 0 è apparso a tratti inarrestabile, prendendosi tutte le responsabilità del caso, spesso forzando alcune scelte nei momenti decisivi ma tenendo Oklahoma in corsa per un posto ai playoff fino all’ultimo. Il nono posto a ovest, con New Orleans capace di occupare l’ultimo slot disponibile per la post season, mise fine a quella incredibile seconda parte di stagione, in cui Westbrook dimostrò tutto il suo enorme potenziale (fonte video Youtube NBA).

I 31.1 punti, 8.3 rimbalzi e 7.6 assist a cui il numero 0 di Oklahoma sta viaggiando in questo avvio di stagione rappresentano numeri da potenziale MVP della Lega, con James Harden che è il principale candidato insieme a Westbrook per contendersi il trofeo. Per entrambi saranno decisivi i risultati di squadra e Russell è chiamato a compiere questo step: portare una squadra di livello medio ai playoff e con un record buono potrebbe regalargli il titolo di MVP. Ma i grandi giocatori si vedono poi nella post season, e Westbrook, in caso di accesso ai playoff, dovrà dimostrare di essere quel leader che ha deciso di provare a diventare rimanendo a OKC in estate.

La domanda rimane comunque aperta e di difficile risoluzione: capire chi è veramente Russell Westbrook è difficile, per il momento accontentiamoci di vederlo dare spettacolo in campo in ogni sua apparizione. Perché nel giorno del suo ventottesimo compleanno, pensiamo che la sua migliore stagione in assoluto possa essere questa, o quelle che verranno.

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