Cento di queste stagioni: Lance Stephenson

Cento di queste stagioni: Lance Stephenson

Compie oggi 26 anni uno dei più discussi giocatori di tutta l’NBA, quel Lance Stephenson capace di collezionare triple-doppie in maglia Pacers, salvo poi decidere di cambiare aria ed iniziare così una netta involuzione tecnica.

Se Bobbito Garcia, storico frequentatore di campetti newyorkesi, ti affibbia il soprannome Born Ready un motivo ci sarà. Se hai stabilito il record di punti segnati per un giocatore di una high school dello stato di New York (2946 punti) un motivo ci sarà. Se ti chiami Lance Stephenson e tutti si aspettano grandi cose da te sin da giovane un motivo c’è sicuramente. Il motivo è lo spropositato talento che ti ritrovi tra le mani. Un talento da sgrezzare e raffinare, sia chiaro, ma un talento che potrebbe portarti a competere ad altissimo livello. Sfortunatamente, il talento non è nulla senza la materia grigia e tu, caro Lance, ne hai poca. Tuttavia, oggi è il giorno del tuo 26esimo compleanno, quindi bando alle ciance e ripercorriamo la tua stagione più fortunata.
Siamo nel 2013. Gli Indiana Pacers stanno vivendo quel delicato momento in cui ogni GM deve ponderare bene ogni scelta per migliorare una squadra arrivata l’anno prima alle Finali di Conference. Larry Bird, presidente dei Pacers, decide per una mini rivoluzione. Così, viene progressivamente dimenticato il leader della squadra Danny Granger (che veniva da una serie pesante di infortuni) e si sceglie di puntare su Paul George, fresco vincitore del Most Improved Player Award. Il nucleo di base del team è e sarà sempre lo stesso, i comprimari però devono ancora essere definiti. Si arriva ai nastri di partenza della stagione con un quintetto di tutto rispetto: George Hill, Lance Stephenson, Paul George, David West e Roy Hibbert.
La partenza è la migliore nella storia della franchigia: 11-1, l’unica sconfitta matura allo United Center di Chicago. Già l’11 novembre, Lance, ha mostrato il perché del posto in quintetto base: tripla doppia con 13 punti, 11 rimbalzi e 12 assist contro Memphis. Tale prestazione verrà bissata 11 giorni dopo sul palcoscenico più famoso del Massachusetts, il TD Garden.
Agli inizi di dicembre la squadra inizia ad avere qualche difficoltà in trasferta, mentre tra le mura della Bankers Life Fieldhouse il percorso è netto. Arriva la terza tripla-doppia per Born ready, di nuovo contro i Celtics (vittoria di quasi 30 punti), questa volta a Indianapolis: 12 punti, 10 rimbalzi e 10 assist.

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La squadra gira a meraviglia, se George è il leader offensivo della squadra, Stephenson è il tuttofare, colui che difende il miglior giocatore avversario e ha il compito di dare frizzantezza ad un attacco deficitario alla voce fantasia.
Intanto, i Pacers continuano a macinare vittorie e arrivano alla pausa dell’All Star Game da primi nella Eastern Conference. Alla partita delle stelle partecipano Paul George (starter) e Roy Hibbert (riserva), mentre Frank Vogel guida l’Est dalla panchina. Larry Bird, nel frattempo, ha imbastito una trade utile a liberarsi senza troppe remore dell’ex-uomo franchigia Danny Granger. Lo scambio viene ufficializzato il 20 febbraio, Evan Turner e Lavoy Allen finiscono a Indiana, Granger a Philadelphia.
A marzo la squadra vive non poche difficoltà, vincendo 8 partite e perdendone 10. Born Ready continua a raccogliere apprezzamenti da parte di molti addetti ai lavori per il suo stile scanzonato di giocare a basket. Cerca spesso il passaggio spettacolare, arriva al ferro con regolarità, cattura rimbalzi a grappoli come fosse un lungo, ma il carattere è quello del ragazzo che viene dal ghetto; per essere politically correct: un tipo effervescente. Lance mette a referto altre 2 triple-doppie prima di terminare la stagione con delle statistiche ottime: 13.8 punti di media con il 49.1% dal campo e il 35.2 dalla lunga distanza. Oltre a ciò occorre aggiungere 7.2 rimbalzi e 4.6 assist a sera. Decisamente niente male per una 40esima scelta al draft.
Stephenson si dimostra il miglior rimbalzista della Lega tra le guardie, inoltre, con 5 triple-doppie messe a segno durante la stagione, è il leader in questa speciale classifica davanti ai vari LeBron James e Kevin Durant.
Purtroppo per i Pacers, l’annata speciale di Stephenson basta per arrivare primi nella Eastern Conference, ma non per imporsi ai Playoffs. La corsa di Indiana si ferma ancora una volta ad un passo dalle Finals, più precisamente in gara-6 delle Finali di Conference contro i Miami Heat più forti di sempre. Lance, durante la serie, si fa notare per una marcatura un po’ troppo sopra le righe ai danni del n°6 di Miami e per questo viene duramente criticato da stampa e dirigenza Pacers.
Stephenson non riuscirà mai a replicare una stagione come quella del 2013/14, ma resterà sempre uno dei tanti incompiuti della storia NBA. Il tempo per rifarsi c’è, ma bisogna mettersi d’impegno. In ogni caso, buon compleanno Born Ready.

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