Cento di queste stagioni – Toni Kukoc

Cento di queste stagioni – Toni Kukoc

Toni Kukoc e i Chicago Bulls, un rapporto iniziato tra mille dubbi e finito con un amore reciproco.

L’airone di Spalato, Pink Panther, The Croation Sensation, questi sono alcuni dei soprannomi di uno dei giocatori europei più forti e sottovaluti mai sbarcati oltreoceano, Toni Kukoc.

Dopo aver avuto una gloriosa carriera in Europa tra Spalato e Treviso, vincendo tutto quello che si poteva vincere, Toni Kukoc viene scelto in NBA, a Chicago per la precisione.

Sebbene i Chicago Bulls lo scelgono nel Draft del 1990, Kukoc continua a giocare in Europa per altri 3 anni, dove gioca un livello di pallacanestro eccezionale. 3 volte MVP in Eurolega tra il 1989 e il 1993, giocatore in grado di spostare gli equilibri sia con Spalato, che con la Benetton Treviso, Kukoc decide di sbarcare in NBA nel 1993, cedendo alle pressioni del General Manager dei Chicago Bulls Jerry Krause, il quale lo vuole fortemente nel suo roster. Ma qualcuno non è d’accordo, e quel qualcuno sono Michael Jordan e Scottie Pippen. I due leader dei Chicago Bulls, campioni NBA, non apprezzano la scelta del GM di affiancare un europeo nella loro squadra già collaudata e vincente, per di più affidandogli responsabilità importanti. La loro non è una vera e propria alleanza verso Toni Kukoc, ma verso il GM reo di voler modificare una macchina perfetta. Il “battesimo” di benvenuto per il croato avviene prima del suo sbarco in NBA, per la precisione a Barcelona 1992. In quelle Olimpiadi, il Dream Team guidato da MJ, annienta ogni squadra senza pietà, ma quando di fronte a loro ci sono i croati, Pippen e Jordan vedono rosso. Entrambi vogliono marcare il “novellino”, rendendogli la vita un inferno.

 

Ci riuscirono alla grande. Ma Toni è duro da abbattere, il battesimo NBA è avvenuto prima di scenderci in campo. La stagione successiva con i Chicago Bulls non è semplicissima per lui, al debutto da Rookie. Il 13 maggio del 1994 contro i New York Knicks sul 103 pari a meno di due secondi dal termine, Phil Jackson decide di far tirare il tiro della vittoria a Toni Kukoc, in assenza di Michael Jordan ritiratosi poco prima. Pippen non la prende bene, si rifiuta di entrare in campo. Per la cronaca, Kukoc segnerà quel tiro. I Bulls non riusciranno nell’impresa di vincere il quarto titolo consecutivo. Gli anni successivi saranno utili per Kukoc e compagni, i quali metteranno da parte i malumori. Finalmente Michael Jordan decide di ritornare a giocare. La stagione 1995-96 parte con i migliori auspici. Jordan e Pippen sono le stelle del quintetto titolare e Toni Kukoc sesto uomo di lusso della squadra. Di lusso, perché le sue statistiche sono da all-star. Phil Jackson proprio per questo lo ritiene un cardine principale della sua squadra, in grado di essere un riferimento in campo in assenza di MJ o Pippen. Questa stagione è strepitosa per i Bulls e per Toni Kukoc.

La stagione di quei Chicago Bulls (e di Toni Kukoc) sarà una stagione che resterà negli annali del basket professionistico americano. 72 vittorie, 10 sconfitte, record storico (che verrà poi battuto dai Golden State Warriors) e la nomina di una delle squadre più forti di tutti i tempi. Nei Playoffs, 3-0 contro i Miami Heat, 4-1 contro i New York Knicks, 4-0 contro gli Orlando Magic e in Finale 4-2 contro i Seattle Supersonics di Gary Payton e Shawn Kemp.

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Come abbiamo già detto in precedenza, Toni Kukoc è il punto di riferimento dalla panchina, troppo importante il suo ruolo a partita in corso, impossibile farlo partire titolare e modificare la giusta alchimia della squadra. Toni accetta il ruolo e gioca una stagione super. 13 punti di media, terzo della squadra dietro Michael Jordan e Scottie Pippen, 4 rimbalzi e 3,5 assist in stagione regolare, cifre confermate nei Playoffs.

Phil Jackson ha esaltato spesso il ruolo del croato di Spalato, elemento fondamentale in una squadra che ha sfiorato la perfezione. Kukoc ha smentito chi non lo voleva, Jordan e Pippen in primis, passando da “nemico” a grande compagno di squadra di cui ci si poteva fidare nei momenti delicati. Kukoc ha anticipato quello che è il basket moderno, futuristico, con un giocatore di 211 cm in grado di saper palleggiare, attaccare il canestro e tirare da 3 punti come una guardia, difendendo sempre alla grande.

945 partite in NBA e 3 titoli con i Chicago Bulls, oltre al già citato premio di sesto uomo dell’anno, sono la giusta consacrazione ad uno dei giocatori europei più competitivi e rivoluzionari visti in un parquet NBA.

Auguri Toni!

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