Chris Bosh: “Farò di tutto per tornare in campo”

Chris Bosh: “Farò di tutto per tornare in campo”

La stella statunitense non vuole minimamente pensare al ritiro.

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Chris Bosh è stato da poco scaricato da Pat Riley dopo che non ha passato le visite mediche. Il suo problema ematico rimane grave e gli Heat non possono rischiare, come non dovrebbe rischiare la sua stessa vita il campione ex Raptors. Tuttavia con un video su Uninterrupted ha voluto comunicare che non si arrende e lotterà per tornare a giocare su un campo NBA.

“Sono solo confuso come nessun altro. Ho giocato a basket per tutta la mia vita, ma sento che posso ancora dare tanto”, ha detto CB1, nel cui contratto mancano ancora 3 anni e 76 milioni ma non peserà più sul salary cap di Miami se non giocherà da qui fino a febbraio. “Non sto per nulla pensando ai soldi, ma solo a dov’è il mio cuore. Amo la NBA e amo giocare a basket ogni giorno per tutta la mia vita”. L’ala degli Heat – forse le due parti troveranno un accordo per un buyout – ha detto poi  che farà qualsiasi cosa possibile per tornare e “se la gente non lo capirà, non sa cosa vuole dire essere un vincente. La stessa gente che ti dice che i sogni sono impossibili: i sogni o si seguono per farli avverare oppure no. Io ho scelto di seguire i miei sogni”.

Bosh e Jones ai tempi di Miami || bleacherreport.net

James Jones, campione di Bosh agli Heat nell’era dei Big Three, incoraggia il suo amico ed ex compagno: “Chris giocherà ancora”, ha detto a Lang Greene di Basketball Insiders. “Ho sempre detto che c’è qualcosa [di speciale] di quel gruppo a Miami. Ogni singolo giocatore là ha un incredibile desiderio di vincere ed avere successo. Abbiamo fatto cose speciali là perché quei ragazzi [Wade e Bosh] lo desideravano più di tutti. […] Troverà un modo per tornare in campo. Non c’è alcun dubbio che non debba giocare finché non avrà sistemato i suoi problemi, ma sono sicuro che se segue i medici e sarà paziente, lo rivedremo presto. Tutti noi non vediamo l’ora del suo ritorno, perché è un fratello. Non solo perché è in NBA, ma anche perché giocare in una squadra come quella equivaleva a vivere con la tua famiglia: alla fine vuoi sempre vedere che i sogni dei tuoi fratelli vengano avverati”.

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