Cinque motivi per cui Allen Iverson dovrebbe entrare nella Hall of Fame

Cinque motivi per cui Allen Iverson dovrebbe entrare nella Hall of Fame

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Allen Iverson, ex stella dei Sixers, è stato un giocatore di fama mondiale che attirava l’attenzione sia dentro che fuori dal campo. Cresciuto nei playground di Philadelphia, nel 1996 ha esordito in NBA con i Sixers. Il suo punto di forza era l’incredibile velocità, per questo motivo si spendeva tanto anche in difesa. Una delle sue caratteristiche, nel corso della carriera sono state l’elevato numero di palle rubate che davano vita a veloci contropiedi che disorientavano le difese avversarie. Altra caratteristica  era il crossover con tiro in sospensione. Nonostante una corporatura non molto robusta, 1.80 cm per 75 Kg, grazie alle sue doti atletiche è riuscito a competere vincendo contro prestigiosi giocatori del calibro di Shaquille O’Neal.

È stato grazie a “The Answer” che i Sixers hanno riconquistato dopo tanti anni la finale NBA, perdendo contro i Lakers nel 2001. Rendendo comunque  i tifosi entusiasti per il traguardo raggiunto.  Allen  ha subito molti infortuni durante la carriera, ma, senza dubbio, è stato uno dei giocatori che ha fatto sognare di più con le sue prodezze i tantissimi tifosi  del mondo della palla a spicchi.

Cinque motivi per il quale “The Answer” dovrebbe essere inserito nella Hall of Fame:

1. Iverson, un grande lottatore: Allen Iverson era un giocatore che non si è dato mai per vinto  in nessun momento, anche se la sua squadra era sotto di 20 punti. Sono innumerevoli le partite in cui si è notato questo comportamento, Iverson lottava fino all’ultimo secondo. La tenacia che Iverson ha dimostrato in ogni partita della sua carriera non è da tutti. Era efficiente contro qualunque tipo di avversario preparandosi con particolare attenzione ogni partita. Nonostante i numerosi infortuni, ha sempre giocato tutte le partite come fossero importanti finali. Di riferimento per tutti i suoi compagni di squadra che si esaltavano vedendo in lui una vera guida. In poche parole, un atleta che  ha percorso tutta la carriera basandola su un vero impegno e sul duro lavoro.

2. Mago del “Crossover”: Attualmente vi sono molti giocatori come Curry e Irving  che hanno uno stile simile a quello di Iverson, ma nessuno  ha ancora raggiunto il livello della leggenda di Philadelphia, soprattutto nel crossover. Allen era, è e sarà il re del crossover, come  il giocatore che ha creato più problemi alle caviglie degli avversari. Creava grande entusiasmo nel pubblico fin dall’inizio della partita con le sue evoluzioni immediatamente. Si ricordano tutte le partite in cui Iverson ha umiliato i suoi rivali, e in particolare quando in gara 1 della finale contro i Lakers, Iverson, dopo un canestro a seguito di un magistrale crossover,  è passato sopra a Lue finito a terra.

3. Il giocatore che ha segnato una modalità di gioco, esclusiva perché solitaria: “The Answer” ha raggiunto la straordinaria impresa di portare i Philadelphia 76ers alle finali, nel 2001. Iverson ha fatto sperare tutti i tifosi e giocatori con la vittoria di gara 1, contro i Lakers, segnando 48 punti e fornendo 6 assist. Lui e i suoi riuscirono a sconfiggere una delle migliori squadre della storia della NBA, guidata dalla coppia Kobe Bryant e Shaquille O’Neal. Nello stesso anno i Sixers registrarono 56 vittorie e solo 26 sconfitte in regular season.

4. L’uomo che ha risollevato una storica squadra: Neanche Michael Jordan è riuscito a resuscitare una società così come ha fatto Iverson con i Sixers. Durante la terza stagione da professionista, Allen ha iniziato un progressivo miglioramento, insieme a tutta la squadra, stagione dopo stagione. Durante i Playoff del 1999/00, “The Answer” ha viaggiato con  una media 26,2 punti, 4.8 assist e 4 rimbalzi a partita. È  il giocatore con il maggior numero di palle rubate nei Playoff (10 contro i Magic) e detiene il record per aver realizzato il maggior numero di punti durante la sua prima apparizione in una finale (48 contro i Lakers).

5. Un re senza corona: Nonostante gli ostacoli che ha dovuto attraversare per arrivare in finale, Iverson è uno di quei giocatori, come Stockton, che pur essendo tra i migliori  non sono mai riusciti a vincere un titolo NBA. Per Allen è stata dura da accettare, perché durante l’anno delle finali (2001) aveva battuto squadre come i Bucks e i Raptors dopo un duello infinito. Senza dubbio la stragrande maggioranza dei tifosi NBA si è dispiaciuta per non aver  visto Iverson sollevare almeno una volta il trofeo NBA Larry O’Brien.

L’ex numero 3 dei Sixers ha concluso l’attività agonistica con  una media di oltre 26,7 punti; 6.2 assist; 3,7 rimbalzi a partita. Appassionato di musica, ha tentato di lanciarsi in quel mondo.

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