Da senzatetto all’NBA: la storia di Taurean Prince, rookie degli Hawks

La toccante storia del giovane ex Baylor, scelto dai Jazz (e poi girato agli Atlanta Hawks) al primo giro dello scorso Draft.

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Riprendendo un pezzo apparso su NBA.com, vi proponiamo la toccante storia di Taurean Prince, rookie scelto dagli Hawks con la chiamata #12 all’ultimo draft, dopo essere uscito da Baylor University.

A dodici anni si dovrebbe essere spensierati, felici e vogliosi di divertirsi. Taurean Prince non può però dir lo stesso di sé a quell’età: dopo che i genitori divorziarono, il ragazzo scelse di non rimanere a casa con la madre a San Antonio ma di aiutare il padre che stava cercando di ricostruirsi una vita sempre in Texas, a San Angelo. I due si ritrovarono così a vivere nelle strade della città, senza un posto dove dormire o un pasto per poterli saziare: è in questo frangente, alla High School, che Prince deciderà di voler giocare a basket per aiutare la sua famiglia.

Durante il draft del 2016, gli Utah Jazz lo hanno selezionato come dodicesima scelta assoluta, salvo poi scambiarlo agli Atlanta Hawks in una trade a tre che ha visto coinvolti anche gli Indiana Pacers. Prince può essere il sostituto naturale di Al Horford: molto attento in fase difensiva ma anche bravo a costruirsi i suoi tiri nell’altra metà campo. Non solo, nell’ultimo anno di NCAA (alla Baylor University) è stato uno dei cinque giocatori a concludere con 20+ punti, 7.5+ rimbalzi e 3+ assist in 40 minuti, tirando dal perimetro con un dignitoso 36.1% dal perimetro.

Al sito Hawks.com ha dichiarato: “Farò qualsiasi cosa il coach mi chiederà di fare: se mi vorrà impiegare come rimbalzista lo farò, se dovrò prendere tiri lo farò. Qualunque cosa”. E c’è da credergli dopo la vita più che travagliata che ha avuto. Anche nell’High School (la Earl Warren di San Antonio) il ragazzo non ha mai avuto particolari fortune: a causa dell’insufficienza in spagnolo ha dovuto saltare il suo anno da freshman e da sophmore è stato relegato alla Junior Varsity, una sorta di squadra “B” dove l’allenatore può valutare i suoi ragazzi. Da senior è riuscito a caricarsi la squadra sulle spalle, diventando un incredibile giocatore two-way. Alla Baylor University, grazie alla sua etica del lavoro, è diventato in fretta un giocatore importante e nel suo ultimo anno è entrato a far parte dell’All Big 12 Superstar.

 

Idolo lo è diventato già dopo l’uscita di scena della sua Baylor per mano di Yale nell’ultimo Torneo NCAA. Alla domanda “Come ha fatto Yale a dominare i rimbalzi contro di voi?” il buon Prince ha risposto con una spiegazione dettagliata di cos’è un rimbalzo: “Tu vai su e catturi la palla appena esce dal ferro, e quindi la catturi con due mani, infine torni giù con lei: quello è considerato un rimbalzo. Insomma, loro ne hanno catturati di più, questo è ciò che hanno fatto”.

 

 

di Gianmarco Galli Angeli

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