Dal dominio sui parquet alla vita da senzatetto: la tragica storia di Schuye LaRue

Dal dominio sui parquet alla vita da senzatetto: la tragica storia di Schuye LaRue

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È una storia molto particolare quella di Schuye La Rue, era una delle atlete più promettenti del basket americano. Si tratta di una ragazza che era sulla bocca di tutti per il suo talento, i giornali della regione parlavano di lei come una futura campionessa, era stata nominata dall’USA Today miglior giocatrice del quartiere. Tutti erano convinti che prima o poi sarebbe diventata una leggenda. Era molto alta, 1.88 cm, e ricopriva il ruolo di ala alta. Aveva cominciato a giocare a pallacanestro con gli uomini nei campetti di quartiere nei pressi della sua abitazione. È stata nominata Rookie dell’anno per la ACC mentre frequentava ancora l’Università della Virginia. Di conseguenza è stata selezionata per la prima squadra ACC dove stabilì un nuovo record nei rimbalzi, tuttora imbattuto. Nel Virginia era la migliore in termini di punti, rimbalzi, stoppate e nella percentuale al tiro alla sua prima stagione. Il Naismith Trophy si è permesso di dichiararla miglior giocatrice dell’anno all’inizio della stagione. Dopo una brutta sconfitta, non aveva neanche vent’anni, Schuye prese la decisione di andar via rinunciando al diploma. Scelse di continuare la sua carriera in Italia. Una scelta improvvisa che nessuno è riuscito a comprendere. Dopo tanti anni la madre, in un’intervista al Washington Post, ha spiegato che le era stata diagnosticata la schizofrenia nel 2002. Nonostante il problema, in qualche modo riuscirono a farla tornare in America. Dopo pochi mesi dal suo ritorno una tragica notizia scosse la famiglia, il fratello di Schuye era stato freddato con un colpo di pistola. I due erano molto legati. Questa vicenda ha segnato profondamente LaRue, infatti la sua salute mentale ne ha risentito molto. “Fu in quel momento che le cose peggiorarono davvero” – afferma la madre Barbra durante l’intervista – “Erano molto uniti e la crisi si intensificò. Aveva continue allucinazioni auditive e visive. Parlava con persone che non c’erano, e sembrava stesse parlando con te, ma in realtà non era così”. Ciononostante il suo agente, Boris Lelchitski, è riuscito a trovarle un posto nella squadra dei Los Angeles Sparks. Le nuove compagne hanno notato subito il stato d’animo sempre triste, spaventata e spenta, ma il suo potenziale era visibile ad occhio nudo. Un giorno, in seguito ad un momento di “follia”, si era rasata la testa a metà. Per questo motivo è stata cacciata dal club ed è tornata nel suo quartiere di origine.
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Adesso LaRue vive come un senzatetto a Washington, rifiuta il supporto da parte delle vecchie compagne di squadra. Tuttavia, molte di loro si recano a trovarla e spesso riescono a parlarci anche di basket. Il direttore dell’organizzazione “Food for Fuel”, Greg Raleigh, si occupa di coinvolgere gli atleti per insegnare ai giovani una dieta corretta, si è assunto l’impegno di prendersi cura di Schuye. “Dovrebbe cimentarsi nell’insegnamento”, dice Raleigh. Anche l’associazione “Pathways to Housing” è entrata in contatto con l’ex star con l’obiettivo di trovarle una sistemazione. La sua storia è arrivata grazie alla campionessa Chamique Holdscraw, ex cestista dei Washington Mystics nella WNBA, e  che nel 2012 incontrò LaRue per caso per strada. Ha condiviso su Facebook l’episodio e così si è giunti alla madre e alla ricostruzione delle vicende. Una storia commovente che ancora non ha un finale scritto. Una situazione molto difficile, che fa riflettere soprattutto su quanto sia difficile gestire il successo. Se ne potrebbero fare tanti di esempi del genere. La cosa più importante è che Schuye LaRue abbia trovato qualcuno che si occupi di lei.  

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