DeMar DeRozan: il leader della rivoluzione canadese

DeMar DeRozan: il leader della rivoluzione canadese

Tutti si aspettavano Cavs o Celtics, ma ad Est comandano i Toronto Raptors. Merito di un leader di nome DeMar DeRozan.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

47 vittorie, 17 sconfitte e leader della Eastern Conference. Cleveland Cavaliers? No. Boston Celtics? Nemmeno. Questo è il record della migliore squadra della Eastern Conference e questo record appartiene ai Toronto Raptors.

Alzi la mano chi se lo aspettava. Pochi, pochissimi, forse nessuno. Sia ben chiaro nessuno sta dicendo che vinceranno sicuramente i Playoffs ad Est e andranno in Finale, ma sono senza dubbio la maggiore sorpresa di questa stagione.

Tanto merito di questo va a un DeMar DeRozan impressionante. Non stiamo parlando di cifre, perché se ci limitassimo a questo sono addirittura inferiori allo scorso anno, ma a livello di leadership. La consapevolezza nei propri mezzi e l’abilità di gestire i momenti chiave della partita sono come mai prima lo sono state nella sua carriera, per questo moltissimi definiscono questa come la migliore stagione in carriera del numero 10 in maglia Raptors.

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DeRozan è stato anche il primo ad esporsi nei confronti dei Media, riguardo il problema della depressione tra i giocatori professionisti nella lega. Di questo è stato già parlato e preferiamo non soffermarci, ma sicuramente ha guadagnato molti punti a livello umano ed ha aumentato una stima già alta nei suoi confronti.

DeMar è tra i migliori giocatori della lega in penetrazione, da sempre grandissimo schiacciatore, quasi impossibile da fermare quando mira a canestro. Questo conferma come l’NBA sia una lega, improvvisamente passata dal vivere / sopravvivere di tiro da 3 punti, a giocatori in grado di dominarla senza averlo. DeMar DeRozan, Ben Simmons e Giannis Antetokounmpo sono giocatori che stanno facendo la differenza senza avere un tiro dall’arco temibile. Se Simmons e Antetokounmpo evitano proprio il tiro da fuori, DeRozan non lo disprezza ma tira in media tra 1 e 3 volte a partita. Differenza abissale con tiratori del calibro di Stephen Curry, James Harden e via dicendo.

I Toronto Raptors sembravano una squadra in caduta libera dopo la sconfitta ai Playoffs della scorsa stagione ad opera dei Cleveland Cavaliers, una squadra in cui il momento migliore era probabilmente appena passato.

Masai Ujiri, GM della squadra, ha stupito e ha deciso di non rivoluzionare la squadra. Confermato Coach Casey e rinnovi pluriennali alle stelle delle squadra Kyle Lowry e DeMar DeRozan. Si è deciso di confermare anche la fiducia in Jonas Valanciunas, nonostante non abbia mai dato la sensazione di esplodere definitivamente. Forse il lituano è l’unico problema di questa stagione, in cui non ha mai dato l’impressione di giocare positivamente con costanza.

I Toronto Raptors hanno un’identità di gioco ben precisa. L’abilità e la capacità di entrare in area di DeMar DeRozan è sfruttata a pieno e al suo fianco sono stati piazzati tiratori in grado di punire dalla linea dei 3 punti. Kyle Lowry viaggia a quasi 40% di media da 3 punti e non è una novità. Il Playmaker dei Raptors è uno dei migliori tiratori dell’intera lega ed è una “garanzia”, ma da questo gioco ne hanno tratto vantaggio anche giocatori non abituati ad essere menzionati. Pensiamo a CJ Miles, da sempre gran tiratore, al giovane rookie inglese OG Anunoby e all’altro Rookie Fred VanVleet.

Nell’ultima partita giocata dai Raptors in quel di Detroit, abbiamo assistito ad una prestazione eccezionale di DeMar DeRozan. 42 punti e giocatore “Clutch” per eccellenza.

Clutch performance in sports is the phenomenon of athletes under pressure, usually in the last minutes of a game, to summon strength, concentration and whatever else necessary to succeed, to perform well, and perhaps change the outcome of the game.”

Questa è la definizione di Clutch. Tradotto in parole povere? Decisivo quando conta, nei minuti finali decisivi della gara.

Il Net Point (media del rating offensivo e difensivo nei 5 minuti finali di gioco) della stella dei Raptors recita +68. Quando la palla scotta, non ha paura di prendersi responsabilità e nella maggior parte dei casi è decisivo. L’essere così decisivo e importante nei momenti clou dell’incontro, porta anche ad un’eccessiva concentrazione della difesa su di lui. Ed ecco che succede come quanto avvenuto a Detroit la scorsa notte. DeRozan ha segnato tutti gli ultimi tiri presi. Sul possesso decisivo la difesa è “collassata” su di lui, lasciando un facile tiro dall’angolo a  VanVleet, tiratore da quasi 40%.

28 anni, all’ottavo anno in NBA, tutti in maglia Raptors, DeMar DeRozan sta vivendo la sua migliore stagione in carriera. Le cifre sono leggermente inferiori allo scorso anno (24 punti contro i 27 di media dello scorso anno) ma ha acquisito una leadership e una consapevolezza nei propri mezzi che lo porta a candidarsi di diritto tra i candidati MVP della lega. Probabilmente il premio finirà a uno tra Harden e James ma è inevitabile citare il numero 0 dei Raptors, in grado di portare Toronto in vetta contro ogni aspettativa.

La prova decisiva saranno quei tanto attesi e preoccupanti Playoffs, in cui per sconfiggere i Cavs di LeBron James o i Celtics di Kyrie Irving, servirà dare oltre il 100% a disposizione.

Che tra i due litiganti statunitensi, a godere sia il Nord del Canada?

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