Devin Booker – The next Stephen Curry?

Devin Booker – The next Stephen Curry?

Scopriamo chi è Devin Booker, guardia dei Phoenix Suns e uno dei migliori prospetti di questa NBA.

Devin Armani Booker nasce il 30 ottobre 1996 a Grand Rapids, Michigan. Booker è un nome conosciuto agli appassionati del basket italiano e non è una coincidenza. Melvin Booker è il padre di Devin, ex playmaker visto a Milano e soprattutto a Pesaro.

 

Be Legendary” musica e parole di Kobe Bryant, non uno chiunque, rivolte al figlio di Melvin. Questa non è frase sporadica nell’ambiente, poiché c’è tantissima fiducia su questo giovane e altrettanta convinzione che si abbia a che fare con un futuro (sicuri futuro?) All-Star. Fiducia che è stata anche proclamata da LeBron James:

Se vi dovessi dire un nome che per me esploderà, che sarà un futuro all-star, veramente bravo, nessun dubbio – Devin Booker dei Phoenix Suns. “

Chi è Devin Booker e soprattutto perché tutti ne parlano cosi bene?

Booker proviene da un grande college, uno dei migliori in assoluto, Kentucky. John Calipari, suo allenatore a Kentucky ne parla solo che bene. Appena arrivato a Kentucky, il programma era quello di farlo rimanere nell’Università per 3 anni, in modo tale da formare un giocatore pronto per l’NBA. Dopo un paio di allenamenti, Coach Calipari chiama il padre di Booker e afferma sicuro di se che il ragazzo a fine anno sarà un giocatore già pronto per spiccare il volo tra i professionisti. Non sbaglia affatto, giocando una grande stagione, tra i migliori freshman in assoluto della NCAA con la doppia cifra di media e percentuali al tiro superiori al 50% dal campo. Lo scorso anno viene selezionato all’ottava scelta dai Phoenix Suns, tra i giocatori più giovani della lega in assoluto. 

La prima stagione è più che positiva, dimostrando di essere un grande attaccante e di non aver paura nel prendersi responsabilità. La svolta avviene a dicembre, quando Bledsoe esce dalla rotazione per infortunio e Booker è promosso in quintetto. Da qui in poi, Devin partirà per la maggior parte delle partite in quintetto. A Gennaio contro i Pacers, diventa il terzo giocatore più giovane della storia della NBA, dopo Kobe Bryant e LeBron James, a segnare 30 punti in una partita di Regular Season. Da questo momento in poi, esplode tutto il talento del giovane figlio di Melvin, proveniente da Kentucky. Finirà la stagione con numerose partite sopra i 30 punti (diventando con LeBron, il più giovane a segnare 30 punti in due partite consecutive), oltrepassando i 1000 punti in stagione. Il minutaggio è importante e registra quasi 14 punti di media nella sua stagione di debutto, niente male. Piccola curiosità; sia papà Melvin che Devin, hanno avuto l’onore di giocare contro Kobe Bryant e Kevin Garnett nella NBA.

Ma in cosa si può considerare Devin Booker un all-star prossimo o quasi? Il suo punto di forza è certamente il tiro da 3 punti, costruito negli ultimi anni, con un rilascio che ricorda i migliori della specialità. Booker è cresciuto molto anche nell’attacco in palleggio e nell’arresto tiro, dimostrando di non avere nessuna paura di prendersi responsabilità anche nei momenti delicati della partita.

I Phoenix Suns sono l’ambiente giusto per un giovane di così tanto talento, con un minutaggio consistente e poca pressione. Questa stagione i Suns sono in pieno rebuldying e puntare sui giovani è una soluzione quasi obbligata. In questo contesto Booker può esprimere tutto il suo potenziale, senza paura di prendersi tiri e responsabilità.

In cosa deve migliorare Booker? In fase difensiva per prima cosa, sia fisicamente che tecnicamente. Il tempo come già detto è dalla sua parte, avendo appena compiuto 20 anni, ma sicuramente questo è uno degli aspetti in cui deve lavorare. Altro fattore su cui deve lavorare è il rendimento, a volte non costante, fattore assolutamente normale per un giovane classe 1996. L’arsenale offensivo è già da ottimo giocatore, con un tiro da fuori letale, allenato duramente in questi anni. La mentalità è quella giusta, quella da giocatore che impara dai migliori e che ha la capacità di “uccidere” la partita nei momenti clou, come già detto in precedenza da un certo Kobe Bryant.

Gli addetti ai lavori azzardano il paragone con Stephen Curry, vedendo in Booker molte similitudini con il primo Steph visto alla Oracle Arena, non dimenticando la situazione dei Golden State Warriors nei primi anni di Curry nella lega.

Per questo molti GM scommettono che Booker possa essere in grado di replicare quanto fatto vedere dal 30 in maglia gialla.

Esagerato? Il tempo lo dirà, ma loro ci scommettono e anche noi ci sentiamo di farlo.

The future is now. 

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