Frasi ed opinioni illustri su Kobe Bryant

Frasi ed opinioni illustri su Kobe Bryant

Come per ogni grande personalità, si sprecano giudizi ed affermazioni “piccanti”.

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Kobe Bryant è stato un grande campione, una leggenda del basket e dello sport in generale ed è stato in grado di segnare indelebilmente 20 anni di NBA. Kobe è stato anche uno dei talenti più discussi di tutti i tempi. Su di lui si è detto tutto, sia nel bene che nel male. Oggi nel giorno del suo ritiro, abbiamo raccolto alcune delle dichiarazioni più significative sul fuoriclasse di Philadelphia.

1998: “Sarà come mio fratello più piccolo, magari lo tratterò duramente, ma per il suo bene.” [Shaquille O’Neal]

Gennaio 2004: “Al momento non è un giocatore che rende i compagni migliori.” [Shaquille O’Neal]

Luglio 2004: “Con Kobe in squadra, non passo in città un minuto di più.” [Shaquille O’Neal]

“Michael Jordan nel suo giorno peggiore è 10 volte meglio di Kobe Bryant nel suo giorno migliore” [Reggie Miller]

“È la cosa più simile a Michael Jordan che si sia vista. Passerà probabilmente alla storia come la seconda miglior guardia di tutti i tempi. Era inarrestabile. La sua voglia di vincere era incredibile, e l’ha tenuto in palestra come nessun’altro. Si è dedicato completamente al basket, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.” [Magic Johnson]

“Puoi mettere la sbarra a sette piedi e mezzo e dire che nessuno è mai riuscito a saltarla. Lui ti dirà ‘io posso farcela’ ed andrà a provarci.” [Phil Jackson]

“Per 13 anni mi hai spinto a fare meglio perché, semplicemente, sei un grande. Grazie Kobe per aver posto sempre obiettivi più alti. Il messaggio che mi hai mandato dopo che ti ho rotto il naso in un ASG (del 2012) mi ha fatto capire che tipo di competitore sei e che ero nei guai la volta dopo che ci saremmo incontrati, e sarebbe stata solo 5 giorni più tardi.” [Dwyane Wade]

“Il giovane Kobe era un ragazzo ossessionato dalla voglia di voler diventare il miglior giocatore di sempre. Il suo obiettivo era vincere dieci anelli.” [Rick Fox]

“Dovevi essere perennemente concentrato sulla sua marcatura. Se mollavi anche solo un decimo di secondo, se non facevi esattamente quello che dovevi fare, se commettevi anche solo un minimo errore, lui ti avrebbe segnato in faccia senza pietà. Bisognava stare sempre sul pezzo e non mollare mai il colpo, non reagire quando segnava canestri impossibili: era una sfida mentale sotto ogni punto di vista. Se ti abbattevi nel morale eri assolutamente finito, perché lui se ne accorgeva e te lo faceva notare con un po’ di trash talk, che era un altro aspetto dell’esperienza di marcarlo. Se tu gli parlavi allora rispondeva, ma non era quasi mai lui a iniziare. Se lo faceva era per cercare un vantaggio psicologico, per trovare una motivazione aggiuntiva. Anche lo scouting report, con lui, non è che servisse a molto” [Doug Christie]

“E’ una cosa triste. Prima o poi arriva il momento in cui devi smettere… e questo è improvvisamente diventato l’ultimo anno di Kobe. E’ triste. Ha avuto una carriera clamorosa e ha fatto molto, anche per me e la mia carriera. Avevo un suo poster in camera mia quando ero piccolo. Volevo solo essere come lui. Ho sempre detto che la mia ispirazione era Jordan, ma è anche vero che ho sempre pensato fosse troppo per me. Kobe è il tipo di giocatore che volevo essere. Volevo giocare come lui. Volevo essere meglio di lui… uno che era sempre pronto a migliorarsi, sempre pronto ad andare in palestra e lavorare duramente. Era Kobe. Ogni volta che saltavo un allenamento o che mi allenavo troppo poco mi veniva in mente lui… sentivo quindi che non stavo dando tutto come faceva lui. Mi ha aiutato molto a sviluppare la mia carriera.” [LeBron James]

“Kobe ha la mentalità di un serial killer del basket. È la sua mentalità a renderlo speciale rispetto agli altri giocatori della lista, perché una volta che Kobe sa di averti in pugno, continua ad attaccarti. Ti sbatte per terra, ti riempie di botte e anche quando sei fuori combattimento, continua a picchiare.
Non ho mai avuto l’occasione di giocare contro Jordan quando era ai Bulls, quindi Kobe è l’avversario più vicino a quel tipo di determinazione che abbia affrontato nella mia carriera”. [Paul Pierce]

“Kobe era diverso. Ti diceva solamente che non gli piacevi e che ti avrebbe distrutto”.[Horace Grant]

Heroes come and go, but legends are forever. Stanotte si chiude un’era e, chi ha amato il basket, verserà qualche lacrima.

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