Giocare per vincere o… per perdere?

Giocare per vincere o… per perdere?

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Il mercato Nba ha vissuto la sua fase più calda e pian piano che si avvicina l’inizio della stagione con i tradizionali training camp si può già tracciare un primo bilancio del campionato che inizierà a fine Ottobre. Vedendo i numerosi movimenti di mercato, quel che balza subito agli occhi è la predisposizione di molte squadre a disputare una stagione di “tanking” ovvero una stagione in cui si accetta di ottenere poche vittorie per avere maggiori possibilità di arrivare ad una delle prime chiamate nel prossimo draft. Infatti secondo molti addetti ai lavori, il draft del 2014 rischia di essere uno dei migliori degli ultimi anni e non è difficile trovare esperti che lo paragonano a quello del 2003, dove furono scelti LeBron James, Dwane Wade, Carmelo Antonhy e Chris Bosh. I giocatori che sono destinati a lasciare un’ importante segno nelle future stagioni Nba sono Andrew Wiggins, considerato quasi sicuramente come la prossima prima scelta, Jabari Parker, Julius Randle, Marcus Smart. Se a questi nomi aggiungiamo che la prossima estate il mercato dei free agent sarà ricco di nomi di primissimo livello, come LeBron James, Carmelo Antonhy, Pau Gasol, D-Wade, Rudy Gay, Chris Bosh e cosi via, ecco spiegata la scelta di alcune squadre di disputare una stagione a “perdere”. Con queste premesse squadre come Philadelphia 76ers, Orlando Magic, Utah Jazz, Phoenix Suns, Milwaukee Bucks , viste le loro scarse possibilita di entrare nei playoff, hanno iniziato già da ora a mettere in piedi trade cercando di scambiare giocatori con contratti pesanti o in là con gli anni, con il solo scopo di liberare spazio salariale per poter provare a firmare l’estate prossima qualche big, unendolo magari ad una delle prime chiamate al draft per cercare di riportare in alto queste franchigie.
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Il nuovo GM di Philadelphia, Hinkie, ha scambiato l’ All Star Jrue Holiday con i New Orleans Hornets (ora Pelicans) in cambio del centro Nerlens Noel, ora infortunato, e di una prima scelta (protetta nelle prime cinque chiamate) al prossimo draft. La regia è stata affidata a Michael Carter-Williams, giocatore talentoso ma ancora acerbo e che al primo anno dovrà fare esperienza prima di guidare il rilancio della squadra. Gli Orlando Magic dopo le macerie della passata stagione causate dalla partenza di Dwight Howard hanno iniziato il loro percorso di risalita e a buoni elementi come Afflalo, Vucevic e Davis hanno aggiunto dal draft Victor Oladipo che è un elemento molto interessante, specie nella fase difensiva, e hanno firmato il lungo Jason Maxiell per aggiungere peso sotto canestro. Sicuramente il talento in squadre c’è e la loro stagione sarà migliore di quella appena passata ma difficilmente entreranno nei playoff, e la prossima stagione proveranno a sfruttare lo spazio che hanno nel salari cap. I Phoenix Suns punteranno su Eric Bladsoe e su Alex Len scelto al draft ma sotto canestro sono ancora deboli e sperano nell’esplosione di Kendall Marshall e nella ultra competitiva Western Conference sarà quasi impossibile lottare per la post season.
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Gli Utah Jazz hanno visto la partenza di Al Jefferson e Paul Millsap per lasciare spazio a Enes Kanter e Derrick Favors e la dirigenza di Salt Lake City spera nella loro esplosione definitiva. Tra le guardie sembra mancare qualcosa e bisognerà vedere l’impatto di Trey Burke che nella Summer League non ha certo impressionato. In casa Bucks è arrivato O.J Mayo in cerca di rilancio ma senza Brandon Jennings e Monta Ellis sarà dura tornare ai playoff dopo la breve apparizione dell’anno scorso. I Charlotte Bobcats nell’anno in cui poteva fargli comodo forse si sono rinforzati più del solito e potrebbero non finire l’anno in fondo alla classifica, grazie a Al Jefferson, alla crescita di Kemba Walker e Michael Kidd-Gilchrist e al nuovo arrivo dal draft, Cody Zeller.
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Una parentesi a parte la meritano Boston Celtics e Los Angeles Lakers, che per la loro storia e per la importanza nel mondo Nba non potranno fare una stagione preventivamente a “perdere” ma sicuramente sarà di transizione per rilanciarsi. Boston ha scambiato con Brooklyn Garnett, Pierce e Terry avendo in cambio Gerald Wallace, Kris Humphries e MarShon Brooks, tutti ottimi elementi ma difficilmente Boston punterà su di loro a lungo termine. Rientrerà Rajon Rondò che sarà il leader della squadra ma anche la scelta del nuovo coach Brad Stevens al posto di Doc Rivers fanno pensare che la franchigia del Massachusetts non avrà un ruolo da protagonista. I Los Angeles Lakers invece aspettano il ritorno di Kobe Bryant dall’infortunio al tendine d’achille ma faranno a meno di Dwight Howard, andato a Houston, e di Metta World Peace, tagliato tramite Amnesty clause e già accasato a New York. È arrivato Nick Young ma i continui acciacchi fisici di Pau Gasol e del non più giovanissimo Steve Nash gettano qualche ombra sulla stagione della squadra californiana. Per sapere come andrà a finire non resta che aspettare la prima palla a due, in attesa della prossima calda estate.

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