Golden State Warriors, caccia al record?

Golden State Warriors, caccia al record?

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Che i Golden State Warriors abbiano piazzato la miglior partenza, in termini di vittorie consecutive, della storia della regular season NBA è ormai notizia vecchia, ma come sempre c’è chi butta un occhio al passato e confronta i risultati con quelli conseguiti da grandi squadre del passato. I nomi sono sempre i soliti. L’intento naturalmente non è stabilire chi giochi meglio o possa vincere di più, piuttosto fare un interessante parallelismo che riguarda 3 ere differenti della NBA e 3 tipi di Basket giocato diversamente. Arrivati alla soglia delle 30 partite giocate, le 2 squadre che hanno stabilito il record di vittorie (Lakers prima e Bulls in seguito), hanno avuto precisamente lo stesso numero di vittorie e sconfitte (27-3). Attualmente i Warriors, con la vittoria sui Kings, hanno agguantato il 29esimo successo a fronte di 1 sola sconfitta e torna quindi di grande attualità la domanda “Riusciranno a raggiungere e battere il record dei Bulls di Jordan nel 1996?”. Andiamo in ordine temporale e cominciamo a parlare dei LOS ANGELES LAKERS 1971/72: Wilt Chamberlain, Jerry West, Elgin Baylor, Gail Goodrich… per molti versi i Lakers dell’ultimo assalto al titolo NBA prima del rebuilding, visto che l’età anagrafica di questi signori cominciava a pesare. Sono i Lakers delle 33 vittorie consecutive e che nelle prime 30 partite di regular season chiudono con un bilancio di 27-3 per poi finire a 69-13 vincendo anche il Titolo contro i New York Knicks. Il record globale di vittorie-sconfitte di stagione dura la bellezza di 24 anni. Il Basket giocato dai Lakers di quell’anno parla del 49% di squadra al tiro per la bellezza di 9920 punti segnati, una media di 121 a partita, considerando l’assenza al tempo del tiro da 3, rende queste cifre interessanti. Wilt Chamberlain, 35enne all’epoca, ne segna “solo” 1213 ma cattura 1572 rimbalzi, Jerry West 33 anni ne piazza 1985. Elgin Baylor gioca solo 9 partite segnando 106 punti, ma sulla sua carta d’identità c’è scritto “anni 37” e anche a causa di problemi alle ginocchia, si ritira proprio durante la stagione.
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CHICAGO BULLS 1995/96: Chicago è già passata più o meno da questo chiacchiericcio sulla possibilità di battere il record dei Lakers di Chamberlain e West, accarezzando la reale possibilità di entrare nella Storia già nel 1992, con una partenza di 25-5 che si tramuta però in un comunque ottimo 67-15. Passa qualche anno, Jordan si ritira, poi torna e decide che è il momento di far vedere a tutti chi è il più forte. Con Rodman, Pippen, Kukoc ma anche Ron Harper e Steve Kerr, guidati da Phil Jackson, MJ e soci arrivano a 27-3 proprio come i Lakers del 1972 ma non si fanno distrarre dalla pressione dei media come già accaduto 4 stagioni prima e chiudono 72-10, record ancora imbattuto.  Chicago eguaglia anche quanto fatto dai Boston Celtics nel 1986, vincendo tutte le partite in casa tranne 1, al cardiopalma, contro gli Charlotte Hornets con 19 punti di Dell Curry, padre dell’ “un po’ più noto” Steph. I Bulls, per la verità, l’anno successivo arrivano al punto di poter stabilire anche il secondo miglior record assoluto, ma sul 69-12 perde l’ultima partita di regular season contro i Knicks per 2 soli punti, dovendo “accontentarsi” di eguagliare il record dei Lakers del 1972.
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GOLDEN STATE WARRIORS 2015/2016: 30 partite giocate, 1 sola sconfitta… ovviamente il Basket è molto cambiato dagli anni ’90, figuriamoci dagli anni ’70. Siamo passati da un gioco fatto da pochi passaggi e tiro a quello più ragionato e a ritmi più concentrati degli anni ’90, dove molte squadre basavano l’80% della loro partita sul gioco in post basso, vista anche la massiccia presenza di Centri di grande livello (Olajuwon, Ewing, David Robinson, Shaq…); i Warriors oggi sviluppano il proprio gioco dal perimetro, lontano da canestro, dove le soluzioni offensive garantiscono, per le caratteristiche dei suoi giocatori, un punteggio più alto (strategia utilizzata anche da altre squadre ma chiaramente senza gli stessi risultati). Già lo scorso anno, interrogato sulla possibilità di battere il record di “quei” Bulls, di cui peraltro ha fatto parte, Steve Kerr rispondeva che non ci sarebbero mai riusciti. Il punto, come già detto, non è di capire quale sia la squadra migliore (perchè tutte e 3 sono Uniche e Irripetibili) ma di dove riuscirà ad arrivare la squadra della baia, giocando un Basket profondamente diverso da quella che con MJ ha scritto la Storia della NBA e ancor più differente dai Lakers di West e Chamberlain. Meno di attualità, ma ugualmente degna di nota, è la “resistenza” della Oracle Arena, al momento inviolata e sarà interessante vedere se resterà tale o meno (stessa cosa che si può dire per i San Antonio Spurs). Abbiamo nominato i Boston Celtics, che comunque non sono esattamente estranei al concetto. Nel 1986 inanellano un 67-15 che si avvicina molto a quel record all’epoca ancora saldamente in mano agli “odiati” rivali in giallo-viola, ma anche nella versione Titolata del 2008 il record è un più che impressionante 66-16 che rappresenta comunque la seconda stagione più vincente della storia della franchigia.

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