Golden State Warriors, da dove ripartire?

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Golden State Warriors. Una franchigia che all’inizio dell’anno non prometteva nulla di più di una possibile lotta per l’ottavo posto ad Ovest alla fine della stagione si è rivelata essere come una delle soprese più clamorose di queste ultime stagioni NBA. L’ottima Regular Season degli Warriors poggia le sue basi sull’ottimo lavoro di Coach Mark Jackson che ha saputo tirar fuori dai giocatori  tutto il loro potenziale. La scelta di prendere Harrison Barnes al Draft si è rivelata azzeccata. La talentuosissima Ala Piccola proveniente dall’Università di Nord Carolina si è rivelata essere come uno dei prospetti migliori del Draft dello scorso anno. Barnes ha contribuito al buon gioco espresso dai Warriors durante tutto l’arco della stagione, inclusi i PlayOff, con una grande difesa unita ad una buona meccanica di tiro. La nota migliore della stagione dei Warriors è stata certamente la consacrazione di Steph Curry autore di una stagione superlativa. Steph, che in regular season ha infranto il record di triple segnate detenuto da Ray Allen, nei Play Off ha trascinato i Warriors con delle performance incredibili, soprattutto durante la serie contro Denver.

Curry e compagni non si sono lasciati intimidire dalla fisicità dei Nuggets e, tramite il loro gioco tutto votato all’attacco, hanno dominato la serie nonostante l’infortunio di Lee durante Gara 1 facesse presagire una disfatta per i Warriors a favore dei Nuggets evitata grazie anche all’esplosione di Bogut durante la serie, in cui si è rivelato determinante per arginare il gioco in post di Denver. Altra nota positiva dei Playoff è certamente l’apporto che dalla panchina hanno dato Ezeli e Green. I due Rookies si sono dimostrati all’altezza della situazione e non hanno fatto rimpiangere l’assenza di Lee. Nelle semifinali di Conference i Warriors, euforici come non accadeva da parecchi anni si trovano di fronte i San Antonio Spurs. La serie è forse la più divertente dei Play-Off. La serie è molto equilibrata e si arriva a Gara 5 sul risultato di 2-2. Nelle ultime due gare però gli Spurs, complice anche un infortunio di Curry, fanno valere la loro esperienza maggiore nei Play-Off ed eliminano i Warriors autori di una cavalcata esaltante. 

Adesso Golden State ha delle buone basi da cui ripartire e, con qualche accorgimento al roster, potrebbe diventare una seria contender per il titolo nella prossima stagione. I Warriors sono interessati ad Howard che sembra però molto vicino agli Houston Rockets.  C’è da risolvere il nodo Jarret Jack e Carl Landry. Il playmaker è stato fondamentale per il sistema di gioco di Jackson, tuttavia il suo contratto pesa sul Cap che verrà aggravato nelle prossime stagioni dai nuovi contratti di Barnes e Thompson. Stessa situazione per Landry che diverrà Free-Agent. E’ opinione diffusa che i Warriors dovrebbero “sacrificare” Jack per prendere un Playmaker più economico, così da non occupare troppo Salary Cap e poter mantenere il trio che ha fatto tanto bene quest’anno: Curry-Thompson-Barnes. I Warriors quest’anno non disporranno di scelte al primo turno del draft, ma chissà se con la conferma di Coach Jackson e con un Curry sano sin dall’inizio della stagione, non possa bastare il roster attuale per essere competitivi.

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